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Un ex speciale, Canè: E' un esame tremendo

Domenica

12 Novembre 2006

Non è un derby tra quelli più sentiti, «ma come se lo fosse perchè la rivalità calcistica tra Bari e Napoli è stata sempre forte, una volta lo chia­mavano il derby del sole e domani se­ra prevedo una sfida all’ultimo respiro perchè loro sono addirittura più avan­ti in classifica e tenteranno il colpo grosso» , dice Jarbas Faustino Canè che ha indossato entrambe le maglie e nel lontano ‘69 quando venne ceduto al Ba­ri fu addirittura sul punto di smettere con il calcio.
Canè, 70 gol in azzurro, il ragazzo ac­quistato da Lauro nel ‘62 perchè con quella faccia metteva paura agli avver­sari, racconta i giorni di quel suo tra­sferimento al Bari, agosto del ‘69: «Su­bii un affronto incredibile dall’allora presidente Ferlaino. Prima di partire per le vacanze avevo ottenuto la ricon­ferma sia da Chiappella che dalla so­cietà. Quando tornai lessi sul giornale che ero stato ceduto al Bari. Non aves­si avuto già famiglia me ne sarei torna­to in Brasile. Poi a Bari ho giocato tre campionati, uno di A, due di B. Penso di aver lasciato un buon ricordo anche lì. La partita la guarderò in tv».
Fu imbarazzante poi per il sudame­ricano, che giammai avrebbe voluto cambiare squadra dopo otto campiona­ti disputati a grossi livelli, dover af­frontare il Napoli con la maglia del Ba­ri nello stadio Della Vittoria il 29 set­tembre del ‘69: «Avevo una grande rab­bia in corpo. Volevo far gol a tutti i co­sti per vedicarmi. E vi arrivai pure vi­cinissimo ma il mio amico Zoff mi negò la gioia. Terminò zero a zero, arbitro Concetto Lo Bello. A fine partita mi ab­bracciai con gli ex compagni di squa­dra e andai a salutare i napoletani che erano sugli spalti».

Canè è napoletano di adozione, si è sposato a Napoli e uno dei suoi figli la­vora nel settore giovanile del club di De Laurentiis: «Per me il Napoli è la mia vita. Ho dato e ricevuto tanto. E spero tanto che si arrivi presto in serie A. Non sono stato capace di vedere una partita di serie C, non accettavo uno smacco simile» .
Canè invita a non caricare di pres­sioni la squadra, tantomeno Reja ed ancora di più Bucchi e De Zerbi. Spie­ga:
«Non capisco perchè tanta ansia intorno ai giocatori. Se il presidente ha promesso la serie A in due anni, non resta che aspettare con fiducia. Stimo Reja e bisogna lasciargli il tempo di la­vorare e trovare la soluzione migliore per andare avanti. Finora la squadra non si è espressa nel gioco ma si trova pur sempre in una buona posizione di
classifica. E poi capisco i disagi am­bientali di Bucchi e De Zerbi. Anche a me capitò un periodo iniziale di diffi­coltà. Se Bucchi riuscirà a segnare quindici gol a Napoli varranno i trenta realizzati a Modena. Qui è tutto più complicato. Ma farà bene, ne sono si­curo. E se dovesse capitare di restare una domenica fermo non sarà la fine del mondo. Il campionato di B è tre­mendo e da febbraio in poi entrerà nel vivo. De Zerbi? Ad un giocatore di fan­tasia non si rinuncia mai. Il problema, però, è fare risultato adesso e a Bari il Napoli è atteso da un esame terribile. Io sono convinto che lo supererà e poi si migliorerà anche nel gioco».

Fonte: Corriere dello Sport

 

                                         

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