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Reja: Non so più cosa inventarmi

Domenica

29 Ottobre 2006

Bergamo. «Sono avvilito, siamo tutti avviliti». È un Reja disfatto quello che si presenta in sala stampa. In un primo momento, gli addetti alla controlleria dello stadio avevano addirittura comunicato che nessuno del Napoli si sarebbe presentato: «Non vogliono parlare, sono riuniti nello spogliatoio». Dopo un breve faccia a faccia con la squadra, Reja arriva ed è l'immagine del Napoli: spento, preoccupato. Lui trova il termine adatto: «Avvilito». Logico chiedergli: cosa diranno i tifosi quando leggeranno che lei è avvilito? «Difficile essere più preoccupati di me. Ho provato a dare al Napoli tanti moduli, ma non riesco a trovare la soluzione migliore, quella che dia un gioco alla squadra». Non pensa di rischiare ammettendo il suo avvilimento? «No, perché sono certo che la squadra saprà trovare l'orgoglio per uscire da questa situazione». Quanti della squadra salva dopo la mediocre prestazione offerta contro l'Albinoleffe che ora è a un solo punto dal Napoli in classifica? «Due-tre... Capisco quando non riuscite a parlare bene del Napoli. Nella partita in cui avremmo dovuto sfruttare meglio e di più le fasce, siamo venuti meno nonostante i tanti cross in area. Bisognava mettere i palloni sul primo palo, considerando l'altezza del loro portiere. Invece... Troppo poco, davvero troppo poco quello che siamo riusciti a fare in fase offensiva. Bucchi e Calaiò hanno avuto un paio di palle da giocare e basta». Se lei fosse la società e sentisse il suo allenatore dire che è avvilito, cosa farebbe? «Ho già parlato con la società: è al mio fianco. Insieme troveremo la soluzione. Ho anche iniziato a parlare con i ragazzi. Proseguiremo martedì, alla ripresa della preparazione. Non è da escludere che si vada in ritiro». Ma lei è davvero così avvilito? «Sì che lo sono, quindi dovrò cambiare nuovamente modulo, uomini, intensità e gioco». Si va verso una rivoluzione ed è in arrivo la Juventus. Un brutto cliente. «Considerando il nostro momento, potrebbe essere il cliente migliore. Facciamo una bella prova contro i favoriti del campionato e proviamo a dare una svolta al momento-no che stiamo vivendo. Potremmo ribaltare tutto». Napoli brutto e troppo nervoso. L'impressione che si ha è che la squadra soffra tatticamente, fisicamente e mentalmente in ogni partita. «Datemi ventiquattro. quarantotto ore e vi darò una risposta. Troverò un'altra soluzione per uscire dal periodo-no. Ora, non solo giochiamo male, ma perdiamo anche». Reja dice chiaramente che cambierà alcune pedine, anche importanti. «Se non è andata bene con questi moduli e con questi uomini, proveremo a cambiare e a dare spazio a chi ha giocato di meno e ha una voglia diversa, più intensa». Ha già parlato con De Laurentiis e con Marino? «Sì, ho detto anche a loro quanto sto dicendo a voi. Mi spiace per i tifosi: gente appassionata che ora è disperata. So bene che a Napoli i tifosi soffrono quando la squadra perde. Voglio che tutti i ragazzi giochino con la stessa rabbia di Maldonado: alla fine ha fatto reparto da solo. Bravo lui e bravissimo Calaiò. Il resto? Faccio fatica a trovarne altri. C'è qualcosa che non quadra, non capisco tanto nervosismo. Ritornare al 4-4-2? Non penso, perché dovrei far fuori parecchi calciatori...».

Fonte: Il Mattino

 

            

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