Gioca
male, però vince. E finché dura va bene anche così. Ma può durare
all’infinito? Ecco, dunque, il Napoli alimentare l’antica e mai
risolta disputa tra il gioco e il risultato. Filosofie. Scuole di
pensiero. Calcio che sull’argomento si divide sempre. «Io non ho
dubbi. Per me alla lunga il gioco buono paga sempre. Se giochi
male puoi vincere una gara, pure due, ma alla fine sei
penalizzato», dice Acori, l’allenatore che in quattro anni ha
portato il Rimini dalla C2 alla serie B e sempre giocando un gran
bel calcio. «Già, ma se la scelta è tra lo spettacolo e i tre
punti io non ho dubbi: scelgo i punti», replica Mondonico, tecnico
di quell’Albinoleffe prossimo avversario degli azzurri. «Sì,
sempre meglio vincere pur giocando male. Come sta capitando al
Napoli in questo momento. Poi - aggiunge -, se ci sarà tempo
arriverà anche il bel gioco». Bel gioco. Il Napoli nel ’73 si
innamorò di quello di Vinicio. «Questo - afferma Vinicio che s’è
dimesso da presidente e socio della Lega Azzurra per
l’impossibilità di costruire qualcosa di buono nel pallone - è un
discorso che non posso accettare. Nel calcio per vincere devi
giocar bene. Giocando male puoi rubare una vittoria, ma la fortuna
non t’assiste sempre». Opinioni. Convinzioni di gente di pallone.
Rispettabili tutte, così come quella di Gigi Simoni. «Quando
voglio divertirmi - dice il dt della Lucchese - vado a cinema o a
teatro. Quando gioco a calcio, invece, mi interessa solo vincere.
E non è detto che per vincere bisogna sempre giocar bene». Vero.
Però in serie B il bel gioco è davvero merce troppo rara. «In B -
riprende Acori - c’è più corsa che gioco. E chi sta dall’altra
parte come obiettivo spesso ha quello di bloccarti. Cosicché hai
poco tempo per pensare e per organizzare la manovra. Anche da
questo dipende il poco spettacolo della serie B». Vinicio, invece,
pensando al Napoli guarda più lontano. «Legata al gioco che non
c’è - afferma - la mia preoccupazione non si ferma a quanto sta
accadendo adesso. Sono preoccupato perché non vedo un progetto che
guardi al domani. Se il Napoli andrà in A, come sinceramente
spero, dovrà rifare più di mezza squadra». Mondonico, invece,
ribadisce il proprio pensiero. «La Juve che ha i mezzi per dare
anche spettacolo - dice - in questo momento si limita al cinismo.
Vince giocando male. E fa così perché sa che questo è il momento
dei punti e non del gioco». Il finale è di Simoni. «Porto
un’esperienza personale. Quand’ero all’Inter, seppure criticato
per il gioco, arrivai secondo e vinsi la coppa Uefa. Negli anni
successivi l’Inter prese calciatori di grande qualità e sa che
cosa ottenne? Migliorò la qualità del gioco, però non vinse
niente. Chiaro il concetto?»