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Dopo aver superato abbastanza
bene gli ultimi impegni di campionato, il Napoli affronta in casa la
Reggina con la speranza di proseguire il suo cammino senza
particolari problemi.
La cornice di pubblico non è
quella delle grandi occasioni, ma il colpo d’occhio offerto dal
S.Paolo è sempre eccezionale.
Il Napoli affronta la partita
ancora privo di Blasi (si confida in un suo celere ritorno!)
schierando a centrocampo Bogliacino , con l’innesto di Grava,
Contini e Rullo al posto di Garics, Cupi e Savini.
La partita comincia in discesa
per gli azzurri di Reja, che riescono a schiacciare gli avversari
nella loro metà campo per tutta la durata del primo tempo. Il Napoli
però, è pericoloso a metà:costruisce, gestisce, ma non riesce a
concretizzare…insomma, un copione simile a quello messo in scena a
Firenze!
Varie e cristalline sono le
occasioni capitate sui piedi del malcapitato di turno, occasioni
che, forse per la smania di segnare o per la mancanza di freddezza,
sono solo il fumo di un arrosto che sfortunatamente è mancato sulle
tavole dei napoletani.
Conclusosi il primo tempo le
squadre vanno negli spogliatoi sullo 0-0, dopo aver disputato una
prima frazione di gara praticamente a senso unico.
Il Napoli torna in campo senza
lo smalto dei primi 45’, e la Reggina se ne accorge subito:ai
calabresi bastano infatti solo 7’ per depositare la palla alle
spalle di Iezzo con Vigiani che corregge in porta (dimenticato dai
difensori napoletani!) un corner proveniente dalla sinistra.
La situazione assume allora una
piega inaspettata:dopo un buon primo tempo, il Napoli si trova ora
in svantaggio, contro una squadra pronta a difendere il risultato
riversando tutti i suoi effettivi nella sua metà campo.
Il gioco non è sicuramente
spettacolare, anche perché la situazione psicologica degli azzurri
non è delle migliori!
La squadra viene presa per mano
dal solito Lavezzi che prende palla a centrocampo e vola verso la
porta difesa da Campagnolo, ma prima del tiro, viene atterrato in
aria di rigore, ed il S.Paolo accoglie con un boato il fischio
arbitrale che concede la massima punizione ai partenopei.
A questo punto (non si capisce
bene perché), Calaiò prende la palla e la colloca sul dischetto del
rigore. Parte, ma il “pararigori” calabrese (Totti docet!) gli nega
la gioia del goal.
Col senno di poi è troppo
facile parlare, ma perché non è stato Domizzi a calciare il rigore?
Se è lui il nostro “cecchino” dagli undici metri, come è possibile
che basta che ci sia in campo il buon vecchio Calaiò per sovvertire
la gerarchia? Calaiò era in campo da poco, sta attraversando una
fase della sua carriera non certo felice, ed il rigore di ieri non
era certo da includere tra le occasioni di riscatto! Anche Domizzi
avrebbe potuto fallire, ma se così fosse accaduto, nessuno avrebbe
potuto dir nulla. Secondo il parere di molti, in certi casi è anche
l’allenatore che deve farsi sentire, ma dalle interviste riportate
dai media, si evince una certa tendenza allo “scarica barile”.
Ancora una volta è Lavezzi ad
indossare la fascia di “eroe del giorno”, mettendo a segno al 90’ il
goal che infrange le speranze della Reggina di ottenere la prima
vittoria in campionato e regala al Napoli un punto ormai insperato.
Sperando di poter imparare
dagli errori commessi, non bisogna comunque perdere di vista il
nostro vero obiettivo e le effettive possibilità della squadra:un
posto di mezza classifica che premi gli sforzi di squadra, dirigenza
e tifosi.
Tutto quello che arriverà in
più è oro colato!
Eduardo D’Aquino |