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Reja: Napoli al top nelle grandi sfide

Martedì

24 Ottobre 2006

«Quale squadra in serie B dà spettacolo?». Reja va all’attacco nella conferenza che apre la nuova settimana di lavoro. Pone l’interrogativo ed a seguire lancia la sfida a chi sabato scorso ha criticato, a chi ha fischiato il suo Napoli. Basta una domanda per far sì che la sua risposta sia ferma, decisa. Lei, prima del match con il Crotone, disse: «È giusto che il Napoli pratichi un gioco più decente. Cambierò modulo, cambierò volto alla squadra perché voglio divertirmi». Davvero si è divertito vedendo il Napoli contro il povero Crotone? Secca la replica: «Io mi diverto solo quando vinco». Ha vinto, ha ragione Reja. Ma sino a quando il Napoli potrà sfruttare Calaiò e la fortuna? «Non penso che il Napoli sia stato agevolato dalla sorte. Quale azione hanno fatto gli avversari? Insisterò sull’ultimo modulo anche se apporterò qualche accorgimento. Come uomini e non come schema». Gli avversari si chiamavano Crotone. Il Napoli, Rimini e Piacenza a parte, ha incontrato soprattutto formazioni della parte bassa della classifica. Cosa accadrà quando dovrà affrontrare il ciclo terribile, quando si troverà a fronteggiare Juventus, Bari, Bologna, le altre big del torneo? «Contro le grandi del campionato si vedrà un Napoli diverso». Diverso in che senso? «Più coraggioso, più brillante». Giocherete sempre con due uomini in mezzo al campo e in sofferenza tattica e fisica? «Non sono d’accordo. Non soffriamo». Sarà. Sta di fatto che ha già deciso di apportare «nuovi accorgimenti» a centrocampo. «C’è ancora da migliorare. Non tocco i tre della difesa ed i tre dell’attacco. Al centro ho alcune opzioni: possono entrare Montervino e Amòdio, senza trascurare la possibilità dell’impiego di Trotta». Ovvero, Garics è destinato alla panchina contro l’Albinoleffe, mentre è in forse l’utilizzazione di Bogliacino. «Occorre meccanizzare e memorizzare certi movimenti risultati non perfetti contro il Crotone - aggiunge Reja -. Chi gioca sulle fasce non deve cercare in modo ossessivo il cross. Può anche tagliare verso il centro: dettare un assist, calciare a rete». Il discorso cade sulla bravura del Genoa e del Rimini: «Non sono squadre-rivelazione. Già in avvio si sapeva che avrebbero fatto bene. Il Napoli? Sarà protagonista. L’ho ripetuto domenica a De Laurentiis. Ho sentito il presidente: mi ha detto che qualche miglioramento l’ha notato. L’ho tranquillizzato dicendo che in futuro il Napoli non solo vincerà, ma saprà anche convincere. Io prigioniero di scelte e del tridente? Sorrido... Io sono un tuttologo: so far attuare tutti i moduli alle mie squadre, dipende solo dalle caratteristiche dei calciatori che ho e dalle squadre che affronto. Non escludo che il Napoli possa giocare anche con il 4-4-2...». Reja, dopo aver salutato Cupi (il difensore, che sarà visitato dal professor Martens il 4 novembre, spera di essere disponibile a dicembre), conclude: «Si parla tanto di moduli, ma uno dei problemi principali del Napoli è lo stress che l’ambiente trasmette ai calciatori. Al di là di qualche nostra colpa, tutti i nuovi non si sono ancora inseriti. Dicono: ”Siamo secondi e ci criticano”. Un esempio? Bucchi. L’agitazione non lo fa essere brillante né fisicamente, né mentalmente».

Fonte: Il Mattino

  

       

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