Se
va avanti così, a fine campionato il Napoli si ritroverà ad aver
pagato quasi 500mila euro d’ammende. Quasi un miliardo delle
antiche lire. Colpa di petardi, fumogeni e bengala che soprattutto
il tifo della curva continua a portare comodamente negli stadi. In
casa e fuori. Di ieri l’ultima batosta: 30mila euro perchè a
Vicenza dalla curva azzurra sono stati accesi e lanciati in campo
o nei settori del tifo vicentino 8 petardi, 29 bengala e 4
fumogeni. Questo il conto del giudice sportivo. Il conto del
Napoli, invece, racconta di 78.500 euro d’ammende in sette gare,
con una media di 11.215 a partita. Il peggio in trasferta. È là
che aumenta la pericolosità del tifo e che di conseguenza
aumentano le ammende: ben 55mila di quei 78.500. E se a questi
s’aggiungono poi le ammende della coppa Italia, il totale di
stagione arriva a 94mila, con una sola gara su dieci,
Napoli-Ascoli, nella quale il club se l’è cavata senza spese. Un
malcostume costato già 200mila euro a stagione in serie C. Una
follia. Una pratica pericolosa ed incivile, soprattutto quando
quei petardi e quei bengala vengono lanciati contro l’altro tifo.
Tra la gente. Come è accaduto anche a Vicenza. Un bel danno anche
per la società che a Vicenza ha incassato poco meno di 15mila euro
come percentuale sull’incasso e che ne dovrà pagare il doppio per
l’ammenda. Farà qualcosa il Napoli per questo? Prenderà qualche
iniziativa? Intanto non ne ha prese per Mirko Savini squalificato
per tre turni per aver ingiuriato un assistente. Il Napoli ha
deciso di non far ricorso. Non chiederà sconti di pena per il suo
terzino, nonostante poi sia costretto a far giocare a sinistra uno
(Grava) che non è sinistro.