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Novellino: Questo Napoli è più forte del mio

Lunedì

20 Novembre 2006

«Questo Napoli, in assoluto, è più forte del mio Napoli, del Napoli che riportai in serie A nel 2000». Telefonare a Walter Novellino e invitarlo a discutere del Napoli equivale a renderlo felice. Si tuffa nel passato e ne parla con piacere; chiede del presente, ma dimostra di essere abbastanza informato; gioisce per il primato in classifica sia pure momentaneo e vede tutto rosa nel futuro del club di De Laurentiis. Anche se da lontano, anche se impegnatissimo con la Sampdoria, l’allenatore nato a Montemarano in Irpinia, ma con il sangue azzurro, tifa per il Napoli. Si augura che la squadra di Reja possa ripetere l’impresa che al suo Napoli riuscì nella stagione 1999-2000. Il Napoli si classificò alle spalle del Vicenza ed a pari punti con Atalanta e Brescia. Il Napoli fece parte del poker di squadre che ritornò a giocare in serie A. Novellino, cosa ricorda di quella splendida stagione? «Il nostro avvio fu in sordina, partimmo piano, piano. A me, per la verità, non è mai piaciuto fare la lepre. Preferisco inseguire e piazzare il colpo alla fine. Noi avemmo qualche problemino all’inizio. La squadra era reduce da una stagione non esaltante». Era, comunque, un Napoli competitivo il suo. «Abbastanza». C’erano Schwoch, Stellone, Bellucci, Matuzalem, Oddo... «Stellone e Bellucci, nel torneo precedente, non è che avessero fatto cose eccezionali. Volli entrambi nella mia squadra, fu bravissimo il presidente ad ascoltare i miei suggerimenti». Di notte le capitava anche di dover andare per bar e locali per controllare Matuzalem. «Il ragazzo aveva grandi numeri ed il tempo l’ha dimostrato. Ora, è calciatore di classe e si fa valere nello Shakhtar Donetsk». Di giorno, le capitava di applaudire un grande Stefan Schwoch: 22 gol il suo bottino in campionato. «Un grande Stefan. Continua a giocare e a far gol». Similitudini tra il suo Napoli e questo di Reja. «Due squadre, due grandi attacchi». Il suo Napoli centrò la promozione. Lei dice che l’attuale Napoli è più forte, quindi... «... un posto, è quasi scontato, sarà della Juventus. Il Napoli ha ottime chances di aggiudicarsi uno degli altri due. Dico che questa squadra è più forte della mia perché De Laurentiis e Marino hanno lavorato e hanno costruito un organico per puntare alla promozione». Loro sostengono che hanno programmato la serie A in due anni. «È giusto che dicano così, soprattutto in una piazza calda ed esigente quale è Napoli, ma il Napoli è forte. Non bastasse, ci sarà il mercato di gennaio dove il Napoli potrà potenziarsi ulteriormente o quanto meno sopperire a qualche pecca che verrà individuata da Reja». Lei, in estate, vietò il trasferimento di Delvecchio al Napoli. «Sono l’allenatore della Samp e devo fare gli interessi della mia società. Delvecchio serviva e serve a noi. Non a caso, poi, è stato convocato anche in Nazionale da Donadoni». Il Napoli ha disputato dodici gare in campionato. Quante ne ha viste in televisione? «Quasi tutte. Se ne salto qualcuna, mi documento. Tifo per il Napoli». Quale potrà essere l’insidia più grande per la squadra di Reja? «Tocco ferro perchè, ripeto, tifo per il Napoli, ma credo che l’insidia più grande sia stata già superata. Il brutto periodo, il Napoli l’ha già alle spalle. Ha trovato i necessari equilibri, in campo e fuori». Provvidenziale l’intervento di De Laurentiis in ritiro. «È un uomo di grande carisma e spessore, mi dicono, e ha una forza aggregante straordinaria. E poi c’è Marino che è una vecchia volpe». Come spiega il momento-no di Bucchi? «Capita a tutti gli attaccanti. Il Napoli è forte senza l’apporto di Bucchi, figurarsi quando anche Bucchi riprenderà a segnare come ha sempre fatto». E di Calaiò cosa dice? «È un grande. Lo seguo da quando giocava nel Pescara». Potesse rubare un calciatore a Reja? «Calaiò lo prenderei già a gennaio. Ho visto Napoli-Juventus, Bari-Napoli e Napoli-Bologna: ho ammirato un Calaiò straordinario».

Fonte: Il Mattino

 

 

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