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Bucchi: Napoli devi darmi fiducia

Sabato

21 Ottobre 2006

Non gira bene per i Bucchi a Napoli. Cristian, nel calcio, viene sostituito contro il Crotone e viene fischiato. Come i suoi compagni a fine gara. Piero, nel basket, perde con l’Eldo a Siena alla fine del primo tempo supplementare e porta a casa la seconda sconfitta consecutiva. Non gira bene per i Bucchi, ma Cristian non si abbatte. Temprato dalla vita, il bomber invita alla prudenza, alla calma: è certo che lui ed il Napoli sapranno riscattarsi. Il gioco del Napoli non brilla. Marino e Reja sono i primi ad ammetterlo. Il Napoli raccoglie fischi e critiche nonostante il secondo posto. Bucchi smette i panni dell’attaccante e diventa... difensore, difensore del Napoli: «Non è facile per una società inserire quattro-cinque elementi nuovi in un organico e trovare subito il giusto amalgama in un torneo di categoria superiore. Non bastasse, c’è stato il cambio del modulo rispetto alla precedente stagione. Sono certo che in tempi brevi sapremo amalgamarci ed imporre ritmo e gioco agli avversari». In attesa del gioco, il Napoli fa incetta di fischi. «Sappiamo tutti che Napoli è una piazza esigente. Ce lo ripetono spesso Marino e Reja. La gente va capita. Era stata abituata benissimo durante il periodo d’oro con Maradona. Poi, ha sofferto le pene dell’inferno sino al fallimento, alla serie C. Un’umiliazione, una mortificazione che Napoli ed i napoletani non avrebbero mai meritato. Giustamente, c’è fretta di risalire, c’è voglia di bel gioco, di divertirsi allo stadio. Ecco perché i tifosi vanno compresi, ma loro devono anche comprendere noi. Per ora, siamo capaci di vincere così, magari balbettando un po’ come dice Reja, ma ben presto tutto cambierà. In meglio, naturalmente». Parliamo del modulo o, meglio, dei moduli? Non sembrano funzionare. «Non convince il gioco, ma si vince. Se non ci esprimiamo al massimo, non dipende dal modulo. Comunque, se giochiamo maluccio e siamo secondi, cosa accadrà quando l'intesa sarà perfetta, quando avremo trovato una nostra identità? Il mio invito: restiamo tutti tranquilli, altrimenti c’è solo il rischio di farci del male da soli». Il Napoli è in grado di «sopportare» il tridente? «La classifica dice che si può continuare su questa strada. E mi basta». A Bucchi basta, ma bisognerà riflettere: inutile schierare il tridente se poi non si sviluppa un gioco che ne esalti le qualità dei singoli. Avere tre attaccanti per soffrire a centrocampo, tanto vale varare una formazione meno sbilanciata, ma che soffrendo meno fisicamente e tatticamente riesca a sviluppare un gioco offensivo. Fin qui la squadra. E Bucchi? Non gli manca il gol? L’ultimo l’ha realizzato il 23 settembre contro la Triestina. C’è chi sostiene che soffra la piazza, chi, invece, il modulo, chi dice che è solo una questione fisica. «È un periodo non felicissimo quello che sto attraversando. È capitato e capita anche ad immensi campioni come Adriano, come Shevchenko. Io non demordo. Lavoro, lavoro, lavoro, fiducioso che riuscirò quanto prima a tornare al gol, ad esultare. I gol, come dicono un po’ tutti gli attaccanti, li ho sempre fatti. Continuerò a farli anche a Napoli. Non ho alcun dubbio». Prima dell’inizio dell’incontro con il Crotone, Cristian con ampi gesti ha invitato i tifosi dei distinti ad incoraggiare la squadra. Durante la gara ha mandato a quel paese Calaiò. Perché? «In campo si litiga anche tra fratelli per un gol ”mangiato”, per un passaggio sbagliato o non ricevuto. Io e Manuele ci vogliamo bene e ci stimiamo. Un ”vaffa” può scappare, ma solo per il troppo amore che portiamo al Napoli, per la grandissima voglia di fare bene». Cristian, la Juventus vola, il Genoa stravince. Il Napoli è sul banco degli imputati. «Il Napoli vince ed è secondo. Siamo in linea con i programmi e per ora penso che basti».

Fonte: Il Mattino

 

       

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