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E' un Napoli da Carnevale

Giovedì

23 Novembre 2006

Segnava, vinceva, divertiva. Tutto con la maglia del Na­poli. Andrea Carnevale, attac­cante del primo scudetto della storia del Napoli, stagione 1986- 87. Maradona, Romano, Bruscolotti. E lui, Andrea Car­nevale. Che con Napoli si capi­va, la viveva dentro. Tanto che oggi confessa: « Vorrei giocare con questo Napoli, con la squadra di Reja e di De Lau­rentiis
». Perché oggi Napoli è a un passo dal tornare la capita­le del pallone. Mentre è già, ma in fondo lo è sempre stata, la capitale dell’entusiasmo.

Carnevale, ha visto che Na­poli?

«Davvero un grande momen­to, e la squadra se lo merita. Il progetto di De Laurentiis sta pagando, la società ha lavora­to con idee precise e concrete. Il presidente è un grande per­sonaggio, una persona molto disponibile ma nello stesso tempo con mentalità vincente. Quello che serviva al Napoli».

E la piazza sta reagendo al­la grande?

«La città è entusiasta, lo è sem­pre stata per il calcio. Ha vis- suto un passato di grandissimi campioni, a volte magari ha tantissime aspettative e questo può creare pressioni. Ma in ge­nere la pressione fa conquista­re grandi traguardi. Giocare a Napoli è una grandissima esperienza, io l’ho fatta e con­fesso una cosa: oggi vorrei ri­farla, vorrei tornare a giocare con questo Napoli».

Avrebbe dei colleghi che vi­vono momenti diversi, Bucchi e Calaiò.

«Bucchi non si può discutere, è il capocannoniere della Serie B, un attaccante che non ha bi­sogno di dimostrare molto al­tro. Non direi che non sta bril­lando, secondo me ultimamen­te non è stato messo in condi­zione di fare gol. Reja ha scel­to un Napoli “operaio”...».

Scelta giusta?

«Avrà avuto i suoi motivi, affi­dandosi a ragazzi magari con meno talento ma reduci dalla stagione passata in C1. La scel­ta del tecnico, che è un mago della B, ha pagato, ha scalato la classifica fino al primo po­sto. In fondo è lui l’unico che conosce alla perfezione la con­dizione dei propri giocatori».

Poi ci sarebbe un certo Calaiò.
«Lo tenevo sott’occhio da anni (Carnevale è osservatore del­l’Udinese, ndr). Volevo portar­lo all’Udinese, ma ci chiesero troppi soldi. Un grande gioca­tore, attaccante moderno, che segna e fa grande movimen­to ».

Chi le ricorda?

«Ci rivedo due giocatori. Il pri­mo Giuseppe Signori, con un sinistro rapidissimo e un con­tinuo muoversi in zona d’attac­co. E poi mi ricorda Bruno Giordano, con grandissime giocate e l’intelligenza per la­vorare con la squadra in parti­ta. Ma è ovvio che Calaiò deve ancora crescere, per essere come Giordano. Ma glielo au­guro ».
Già dal prossimo anno, ma­gari in A?

«Il Napoli sarà in A il prossimo anno. E io sto facendo un gran­de tifo».

Da esperto di mercato chi consiglierebbe?

«Tre nomi, da Napoli: Pinzi, che per me è un potenziale campione; poi Grella e Gio­vanni Tedesco. In attacco per me sono a posto, ma a Napoli vedrei bene Iaquin-t­a...».

Fonte: Corriere dello Sport

   

 

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