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Bella e generosa, sorridente e orgogliosa. È Sophia Loren. Ma è
anche Napoli. Il legame tra la città e una delle sue figlie
predilette è forte, stretto, fino a coincidere. Lei che ha sempre
saputo interpretare quella energia tipica della città, lei che ha
dipinto, sullo schermo, donne di straordinaria forza e passione,
adesso spinge anche la squadra di Reja. « Meraviglioso », ha
confessato ieri parlando del momento del Napoli, in testa al
campionato e ai pensieri di milioni di tifosi. « È meraviglioso,
sono davvero felice che la squadra stia andando bene. Napoli è
sempre nel mio cuore » .
Se non conosce a memoria i nomi dei giocatori - gli dei non sono
avvezzi alle cose terrene, specie a trattarsi di una Venere
moderna - conosce alla perfezione quanta energia, quanta vita ci sia
dentro le strade della città, quanta fede dietro ogni grido di gioia
o di dolore, quanta beata sofferenza in ogni spasimo. Anche solo
per un minuto di quel gioco così avvolgente, il calcio. Ammaliante,
come gli occhi di Sophia, che hanno visto tutte le città del mondo
portandone una sola nel cuore: Napoli. Come l’attrice fosse una
stella che gira attorno a un centro, senza perderlo mai di vista. E
così, se il pallone aveva smesso di rotolare nel verso giusto per i
napoletani, se il pallone ha fatto un giro lungo tanti anni prima
di tornare a girare nel verso giusto, mai il calcio ha perso di
vista quel punto caldo e fremente: Napoli. E adesso il momento del
ritorno tra le grandi sembra sempre più vicino. Anche la Loren non
ha dubbi sul’argomento: « Sono sicurissima che il Napoli tornerà
in serie A il prossimo anno. Anzi, i giocatori hanno il dovere di
ottenere la promozione » .
Dovere, verso la città e la sua gente, che la Loren ha amato fino a
incarnarla, con quei personaggi «sporchi» di vita, pulsanti di
passione e di bellezza. Sophia è tornata a regalare sue immagini
con il calendario Pirelli, il Napoli è tornato a regalare
entusiasmi con le sue vittorie, fino alla fine della risalita, fino
a quella Serie A che sarà come la notte di Capodanno. Attesa,
desiderata, allo spasimo. Ma le coincidenze non esistono, la vita è
scritta dentro un grande libro che a ogni pagina regala un sorriso,
o una lacrima, comunque un'emozione. Come la Loren e il Napoli,
l'uno figlia dell'altra, la città della diva, la diva della città.
E come madri eterne con i figli eterni, il contatto non si
interrompe mai, va oltre le distanze e le circostanze.
Chissà, forse domani vedremo Sophia ancora nei vicoli della città,
come un apostolo di bellezza che annuncia la buona novella: «Il
Napoli è tornato, è tornato in Serie A». In fondo se il presidente
De Laurentiis sta cercando di costruire una nuova immagine per il
club, un'immagine che buchi i confini della popolarità - già
mondiale - dei tifosi partenopei, non potrebbe scegliere messaggera
migliore. Napoli e Sophia, bellezza sovrana. Bellezza naturale,
pulita, accattivante. Eccolo il nuovo Napoli, legato alla sua gente
che ha lasciato la città, ha conquistato il mondo e ha fatto grande
il nome della propria terra.
De Laurentiis si ispiri alla sua madrina ideale, alla donna che
Dino, zio dell'attuale presidente e maitre della produzione
cinematografica, trasformò in una stella del cinema acclamata in
tutto il pianeta. Si ispiri a quella eleganza naturale, a quella
orgogliosa, ma silenziosa e mai sguaiata, «napoletanità». Si ispiri
alla donna che pochi giorni fa, il 16 novembre, parlando del
calendario Pirelli, in cui recita da regina indiscussa, ha
dichiarato: « Se ho fatto una dieta per le fotografie? Nessuna
dieta. Sono di Napoli, e a Napoli non conosciamo cosa sia
una dieta » .
Nessuna dieta, a Napoli esiste solo la passionale verità della vita,
la fantasia dell’esistere, la bellezza dello scoprire il domani. È
questa la forza che pulsa dentro Napoli, la forza che ha portato
lontano Sophia Loren, da signorina Sofia Villani Scicolone a icona
della femminilità mondiale. Il Napoli, quando va in campo, lo tenga
presente. Ha una tifosa speciale, una donna che con la sua bellezza
ha piegato gli eventi al suo volere. Senza dimenticare eventuali
sbagli o scomodi ricordi. Un giorno disse: « Non ho mai cercato
di rimuovere i miei ricordi, neppure quelli più tristi. Non capisco
le persone che si nascondono dal loro passato: ogni evento che hai
vissuto ti aiuta a essere la persona che sei oggi ». Il Napoli
quando va in campo lo tenga presente. Ci sono stati errori, scelte
sbagliate, partite perse e serie C. Ma nulla per cui valesse la pena
rinnegare quello che è stato. Perché senza uno «ieri» di
sofferenze, non esisterà mai un «domani» di gloria. |