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«Questo Napoli, in assoluto, è più forte del mio
Napoli, del Napoli che riportai in serie A nel 2000». Telefonare a
Walter Novellino e invitarlo a discutere del Napoli equivale a
renderlo felice. Si tuffa nel passato e ne parla con piacere; chiede
del presente, ma dimostra di essere abbastanza informato; gioisce
per il primato in classifica sia pure momentaneo e vede tutto rosa
nel futuro del club di De Laurentiis. Anche se da lontano, anche se
impegnatissimo con la Sampdoria, l’allenatore nato a Montemarano in
Irpinia, ma con il sangue azzurro, tifa per il Napoli. Si augura che
la squadra di Reja possa ripetere l’impresa che al suo Napoli riuscì
nella stagione 1999-2000. Il Napoli si classificò alle spalle del
Vicenza ed a pari punti con Atalanta e Brescia. Il Napoli fece parte
del poker di squadre che ritornò a giocare in serie A. Novellino,
cosa ricorda di quella splendida stagione? «Il nostro avvio fu in
sordina, partimmo piano, piano. A me, per la verità, non è mai
piaciuto fare la lepre. Preferisco inseguire e piazzare il colpo
alla fine. Noi avemmo qualche problemino all’inizio. La squadra era
reduce da una stagione non esaltante». Era, comunque, un Napoli
competitivo il suo. «Abbastanza». C’erano Schwoch, Stellone,
Bellucci, Matuzalem, Oddo... «Stellone e Bellucci, nel torneo
precedente, non è che avessero fatto cose eccezionali. Volli
entrambi nella mia squadra, fu bravissimo il presidente ad ascoltare
i miei suggerimenti». Di notte le capitava anche di dover andare per
bar e locali per controllare Matuzalem. «Il ragazzo aveva grandi
numeri ed il tempo l’ha dimostrato. Ora, è calciatore di classe e si
fa valere nello Shakhtar Donetsk». Di giorno, le capitava di
applaudire un grande Stefan Schwoch: 22 gol il suo bottino in
campionato. «Un grande Stefan. Continua a giocare e a far gol».
Similitudini tra il suo Napoli e questo di Reja. «Due squadre, due
grandi attacchi». Il suo Napoli centrò la promozione. Lei dice che
l’attuale Napoli è più forte, quindi... «... un posto, è quasi
scontato, sarà della Juventus. Il Napoli ha ottime chances di
aggiudicarsi uno degli altri due. Dico che questa squadra è più
forte della mia perché De Laurentiis e Marino hanno lavorato e hanno
costruito un organico per puntare alla promozione». Loro sostengono
che hanno programmato la serie A in due anni. «È giusto che dicano
così, soprattutto in una piazza calda ed esigente quale è Napoli, ma
il Napoli è forte. Non bastasse, ci sarà il mercato di gennaio dove
il Napoli potrà potenziarsi ulteriormente o quanto meno sopperire a
qualche pecca che verrà individuata da Reja». Lei, in estate, vietò
il trasferimento di Delvecchio al Napoli. «Sono l’allenatore della
Samp e devo fare gli interessi della mia società. Delvecchio serviva
e serve a noi. Non a caso, poi, è stato convocato anche in Nazionale
da Donadoni». Il Napoli ha disputato dodici gare in campionato.
Quante ne ha viste in televisione? «Quasi tutte. Se ne salto
qualcuna, mi documento. Tifo per il Napoli». Quale potrà essere
l’insidia più grande per la squadra di Reja? «Tocco ferro perchè,
ripeto, tifo per il Napoli, ma credo che l’insidia più grande sia
stata già superata. Il brutto periodo, il Napoli l’ha già alle
spalle. Ha trovato i necessari equilibri, in campo e fuori».
Provvidenziale l’intervento di De Laurentiis in ritiro. «È un uomo
di grande carisma e spessore, mi dicono, e ha una forza aggregante
straordinaria. E poi c’è Marino che è una vecchia volpe». Come
spiega il momento-no di Bucchi? «Capita a tutti gli attaccanti. Il
Napoli è forte senza l’apporto di Bucchi, figurarsi quando anche
Bucchi riprenderà a segnare come ha sempre fatto». E di Calaiò cosa
dice? «È un grande. Lo seguo da quando giocava nel Pescara». Potesse
rubare un calciatore a Reja? «Calaiò lo prenderei già a gennaio. Ho
visto Napoli-Juventus, Bari-Napoli e Napoli-Bologna: ho ammirato un
Calaiò straordinario». |