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Applausi e gol, Calaiò l'oro di Napoli

Mercoledì

15 Novembre 2006

Emanuele Calaiò vale 10 milioni di euro. È il prezzo stabilito da operatori di mercato che seguono l’evoluzione dell’attaccante. Da gennaio 2005 ad oggi, il club di De Laurentiis ha visto quasi quadruplicarsi l’investimento: 2 milioni 650mila euro. E il presidente che ha intuito negli affari, ultimamente ha affermato: «Non venderei Calaiò per nessuna cifra». Semplice il perché. Il cartellino del bomber è in costante ascesa, quindi, è logico tenersi stretto l’attaccante acquistato dal Torino e dal Pescara che lo avevano in comproprietà. Non fosse sufficiente l’aspetto economico, ecco quello passionale: De Laurentiis punta in alto, quindi non ha alcuna intenzione di privarsi dei pezzi pregiati. I... gioielli di famiglia vanno mostrati, non venduti. Il patron si coccola Manuele. Non a caso, i due si scambiano idee sul presente e sul futuro del club. Non a caso, gli è stato prolungato il contratto dal 2009 al 2011. Alle parole di De Laurentiis, c’è stata la replica del bomber: «Voglio restare a Napoli per sempre. Io e la mia famiglia qui viviamo benissimo. L’azzurro dell’Italia? Per ora, mi basta quello del Napoli». Con il gol contro il Bari, Calaiò ha fatto poker: 4 reti in 11 partite. 3 dei 4 gol sono valsi al Napoli 7 punti pesanti: uno a Vicenza e sei con Crotone e Bari. Non male come media considerando che il Napoli ha 19 punti: 7 portano la firma di Calaiò, il bomber che ha un sinistro magico nonostante a tre anni abbia riportato la frattura del femore della gamba: una compagna dell’asilo, abbastanza cicciottella, gli finì addosso. Favoloso, eccezionale. Gli aggettivi si stanno sprecando per il rendimento di Manuele che tanto è migliorato sotto la gestione-Napoli. È vero che al suo fianco ha avuto una presenza discreta quanto importante, quella della moglie Federica, ma è altrettanto vero che i rimproveri dell’allenatore sono stati fondamentali. Era solo un bomber da area di rigore, ora, è un attaccante completo: aiuta difesa e centrocampo, fa salire la squadra, detta assist, va a rete. Dire che nel futuro di Calaiò, calciatore che rappresenta la faccia bella e pulita del Napoli, c’è la Nazionale non è correre troppo. Sono in tanti gli esperti calcistici che lo prevedono considerando la sua età (l’8 gennaio compirà 25 anni) ed il suo bagaglio tecnico. Ha notevoli possibilità di miglioramento il bomber che mima il lancio di una freccia azzurra dopo ogni gol. A Bari, l’ha lasciata nella... faretra: Calaiò è corso verso la panchina. Ha voluto condividere la sua gioia con chi era rimasto a guardare: Gatti, Bucchi, Dalla Bona, Sosa, Gianello... Un bel gesto, importante quanto un gol, forse più di un gol. All’insegna di uno spirito di gruppo ritrovato dopo che sono state instaurate nuove gerarchie: tutti utili, nessuno insostituibile. Calaiò, protagonista di queste prime undici gare di campionato e delle quattro di coppa Italia, ora aspetta il risveglio di Bucchi. E con lui lo attendono De Laurentiis e sei milioni di tifosi del Napoli nel mondo. Anche Calaiò visse momenti difficili quando arrivò al Napoli: a lui fu data fiducia. Come sta accadendo ora con Bucchi.

 Fonte: Il Mattino

 

                                       

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