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Spettacolo o punti?

Lunedì

23 Ottobre 2006

Gioca male, però vince. E finché dura va bene anche così. Ma può durare all’infinito? Ecco, dunque, il Napoli alimentare l’antica e mai risolta disputa tra il gioco e il risultato. Filosofie. Scuole di pensiero. Calcio che sull’argomento si divide sempre. «Io non ho dubbi. Per me alla lunga il gioco buono paga sempre. Se giochi male puoi vincere una gara, pure due, ma alla fine sei penalizzato», dice Acori, l’allenatore che in quattro anni ha portato il Rimini dalla C2 alla serie B e sempre giocando un gran bel calcio. «Già, ma se la scelta è tra lo spettacolo e i tre punti io non ho dubbi: scelgo i punti», replica Mondonico, tecnico di quell’Albinoleffe prossimo avversario degli azzurri. «Sì, sempre meglio vincere pur giocando male. Come sta capitando al Napoli in questo momento. Poi - aggiunge -, se ci sarà tempo arriverà anche il bel gioco». Bel gioco. Il Napoli nel ’73 si innamorò di quello di Vinicio. «Questo - afferma Vinicio che s’è dimesso da presidente e socio della Lega Azzurra per l’impossibilità di costruire qualcosa di buono nel pallone - è un discorso che non posso accettare. Nel calcio per vincere devi giocar bene. Giocando male puoi rubare una vittoria, ma la fortuna non t’assiste sempre». Opinioni. Convinzioni di gente di pallone. Rispettabili tutte, così come quella di Gigi Simoni. «Quando voglio divertirmi - dice il dt della Lucchese - vado a cinema o a teatro. Quando gioco a calcio, invece, mi interessa solo vincere. E non è detto che per vincere bisogna sempre giocar bene». Vero. Però in serie B il bel gioco è davvero merce troppo rara. «In B - riprende Acori - c’è più corsa che gioco. E chi sta dall’altra parte come obiettivo spesso ha quello di bloccarti. Cosicché hai poco tempo per pensare e per organizzare la manovra. Anche da questo dipende il poco spettacolo della serie B». Vinicio, invece, pensando al Napoli guarda più lontano. «Legata al gioco che non c’è - afferma - la mia preoccupazione non si ferma a quanto sta accadendo adesso. Sono preoccupato perché non vedo un progetto che guardi al domani. Se il Napoli andrà in A, come sinceramente spero, dovrà rifare più di mezza squadra». Mondonico, invece, ribadisce il proprio pensiero. «La Juve che ha i mezzi per dare anche spettacolo - dice - in questo momento si limita al cinismo. Vince giocando male. E fa così perché sa che questo è il momento dei punti e non del gioco». Il finale è di Simoni. «Porto un’esperienza personale. Quand’ero all’Inter, seppure criticato per il gioco, arrivai secondo e vinsi la coppa Uefa. Negli anni successivi l’Inter prese calciatori di grande qualità e sa che cosa ottenne? Migliorò la qualità del gioco, però non vinse niente. Chiaro il concetto?»

Fonte: Il Mattino

  

      

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