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Oltre Calaiò, il nulla

Domenica

29 Ottobre 2006

«Oltre l’impe­gno di Calaiò gli attaccanti non ne hanno beccata una, siamo mancati in area di ri­gore, contro l’Albinoleffe i cross ci sono stati, i problemi allora sono diversi rispetto a quelli individuati...» . Pier­paolo Marino fa nomi e co­gnomi, non tutti, ma è come se li facesse. Quell’oltre Ca­laiò... è un messaggio inviato direttamente a Christian Bucchi che devi sentirsi chiamato in causa insieme a tutti i suoi compagni, ed è uf­ficialmente in discussione:
«I giocatori devono farsi un esame di coscienza, hanno chiesto i cross e sono arriva­ti, hanno chiesto un gioco più d’attacco e quello c’era già, ma se non butti il pallo­ne dentro c’è poco da fare...».
Marino se l’è presa con gli attaccanti (ma non con Cala­iò) e si è schierato ancora una volta in difesa di Reja: «Le mie critiche non sono ri­volte all’allenatore, non lo accuso di niente, bensì al nervosismo della squadra, ci siamo buttati avanti senza lucidità, Reja ha pure inse­rito Pià per far giocare di più il pallone ma eravamo anco­ra lì a fare i cross...». E poi ancora: «Reja sta facendo tutto ciò che un allenatore deve fare. Ha tentato vari moduli, ha dato alla squadra varie soluzioni, ripeto, se il pallone non entra le colpe del tecnico sono relative».
Ha sentito il presidente De Laurentiis a fine partita: «Fa affidamento sul senso di re­sponsabilità di tutti i gioca­tori». Reja si sente avvilito, non deve: «E’ un tecnico ca­pace, esperto, sa come usci­re fuori da questa situazio­ne».
LA RISPOSTA - Maldonado, in maniera ironica, ha fatto ri­ferimento all’assenza di So­sa, Marino non si è fatto di questi problemi: «Io non rimpiango nessuno...». Ai calciatori non ha detto nulla:
«Meglio non parlare dopo una gara del genere, c’è tem­po per farlo. E il presidente ha fatto i commenti che sto facendo io adesso» .
Nonostante tutto non vuole sentire nominare la parola crisi: «Parlare di crisi è esa­gerato, quella parola indica una serie di partite negative. Non c’è dubbio che è un brut­to Napoli, lento, prevedibile, nella gara in cui ha sfruttato di più le fasce non ha sfrutta­to in maniera giusta i palloni». La sua analisi tatti­ca non fa una piega: «Ci sia­mo intestarditi, ripeto, gli at­taccanti non l’hanno mai beccata di testa, forse avremmo dovuto tentare an­che delle soluzioni diverse visto che in porta, nell’Albi­noleffe, c’era il portiere più alto della serie B...». Esatta pure l’analisi psicologica...:
«Il Napoli è troppo nervoso, non è riuscito a trovare le giuste soluzioni per raggiun­gere il pareggio, nell’azione che ha portato al loro gol sia­mo stati puniti a causa di una inferiorità numerica, Garics era nel posto in cui non doveva essere, ha paga­to l’inesperienza».
Marino non ha chiarito se la squadra andrà in ritiro o me­no, di certo non ci è andata ieri sera: «Ma i ritiri io li considero costruttivi, non punitivi, l’anno scorso ci sia­mo stati quasi quattro mesi, se servirà per parlare ci an­dremo, vediamo in settimana». Nelle prossime ore po­trebbero giungere decisioni diverse. C’è da preparare il big-match con la Juve, la set­timana è esplosiva: «La Juve è l’avversario peggiore che potesse capitarci in questo momento, per la loro condi­zione e per la nostra. Questa sconfitta non ci farà trovare la spavalderia necessaria per affrontarla ma trovere­mo l’orgoglio e reagiremo, i giocatori sono in grado di farlo, hanno l’esperienza ne­cessaria, ne sono certo».

Fonte: Corriere dello Sport

 

            

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