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Napoli pazza di Re Calaiò

Domenica

26 Novembre 2006

Primi. E stavolta niente condomini multiproprietà, l’antipati­co Calaiò ha sfrattato tutti dalla clas­sifica. Primi, un attico con vista sulla serie A: è casa Calaiò, ci vive lui e ospita tutti quanti i napoletani, prego accomodatevi: è festa grande. Co­manda il Napoli dell’Arciere Ema­nuele, l’amministratore unico della Grande B. Capo- padrone Superma­nu- no stop: terzo gol consecutivo, se­condo rigore al millimetro, sesta fir­ma in campionato, la quarta messa in calce in trasferta, la quinta stampata nei tabellini delle ultime sette partite.
Ma chi è...? Un mostro di bra­vura.
Impresa impossibile, per lui, fa rima con missione com­piuta. E la noia è una vecchia nemica che non torna più...
MAI COSI’
- Primi. Calaiò, il miglior goleador azzurro, ha relegato sempre più ai margini persino l’ex re della B signor Bucchi e si è preso il suo tro­no e pure lo scettro. Calaiò, quello che si mette le mani sugli occhi che neanche ci crede lui e che il primo posto non gli basta: ora vuole la vetta della “cannonieri”, la guida Adailton, si è messo in testa che vuole affian­carlo e poi sfrattarlo. Calaiò, lui, sem­pre lui, ininterrottamente lui che al­l’Adriatico ci è tornato due anni dopo nelle vesti dell’amico del giaguaro, l’ex che condanna e che non ha avuto paura di beccarsi i fischi e subire le ire del vecchio pubblico: troppo forte la voglia di esultare sotto la curva az­zurra che si è incendita di passione, petardi e fuochi pirotecnici al suo ar­rivo. Primi. Un pomeriggio da rac­contare, il cuore di Napoli in fuga, non lo prende più nessuno
DI RIGORE...
- Emanuele Calaiò, l’­ hombre del partido, i suoi gol son val­si 13 punti sui 25 totali, più della me­tà. Emanuele Calaiò, il bomber di ri­gore. L’ultima prateria, quegli ultimi 11 metri di delirio, sono una sua esclusiva: 3 su 3 i penalty stampati l’anno scorso in campionato, 2 su 2 (a oggi) nel torneo in corso. Nel Napoli ha una media da re­cord: solo uno ne ha sbagliato, il primo, quello ciccato all’esor­dio al S.Paolo contro la Fermana, quello che costò il posto a Ventu­ra. Da lì in poi li ha messi dentro tutti, in­fallibile cannoniere. E il bello, oggi, è che segna senza inter­ruzioni, per fermarlo ieri gli hanno pure strappato la maglia! Nemmeno nell’anno del suo primato personale ( 21 gol) realizzato a Pescara riuscì, alla 13esima giornata, ad ergersi sino a quota sei. Un Calaiò così non si era mai visto.
DETERMINATO
- Calaiò, oggi come mai, ha la rassicurante sensazione che il peggio sia passato. E quando si è meno insicuri, quando si trova un pò di fiducia, allora sì che si può per­sino osare. Papà Giovanni l’avrà chia­mato anche ieri mattina prima della partita, la raccomandazione sua vale quanto una benedizione: « Tira Ema­nuele, tira, tira come sai, da tutte le posizioni... ». Tira e ritira, segna e ri­segna, a leggere in sequenza le sue statistiche ne esce fuori una spesa na­talizia anticipata. Calaiò, pure quello che ha vissuto il ritiro estivo a spizzi­chi e bocconi, con la luna che gli era di traverso. Al primo palleggio gli cadde tra capo e collo il primo infor­tunio e si azzoppò. Risultato: una so­la apparizione in partita-amichevole, preparazione fisica interrotta non sul più bello bensì sul più importante, che è il momento decisivo per imma­gazzinare energie e fiato. Lui niente, si rifugiò in palestra, un po’ in infer­meria e in poco tempo, quasi come per magia, si ri­mise in sesto, oplà, e si fece trovare pronto. Prontissimo. E oggi corre e balla da solo.
IL PASSATO
- E pensare che qualche tempo fa era tutto un cambio. Entrava De Zerbi, usciva l’ 11, che era Calaiò.
«Perchè io? Boh...»
. Se lo chiedeva tra sè e sè e un giorno se lo chiese a voce alta, accadde in Spezia-Napoli, per la quarta volta in cinque partite fu man­dato a bersi il thè in anticipo, fu la so­stituzione numero 39 in 63 dell’era Reja. Fino a quel giorno aveva segna­to soltanto un misero gol, quello mes­so a segno al Piacenza che neanche valse il pareggio. La vita, i compagni e gli avversari gli passavano davanti. Lui li ha fermati, li ha sorpassati e li ha fatti scendere. C’è salito da solo sul tetto della serie B. Calaiò I, la pas­sione di un popolo.

Fonte: Corriere dello Sport

 

       

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