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Non
è un derby tra quelli più sentiti, «ma come se lo fosse perchè la
rivalità calcistica tra Bari e Napoli è stata sempre forte, una
volta lo chiamavano il derby del sole e domani sera prevedo una
sfida all’ultimo respiro perchè loro sono addirittura più avanti in
classifica e tenteranno il colpo grosso» , dice Jarbas Faustino
Canè che ha indossato entrambe le maglie e nel lontano ‘69 quando
venne ceduto al Bari fu addirittura sul punto di smettere con il
calcio.
Canè, 70 gol in azzurro, il ragazzo acquistato da Lauro nel ‘62
perchè con quella faccia metteva paura agli avversari, racconta i
giorni di quel suo trasferimento al Bari, agosto del ‘69:
«Subii un affronto incredibile dall’allora presidente Ferlaino.
Prima di partire per le vacanze avevo ottenuto la riconferma sia da
Chiappella che dalla società. Quando tornai lessi sul giornale che
ero stato ceduto al Bari. Non avessi avuto già famiglia me ne sarei
tornato in Brasile. Poi a Bari ho giocato tre campionati, uno di A,
due di B. Penso di aver lasciato un buon ricordo anche lì. La
partita la guarderò in tv».
Fu imbarazzante poi per il sudamericano, che giammai avrebbe voluto
cambiare squadra dopo otto campionati disputati a grossi livelli,
dover affrontare il Napoli con la maglia del Bari nello stadio
Della Vittoria il 29 settembre del ‘69: «Avevo una grande
rabbia in corpo. Volevo far gol a tutti i costi per vedicarmi. E
vi arrivai pure vicinissimo ma il mio amico Zoff mi negò la gioia.
Terminò zero a zero, arbitro Concetto Lo Bello. A fine partita mi
abbracciai con gli ex compagni di squadra e andai a salutare i
napoletani che erano sugli spalti».
Canè è napoletano di adozione, si è sposato a Napoli e uno dei suoi
figli lavora nel settore giovanile del club di De Laurentiis:
«Per me il Napoli è la mia vita. Ho dato e ricevuto tanto. E
spero tanto che si arrivi presto in serie A. Non sono stato capace
di vedere una partita di serie C, non accettavo uno smacco simile»
.
Canè invita a non caricare di pressioni la squadra, tantomeno Reja
ed ancora di più Bucchi e De Zerbi. Spiega:
«Non capisco perchè tanta ansia intorno ai giocatori. Se il
presidente ha promesso la serie A in due anni, non resta che
aspettare con fiducia. Stimo Reja e bisogna lasciargli il tempo di
lavorare e trovare la soluzione migliore per andare avanti. Finora
la squadra non si è espressa nel gioco ma si trova pur sempre in una
buona posizione di classifica. E poi capisco i disagi
ambientali di Bucchi e De Zerbi. Anche a me capitò un periodo
iniziale di difficoltà. Se Bucchi riuscirà a segnare quindici gol a
Napoli varranno i trenta realizzati a Modena. Qui è tutto più
complicato. Ma farà bene, ne sono sicuro. E se dovesse capitare di
restare una domenica fermo non sarà la fine del mondo. Il campionato
di B è tremendo e da febbraio in poi entrerà nel vivo. De Zerbi? Ad
un giocatore di fantasia non si rinuncia mai. Il problema, però, è
fare risultato adesso e a Bari il Napoli è atteso da un esame
terribile. Io sono convinto che lo supererà e poi si migliorerà
anche nel gioco». |