Non
gira bene per i Bucchi a Napoli. Cristian, nel calcio, viene
sostituito contro il Crotone e viene fischiato. Come i suoi
compagni a fine gara. Piero, nel basket, perde con l’Eldo a Siena
alla fine del primo tempo supplementare e porta a casa la seconda
sconfitta consecutiva. Non gira bene per i Bucchi, ma Cristian non
si abbatte. Temprato dalla vita, il bomber invita alla prudenza,
alla calma: è certo che lui ed il Napoli sapranno riscattarsi. Il
gioco del Napoli non brilla. Marino e Reja sono i primi ad
ammetterlo. Il Napoli raccoglie fischi e critiche nonostante il
secondo posto. Bucchi smette i panni dell’attaccante e diventa...
difensore, difensore del Napoli: «Non è facile per una società
inserire quattro-cinque elementi nuovi in un organico e trovare
subito il giusto amalgama in un torneo di categoria superiore. Non
bastasse, c’è stato il cambio del modulo rispetto alla precedente
stagione. Sono certo che in tempi brevi sapremo amalgamarci ed
imporre ritmo e gioco agli avversari». In attesa del gioco, il
Napoli fa incetta di fischi. «Sappiamo tutti che Napoli è una
piazza esigente. Ce lo ripetono spesso Marino e Reja. La gente va
capita. Era stata abituata benissimo durante il periodo d’oro con
Maradona. Poi, ha sofferto le pene dell’inferno sino al
fallimento, alla serie C. Un’umiliazione, una mortificazione che
Napoli ed i napoletani non avrebbero mai meritato. Giustamente,
c’è fretta di risalire, c’è voglia di bel gioco, di divertirsi
allo stadio. Ecco perché i tifosi vanno compresi, ma loro devono
anche comprendere noi. Per ora, siamo capaci di vincere così,
magari balbettando un po’ come dice Reja, ma ben presto tutto
cambierà. In meglio, naturalmente». Parliamo del modulo o, meglio,
dei moduli? Non sembrano funzionare. «Non convince il gioco, ma si
vince. Se non ci esprimiamo al massimo, non dipende dal modulo.
Comunque, se giochiamo maluccio e siamo secondi, cosa accadrà
quando l'intesa sarà perfetta, quando avremo trovato una nostra
identità? Il mio invito: restiamo tutti tranquilli, altrimenti c’è
solo il rischio di farci del male da soli». Il Napoli è in grado
di «sopportare» il tridente? «La classifica dice che si può
continuare su questa strada. E mi basta». A Bucchi basta, ma
bisognerà riflettere: inutile schierare il tridente se poi non si
sviluppa un gioco che ne esalti le qualità dei singoli. Avere tre
attaccanti per soffrire a centrocampo, tanto vale varare una
formazione meno sbilanciata, ma che soffrendo meno fisicamente e
tatticamente riesca a sviluppare un gioco offensivo. Fin qui la
squadra. E Bucchi? Non gli manca il gol? L’ultimo l’ha realizzato
il 23 settembre contro la Triestina. C’è chi sostiene che soffra
la piazza, chi, invece, il modulo, chi dice che è solo una
questione fisica. «È un periodo non felicissimo quello che sto
attraversando. È capitato e capita anche ad immensi campioni come
Adriano, come Shevchenko. Io non demordo. Lavoro, lavoro, lavoro,
fiducioso che riuscirò quanto prima a tornare al gol, ad esultare.
I gol, come dicono un po’ tutti gli attaccanti, li ho sempre
fatti. Continuerò a farli anche a Napoli. Non ho alcun dubbio».
Prima dell’inizio dell’incontro con il Crotone, Cristian con ampi
gesti ha invitato i tifosi dei distinti ad incoraggiare la
squadra. Durante la gara ha mandato a quel paese Calaiò. Perché?
«In campo si litiga anche tra fratelli per un gol ”mangiato”, per
un passaggio sbagliato o non ricevuto. Io e Manuele ci vogliamo
bene e ci stimiamo. Un ”vaffa” può scappare, ma solo per il troppo
amore che portiamo al Napoli, per la grandissima voglia di fare
bene». Cristian, la Juventus vola, il Genoa stravince. Il Napoli è
sul banco degli imputati. «Il Napoli vince ed è secondo. Siamo in
linea con i programmi e per ora penso che basti».