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Emanuele
Calaiò vale 10 milioni di euro. È il prezzo stabilito da operatori
di mercato che seguono l’evoluzione dell’attaccante. Da gennaio 2005
ad oggi, il club di De Laurentiis ha visto quasi quadruplicarsi
l’investimento: 2 milioni 650mila euro. E il presidente che ha
intuito negli affari, ultimamente ha affermato: «Non venderei Calaiò
per nessuna cifra». Semplice il perché. Il cartellino del bomber è
in costante ascesa, quindi, è logico tenersi stretto l’attaccante
acquistato dal Torino e dal Pescara che lo avevano in comproprietà.
Non fosse sufficiente l’aspetto economico, ecco quello passionale:
De Laurentiis punta in alto, quindi non ha alcuna intenzione di
privarsi dei pezzi pregiati. I... gioielli di famiglia vanno
mostrati, non venduti. Il patron si coccola Manuele. Non a caso, i
due si scambiano idee sul presente e sul futuro del club. Non a
caso, gli è stato prolungato il contratto dal 2009 al 2011. Alle
parole di De Laurentiis, c’è stata la replica del bomber: «Voglio
restare a Napoli per sempre. Io e la mia famiglia qui viviamo
benissimo. L’azzurro dell’Italia? Per ora, mi basta quello del
Napoli». Con il gol contro il Bari, Calaiò ha fatto poker: 4 reti in
11 partite. 3 dei 4 gol sono valsi al Napoli 7 punti pesanti: uno a
Vicenza e sei con Crotone e Bari. Non male come media considerando
che il Napoli ha 19 punti: 7 portano la firma di Calaiò, il bomber
che ha un sinistro magico nonostante a tre anni abbia riportato la
frattura del femore della gamba: una compagna dell’asilo, abbastanza
cicciottella, gli finì addosso. Favoloso, eccezionale. Gli aggettivi
si stanno sprecando per il rendimento di Manuele che tanto è
migliorato sotto la gestione-Napoli. È vero che al suo fianco ha
avuto una presenza discreta quanto importante, quella della moglie
Federica, ma è altrettanto vero che i rimproveri dell’allenatore
sono stati fondamentali. Era solo un bomber da area di rigore, ora,
è un attaccante completo: aiuta difesa e centrocampo, fa salire la
squadra, detta assist, va a rete. Dire che nel futuro di Calaiò,
calciatore che rappresenta la faccia bella e pulita del Napoli, c’è
la Nazionale non è correre troppo. Sono in tanti gli esperti
calcistici che lo prevedono considerando la sua età (l’8 gennaio
compirà 25 anni) ed il suo bagaglio tecnico. Ha notevoli possibilità
di miglioramento il bomber che mima il lancio di una freccia azzurra
dopo ogni gol. A Bari, l’ha lasciata nella... faretra: Calaiò è
corso verso la panchina. Ha voluto condividere la sua gioia con chi
era rimasto a guardare: Gatti, Bucchi, Dalla Bona, Sosa, Gianello...
Un bel gesto, importante quanto un gol, forse più di un gol.
All’insegna di uno spirito di gruppo ritrovato dopo che sono state
instaurate nuove gerarchie: tutti utili, nessuno insostituibile.
Calaiò, protagonista di queste prime undici gare di campionato e
delle quattro di coppa Italia, ora aspetta il risveglio di Bucchi. E
con lui lo attendono De Laurentiis e sei milioni di tifosi del
Napoli nel mondo. Anche Calaiò visse momenti difficili quando arrivò
al Napoli: a lui fu data fiducia. Come sta accadendo ora con Bucchi. |