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Si
sono tranquillizzati a vicenda Aurelio De Laurentiis e Eddy Reja.
«Ho parlato con il presidente dopo la gara a Vicenza - dice
l’allenatore -. Gli ho detto di non preoccuparsi se il gioco non è
brillante. Rivedrà il Napoli ammirato in coppa Italia. Abbiamo un
organico in grado di uscire da questa situazione. Centreremo i play
off, il nostro obiettivo. Io ho rasserenato lui, lui ha avuto belle
parole per me. Mi ha detto di lavorare senza titubanze. Anche il
presidente è certo che il Napoli troverà la sua identità e farà
bene». Reja, si sente il capro espiatorio o il principale colpevole
del non gioco della squadra? «Non è solo colpa mia, anche se la
squadra è l’espressione dell’allenatore. Sono cosciente della
situazione e ho la certezza che il Napoli ha la qualità per uscire
da questo periodo dal rendimento poco convincente. A tutti non sta
piacendo il modo in cui giochiamo. Spetta solo a me trovare i giusti
correttivi». Quali? «Saranno tattici, fisici e psicologici. Anche
psicologici: bisogna sbloccare i freni inibitori e cercare di non
avvertire il peso delle responsabilità che ti trasmette Napoli. In
coppa abbiamo giocato bene perché eravamo più spensierati». Reja
parla con i cronisti prima di entrare nello spogliatoio con Marino
per discutere con la squadra. Tutti sanno che l’attuale classifica
del Napoli è figlia del fattore C: inteso come Calaiò e come...
fortuna. Il vertice dura trenta minuti. Meno della scorsa settimana,
probabilmente per evitare che si parli di processo alla squadra e
che i ragazzi avvertano maggiormante il peso delle responsabilità,
ma dura il tempo giusto per far capire che è il momento di restare
uniti, senza lasciarsi andare a prese di posizione singole che
potrebbero minare l’unità del gruppo. È presente anche Montervino:
la tac non ha evidenziato infrazioni al piede destro. «Farà terapia,
piscina e palestra. Se la situazione migliorerà, bene, altrimenti lo
sottoporremo a risonanza tra due giorni», dice il dottor De Nicola.
«Continuerò a giocare con il 4-3-1-2, un modulo accettato anche
dalla squadra, ma apporterò qualche accorgimento per far sì che si
vada di più sulle fasce e dal fondo ci siano cross per Bucchi e
Calaiò - aggiunge Reja -. Non avendo Savini e, forse, Montervino, è
probabile che sposti Grava a sinistra e faccia giocare Garics che è
in grado di coprire la fascia e di fare cross per Bucchi che in
coppa era più fresco, rientrava, faceva ”ponti” con colpi di
testa... Trotta? Anche lui ha possibilità di giocare, senza
dimenticare Amòdio e Dalla Bona». Ascoltando Reja in televisione
(«Il Vicenza nella ripresa ci ha messo sotto... La squadra, dopo lo
stop a Piacenza, è psicologicamente frenata... Il Napoli
balbetta...»), i tifosi si chiedono: Reja ammette limiti ed errori,
ma cosa fa per evitarli? «Occorre trovare qualche soluzione
offensiva in più sfruttando le fasce». |