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Reja e gli azzurri, il giorno del chiarimento

Mercoledì

25 Ottobre 2006

Un lungo faccia a faccia tra Reja e la squadra. A quanto pare, sollecitato dagli azzurri: perché il vertice c’è stato ieri e non lunedì alla ripresa della preparazione; perché nessuno dei tre collaboratori di Reja era nello stanzone, nemmeno Viviani, l’uomo con il quale Reja si confronta ogni giorno. Il faccia a faccia, nel giorno in cui Marino era impegnato con De Laurentiis in Lega, c’è stato prima dell’allenamento pomeridiano. Reja e la squadra sono rimasti chiusi nello spogliatoio per un’ora e trenta. Dalle 14.50 alle 16.20. Quando ha avuto inizio il vertice, Viviani, Febbrari e Facciolo si sono allontanati, raggiungendo il secondo campo di allenamento. Cosa è accaduto all’interno? Cosa si sono detti i protagonisti? Qualcuno si è affrettato a sottolineare: «C’è stata la consueta riunione post-partita: l’allenatore ha parlato con i calciatori». Non si è discusso solo di Napoli-Crotone, dei pregi espressi e degli errori commessi, ma anche di altro. Gestione del gruppo, ultime vicende che hanno coinvolto alcuni azzurri; rapporti interni; stress ambientale che, secondo Reja, bloccherebbe alcuni dei nuovi arrivati: ovvio che ai diretti interessati non abbia fatto piacere leggere che l’allenatore chiede loro di avere più coraggio; multa a Savini; scelta di parlare uno al giorno con i giornalisti; atteggiamenti e comportamenti da tenere in campo e fuori. È stato un confronto lungo, a tratti vivace ed intenso, ma civile e costruttivo. Un chiarimento dei rapporti per evitare incomprensioni, un chiarimento opportuno. Reja e la squadra sono usciti dallo stanzone più compatti. Il confronto il più delle volte giova, evitando fraintesi. Chi voleva parlare l’ha fatto e il tecnico ha avuto una risposta per tutti. Un faccia a faccia utile almeno quanto quello del 1984 - suggerito da Marino a Ferlaino - tra Maradona e Bagni a Vietri sul mare. Quel Napoli, la domenica successiva, sotto una pioggia scrosciante, vinse segnando quattro gol all’Udinese al San Paolo e iniziò a risalire la classifica. Questo Napoli si appresta a misurarsi con l’Albinoleffe di Mondonico. Il tempo di scendere in campo e Reja ha consegnato le casacchine, dettando la probabile formazione che giocherà a Bergamo. Fuori Garics e Dalla Bona, dentro Montervino e Trotta. Amòdio? Al momento, è fermo per un affaticamento alla gamba destra. Oggi, test a Marano per il Napoli contro il Portici. «Il modulo con tre in difesa e con due esterni ci aiuta - sottolinea Paolo Cannavaro -. Abbiamo un punto di riferimento in più davanti. Lo stress? Per me non esiste. La gente ha voglia di bel calcio e vuole il massimo, quindi per noi deve essere uno stimolo. Se un calciatore accetta Napoli e il Napoli deve essere consapevole che rischia di finire stressato se non è pronto per questa piazza. Non dimentichiamo mai che il San Paolo urlò «grazie lo stesso» quando in coppa Italia, a pochi minuti dalla fine, stavamo perdendo 2-3 con la Juventus. Napoli ti dà tutto se vede il massimo impegno. I fischi di sabato? A noi, dal campo, non ci era parso di aver giocato così male... Sabato, faremo meglio. Ho chiesto a Pià notizie del fratello che gioca nell’Albinoleffe: mi ha detto di stare attento perché Joelson è bravo e possente».

Fonte: Il Mattino

  

       

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