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«Oltre
l’impegno di Calaiò gli attaccanti non ne hanno beccata una, siamo
mancati in area di rigore, contro l’Albinoleffe i cross ci sono
stati, i problemi allora sono diversi rispetto a quelli
individuati...» . Pierpaolo Marino fa nomi e cognomi, non tutti,
ma è come se li facesse. Quell’oltre Calaiò... è un messaggio
inviato direttamente a Christian Bucchi che devi sentirsi chiamato
in causa insieme a tutti i suoi compagni, ed è ufficialmente in
discussione:
«I giocatori devono farsi un esame di coscienza, hanno chiesto i
cross e sono arrivati, hanno chiesto un gioco più d’attacco e
quello c’era già, ma se non butti il pallone dentro c’è poco da
fare...».
Marino se l’è presa con gli attaccanti (ma non con Calaiò) e si è
schierato ancora una volta in difesa di Reja: «Le mie critiche non
sono rivolte all’allenatore, non lo accuso di niente, bensì al
nervosismo della squadra, ci siamo buttati avanti senza lucidità,
Reja ha pure inserito Pià per far giocare di più il pallone ma
eravamo ancora lì a fare i cross...». E poi ancora: «Reja sta
facendo tutto ciò che un allenatore deve fare. Ha tentato vari
moduli, ha dato alla squadra varie soluzioni, ripeto, se il pallone
non entra le colpe del tecnico sono relative».
Ha sentito il presidente De Laurentiis a fine partita: «Fa
affidamento sul senso di responsabilità di tutti i giocatori».
Reja si sente avvilito, non deve: «E’ un tecnico capace, esperto,
sa come uscire fuori da questa situazione».
LA RISPOSTA - Maldonado, in maniera ironica, ha fatto
riferimento all’assenza di Sosa, Marino non si è fatto di questi
problemi: «Io non rimpiango nessuno...». Ai calciatori non ha detto
nulla:
«Meglio non parlare dopo una gara del genere, c’è tempo per farlo.
E il presidente ha fatto i commenti che sto facendo io adesso» .
Nonostante tutto non vuole sentire nominare la parola crisi:
«Parlare di crisi è esagerato, quella parola indica una serie di
partite negative. Non c’è dubbio che è un brutto Napoli, lento,
prevedibile, nella gara in cui ha sfruttato di più le fasce non ha
sfruttato in maniera giusta i palloni». La sua analisi tattica non
fa una piega: «Ci siamo intestarditi, ripeto, gli attaccanti non
l’hanno mai beccata di testa, forse avremmo dovuto tentare anche
delle soluzioni diverse visto che in porta, nell’Albinoleffe, c’era
il portiere più alto della serie B...». Esatta pure l’analisi
psicologica...:
«Il Napoli è troppo nervoso, non è riuscito a trovare le giuste
soluzioni per raggiungere il pareggio, nell’azione che ha portato
al loro gol siamo stati puniti a causa di una inferiorità numerica,
Garics era nel posto in cui non doveva essere, ha pagato
l’inesperienza».
Marino non ha chiarito se la squadra andrà in ritiro o meno, di
certo non ci è andata ieri sera: «Ma i ritiri io li considero
costruttivi, non punitivi, l’anno scorso ci siamo stati quasi
quattro mesi, se servirà per parlare ci andremo, vediamo in
settimana». Nelle prossime ore potrebbero giungere decisioni
diverse. C’è da preparare il big-match con la Juve, la settimana è
esplosiva: «La Juve è l’avversario peggiore che potesse capitarci in
questo momento, per la loro condizione e per la nostra. Questa
sconfitta non ci farà trovare la spavalderia necessaria per
affrontarla ma troveremo l’orgoglio e reagiremo, i giocatori sono
in grado di farlo, hanno l’esperienza necessaria, ne sono certo». |