|
Il
Napoli esce sconfitto dallo stadio “Azzurri d’Italia” di Bergamo
dove, davanti a circa 600 sostenitori, la squadra di Reja è
protagonista di un passo falso inaspettato.
Gli azzurri scendono in campo
con il 3-4-3 già precedentemente sperimentato, proponendo la difesa
a 3 sempre con Maldonado centrale, Grava e Garics esterni di
centrocampo, e Bogliacino a sostegno delle punte Bucchi e Calaiò.
Dal canto suo, Mondonico, affronta la partita con un atteggiamento
molto prudente, pronto a punire il Napoli alla prima disattenzione
ma sempre attento a non porgere il fianco all’iniziativa avversaria.
Lo scontro tra le due squadre
va ben oltre il solo calcio giocato:il Napoli indossa l’insolita
casacca rossa vista già a La Spezia (a detta degli addetti ai
lavori, per motivi scaramantici!), mentre l’allenatore
dell’AlbinoLeffe schiera come attaccante Cellini (visti anche gli
esiti odierni, autentica bestia nera del Napoli degli ultimi anni).
La partita inizia, e tra le
tante notizie apprese dai cronisti di Sky, ce n’è una che appare
quasi come una (mi si conceda il termine!) “carrambata”:il numero 9
avversario, Joelson, è il fratello del nostro Pià!
Il Napoli non sembra
disciplinato, ed anziché proporre azioni ordinate e con una trama
precisa, si affida il più delle volte a lanci lunghi e cross dalla
tre quarti che quasi sempre sono preda del portiere bergamasco.
Sin dai primi minuti, il
migliore degli azzurri è Maldonado. Al 4’ del primo tempo , a causa
di una distorsione rivelatasi fortunatamente lieve, mette tutti in
apprensione:Reja mette in pre-allarme Giubilato che subito inizia il
riscaldamento, ma alla tutto si risolve per il meglio.
E’ l’AlbinoLeffe a collezionare
le azioni più pericolose e ad impensierire la difesa azzurra, mentre
le nostre ripartente sono sempre state lente e confusionarie.
L’occasione più limpida per il
Napoli (e forse anche l’unica di tutto l’incontro!), si sviluppa
sull’asse Calaiò-Bucchi:il siciliano mette in mezzo dalla destra un
pallone invitante che il nostro centravanti riesce però a mandare
fuori sprecando un goal che ormai sembrava già fatto.
L’episodio che ha determinato
l’esito dell’incontro, si registra al 44’ del primo tempo, quando
Garics (forse per rimediare ad un errore di Cannavaro) è costretto
ad atterrare in area di rigore uno scatenato Cellini diretto in
porta. E’ lo stesso giocatore che si incarica dell’esecuzione del
rigore che regalerà la vittoria alla squadra di Mondonico.
Finisce così il primo tempo, ed
il Napoli è costretto ad inventarsi qualcosa per riequilibrare le
sorti dell’incontro.
Reja fa scendere subito in
campo De Zerbi per il quanto mai evanescente Bogliacino, ma la
musica non cambia. Cannavaro rimedia un’ammonizione al 4’ del
secondo tempo e salterà, in quanto diffidato, il “big match” con la
Juve al S.Paolo.
Per cercare di ravvivare la
situazione, l’allenatore partenopeo si affida allora a Trotta
(entrato al posto di Garics) e Pià (al posto di Bucchi), ma
naturalmente i due non possono fare miracoli!
La partita si conclude con una
sconfitta per il Napoli che perde terreno in classifica
allontanandosi dalla vetta. Per molti la panchina di Reja è ora più
che mai traballante:se alla mancanza di gioco espresso in campo si
aggiunge infatti anche la carenza di punti conquistati, lo spettro
dell’esonero si fa sempre più pressante!
Il prossimo impegno (contro la
Juventus) è sicuramente molto importante e delicato:una eventuale
vittoria (chi è scaramantico può fare gli scongiuri del caso!)
sarebbe fondamentale sia per la classifica che per il morale, ma nel
caso di una (speriamo lontanissima ipotesi di) sconfitta,
comincerebbero ad addensarsi nuvole oscure all’orizzonte partenopeo.
Che dire…speriamo che vada
tutto per il meglio!
Eduardo D’Aquino |