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Non pensa al primo posto e proietta lo sguardo al
futuro, Aurelio De Laurentiis spiega il perchè questo primo posto
provvisorio non provochi grandissime emozioni all'ambiente
napoletano.
"Mi viene da sorridere perchè si cerca sempre la notizia ad effetto:
siamo primi, vero, ma ci sono due squadre che devono ancora giocare.
A me non interessa essere primo, voglio che il Napoli trovi una sua
unità. In questo periodo ci stiamo rimettendo in riga, specie contro
un Bologna calibrato, esperto e duro, dando una prova di resistenza.
Sono molto soddisfatto, quando uno fa i film aspetta il film finale
per gioire, quella di oggi per me è una costruzione. A questo punto
non devo festeggiare nulla, penso che società, tecnico e giocatori
stiano facendo di tutto per giocare un calcio di livello e con
sportività. Il silenzio stampa? Da cinefilo e da napoletano posso
essere etichettato come scaramantico, penso che parlare troppo
faccia male.
Oggi devo condividere con squadra e tifoseria questa giornata, poi
viene tutto il resto. Non è che mi vedete triste o ballare la
tarantella. Quando faccio i miei film rido dentro e lo faccio solo
quando il pubblico ride. Ossia alla fine: riderò o piangerò con loro
a fine campionato sperando che il puzzle si componga in maniera
regolare fino alla fine.
L'entusiasmo non credo sia stato vissuto all'interno della società,
ma all'esterno. A cominciare dai media e i giornalisti che ci
additavano come una squadra delle "top" della categoria. Noi
lavoriamo e basta, mettiamo risorse personali ed economiche per
provare a raggiungere i risultati". |