Cannavaro
dice che il Napoli subisce troppo senza saper reagire e che non
servono i lanci lunghi dei difensori; Bucchi sostiene che la
manovra per vie centrali non l’agevola; e Calaiò confessa di
voler tacere sulle sue continue sostituzioni. Napoli, sull’orlo di
una crisi di nervi a causa di quel modulo che non decolla. Ed ora
c’è anche il rischio che subentri sfiducia nel lavoro svolto
finora restando inchiodati nel tunnel senza trovare la via di
uscita. « Ma qualcosa faremo per venirne fuori, pur senza
stravolgere la nostra idea di base », assicura Reja, pronto a
prendere in mano le redini della situazione e ad evitare che
scoppi il caos intorno al Napoli, o ancora peggio nello
spogliatoio.
Il primo pensiero del tecnico, oggi alla ripresa degli
allenamenti, sarà quello di dover rimpiazzare i due sicuri
assenti con il Crotone: Savini, in odore di squalifica dopo
l’espulsione a Vicenza, e Montervino, il cui infortunio (sospetta
infrazione al metatarso del piede destro) verrà valutato meglio
stasera dopo la tac. C’è il timore che lo stop del capitano
possa essere più lungo del previsto.
Il secondo, invece, riguarda la messa a punto della fase offensiva
ed in particolare la valorizzazione delle caratteristiche tecniche
di Bucchi e De Zerbi. Non può un attaccante che nelle ultime due
stagioni in B ha realizzato quarantasette gol (30 nel Modena, 17
nell’Ascoli) continuare a fare da comparsa nel Napoli. E non può
il fantasista che ha spinto il Catania in A girovagare per il
campo senza trovare la giusta collocazione.
« Siamo obbligati a cambiare ancora formazione ma quello che
preme di più è creare una omogenità di squadra - dice il tecnico -
Ancora non ce l’abbiamo. Ma possiamo trovarla discutendone tra
di noi e cercando la soluzione più idonea. Qualcosa ho in mente,
proveremo nel corso della settimana. Siamo nelle condizioni di
classifica di poter lavorare con una certa serenità ».
Previsto per oggi tra le quattro pareti dello spogliatoio
l’ennesimo confronto tra tecnico e calciatori. C’è tanto da
parlare. Anche del pericolo di una destabilizzazione. Sarà
portato ad esempio, ed anche da monito, il silenzio impostosi da
De Laurentiis, sicuramente insoddisfatto delle esibizioni del
Napoli nell’ultimo mese. E c’è da chiarire perché il Napoli si
disunisce in campo, non riesce a respingere gli assalti degli
avversari, nè sa pungere nonostante la presenza di elementi
collaudati in zona- gol, nonchè costati un occhio della fronte
(sei milioni di euro per Bucchi e De Zerbi).
« Qualcosa faremo», dice Reja, senza peraltro anticipare cosa.
Intanto saranno disponibili Amodio e Dalla Bona, la cui presenza
a centrocampo si è rivelata indispensabile dopo il mezzo naufragio
di Vicenza. Inoltre c’è sempre Trotta. Ed infine, visto l’appiedamento
di Savini, probabile che venga lanciato nella mischia Gyuri Garics
con lo slittamento (e l’adattamento) di Grava sulla sinistra.
L’austriaco, già capitano dell’Under 21 austriaca, di recente
convocato nella nazionale maggiore per le amichevoli con il
Liechtestein (autore peraltro di un gol) e la Svizzera, scalpita.
Così come sta accelerando l’apprendimento della lingua italiana,
vorrebbe bruciare le tappe per arrivare in prima squadra. Ha
ventidue anni, riesce a coprire tutta la fascia anche se si
esprime meglio in fase di spinta. Con lui a destra e Grava a
sinistra, il Napoli guadagnerebbe quel dinamismo necessario per
bilanciare l’inferiorità numerica a centrocampo. Lo ammette anche
Cannavaro: « Siamo più tecnici che rapidi ma in B si gioca un
calcio esplosivo. Dobbiamo imparare ad attaccare per non essere
attaccati. Con il tempo proveremo anche le sovrapposizioni sugli
esterni viste già a La Spezia. Per ora ci stanno risolvendo i
problemi i singoli ma bisogna diventare un collettivo».
Contro il Crotone, il Napoli potrebbe schierarsi così: Iezzo;
Garics Cannavaro Domizzi Grava; Dalla Bona Amodio Bogliacino; De
Zerbi; Bucchi Calaiò. Il modulo in partenza non cambierebbe ma può
diventare anche un tre-quattro-uno-due con la presenza di Garics
sull’out destro.