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Primi.
E stavolta niente condomini multiproprietà, l’antipatico Calaiò ha
sfrattato tutti dalla classifica. Primi, un attico con vista sulla
serie A: è casa Calaiò, ci vive lui e ospita tutti quanti i
napoletani, prego accomodatevi: è festa grande. Comanda il Napoli
dell’Arciere Emanuele, l’amministratore unico della Grande B. Capo-
padrone Supermanu- no stop: terzo gol consecutivo, secondo rigore
al millimetro, sesta firma in campionato, la quarta messa in calce
in trasferta, la quinta stampata nei tabellini delle ultime sette
partite.
Ma chi è...? Un mostro di bravura.
Impresa impossibile, per lui, fa rima con missione compiuta. E la
noia è una vecchia nemica che non torna più...
MAI COSI’ - Primi. Calaiò, il miglior goleador azzurro, ha
relegato sempre più ai margini persino l’ex re della B signor Bucchi
e si è preso il suo trono e pure lo scettro. Calaiò, quello che si
mette le mani sugli occhi che neanche ci crede lui e che il primo
posto non gli basta: ora vuole la vetta della “cannonieri”, la guida
Adailton, si è messo in testa che vuole affiancarlo e poi
sfrattarlo. Calaiò, lui, sempre lui, ininterrottamente lui che
all’Adriatico ci è tornato due anni dopo nelle vesti dell’amico del
giaguaro, l’ex che condanna e che non ha avuto paura di beccarsi i
fischi e subire le ire del vecchio pubblico: troppo forte la voglia
di esultare sotto la curva azzurra che si è incendita di passione,
petardi e fuochi pirotecnici al suo arrivo. Primi. Un pomeriggio da
raccontare, il cuore di Napoli in fuga, non lo prende più nessuno
DI RIGORE... - Emanuele Calaiò, l’ hombre del partido, i
suoi gol son valsi 13 punti sui 25 totali, più della metà.
Emanuele Calaiò, il bomber di rigore. L’ultima prateria, quegli
ultimi 11 metri di delirio, sono una sua esclusiva: 3 su 3 i penalty
stampati l’anno scorso in campionato, 2 su 2 (a oggi) nel torneo in
corso. Nel Napoli ha una media da record: solo uno ne ha sbagliato,
il primo, quello ciccato all’esordio al S.Paolo contro la Fermana,
quello che costò il posto a Ventura. Da lì in poi li ha messi
dentro tutti, infallibile cannoniere. E il bello, oggi, è che segna
senza interruzioni, per fermarlo ieri gli hanno pure strappato la
maglia! Nemmeno nell’anno del suo primato personale ( 21 gol)
realizzato a Pescara riuscì, alla 13esima giornata, ad ergersi sino
a quota sei. Un Calaiò così non si era mai visto.
DETERMINATO - Calaiò, oggi come mai, ha la rassicurante
sensazione che il peggio sia passato. E quando si è meno insicuri,
quando si trova un pò di fiducia, allora sì che si può persino
osare. Papà Giovanni l’avrà chiamato anche ieri mattina prima della
partita, la raccomandazione sua vale quanto una benedizione: «
Tira Emanuele, tira, tira come sai, da tutte le posizioni...
». Tira e ritira, segna e risegna, a leggere in sequenza le sue
statistiche ne esce fuori una spesa natalizia anticipata. Calaiò,
pure quello che ha vissuto il ritiro estivo a spizzichi e bocconi,
con la luna che gli era di traverso. Al primo palleggio gli cadde
tra capo e collo il primo infortunio e si azzoppò. Risultato: una
sola apparizione in partita-amichevole, preparazione fisica
interrotta non sul più bello bensì sul più importante, che è il
momento decisivo per immagazzinare energie e fiato. Lui niente, si
rifugiò in palestra, un po’ in infermeria e in poco tempo, quasi
come per magia, si rimise in sesto, oplà, e si fece trovare pronto.
Prontissimo. E oggi corre e balla da solo.
IL PASSATO - E pensare che qualche tempo fa era tutto un cambio.
Entrava De Zerbi, usciva l’ 11, che era Calaiò.
«Perchè io? Boh...» . Se lo chiedeva tra sè e sè e un giorno se
lo chiese a voce alta, accadde in Spezia-Napoli, per la quarta volta
in cinque partite fu mandato a bersi il thè in anticipo, fu la
sostituzione numero 39 in 63 dell’era Reja. Fino a quel giorno
aveva segnato soltanto un misero gol, quello messo a segno al
Piacenza che neanche valse il pareggio. La vita, i compagni e gli
avversari gli passavano davanti. Lui li ha fermati, li ha sorpassati
e li ha fatti scendere. C’è salito da solo sul tetto della serie B.
Calaiò I, la passione di un popolo. |