Riportiamo
testualmente le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis nel
post Napoli-Parma:
"Questo è un Napoli che è sceso in campo come contro lo Spezia. Ho
detto ai ragazzi: 'fatemi una cortesia, scendete in campo solo ed
esclusivamente per divertirvi'. Sapendo che la Coppa Italia non è
certo come il campionato ed oggi era quindi una partita con minori
responsabilità, i ragazzi sono scesi in campo divertendosi e se la
sono giocata. Quello che a me ha fatto piacere è vedere che poi
alcuni ventiduesimi della squadra sono validi anch'essi. Quindi
alla fine abbiamo ventidue valori da poter schierare. Questa è la
soddisfazione più grande per chi, avendo fatto mercato, ha
sbagliato meno di quanto si pensasse."
"Tutti quanti straordinari. Maldonado ha fatto una bellissima
partita, Gatti grande sorpresa in campo, abbiamo sbagliato l'altro
anno probabilmente a prestarlo ad altri. C'è stata una vera regia.
Dalla Bona fortissimo, Vitale nuovo esperimento... Bisogna osare
secondo me. Poi non avete ancora visto D'Urso. D'Urso è una
grossissima promessa."
"Quando entra De Zerbi il Napoli segna? De Zerbi con la sua grande
esperienza ha procurato il rigore. Però purtroppo sappiamo che
Sosa è meglio di testa che di piedi. Pià e Sosa hanno avuto delle
occasioni che purtroppo, ahimé, si sono mangiati. Questa è una
partita che poteva finire 3-0 tranquillamente. Però, abbiamo
vinto? E che ce ne frega... Andiamocene a letto contenti tutti
quanti e soddisfatti."
"Se la gara di stasera (ieri, ndr) può avere ulteriormente
'confuso le idee' a Reja? No, assolutamente no. Io credo in Reja.
Sono una persona che viene considerata molto rigida nel mondo del
cinema e nella vita. Però io mi ritengo appartenere al mondo dei
giusti. Non sono quello che piglia e poi con un colpo di spugna
cancella tanto lavoro. Gli sbagli si possono fare, è umano. Ma
soprattutto è umano quando ci sono 6 innesti nuovi che tra l'altro
non hai sempre a disposizione: ti cambiano in continuazione,
qualcuno eliminato dagli arbitri, qualcun altro dalla condizione
fisica. Oggi qualcuno mi dava dei consigli: 'controlla la
preparazione atletica, perchè atleticamente i ragazzi potrebbero
essere giù'. Oggi hanno dato dimostrazione che invece sono
straordinari, hanno giocato tutto il tempo. Ognuno ha dato il
massimo del massimo."
"Io sono tranquillo. Non è che io mi sono imposto di andare in
serie A. Non è che se io non vado in serie A fallisco. Noi stiamo
qui per costruire. Anche quando leggo certe volte sui giornali
frasi tipo: 'ma che hanno rimesso in campo la squadra dell'altro
anno?' Penso, ma perchè la dovevamo dar via? Ci vogliono 22
giocatori? E' un campionato lungo? E' un campionato duro? Questa
settimana giochiamo tre volte, non è che giochiamo una volta sola.
Ma allora non ho capito, ma non va mai bene? Io sarei contento in
un clima dove tutto è controllato, dove poi però facessimo tutti
quanti un pò 'barriera' col mondo esterno, a favore di Napoli.
Sennò qui non si cresce mai, non si cresce nel calcio, non si
cresce nella città, non si cresce nell'economia di questa città
che dovrebbe far sistema-paese. Domani (oggi, ndr) probabilmente
lo leggerete in una mia intervista sul Messaggero dove dico: 'la
rinascita dell'Italia, passa dalla rinascita per Napoli'. Ma non
lo dico a caso. Dimostro poi tecnicamente perchè. Questo è un
paese che sta scivolando verso lo sconquasso. Però non è che noi
dobbiamo divertirci a far la corrida. La corrida lasciamola al
povero Corrado, però noi dobbiamo cercare invece di creare, passo
dopo passo, qualcosa di duraturo che sia fortemente stimolante."
"Il Napoli non è che deve osare. Il Napoli deve giocare
tranquillo. Si deve divertire. Deve scendere in campo cosciente
che nessuno gli dice nulla. Io non dirò mai nulla. Non è che se
l'allenatore perde a Bari, pensa di essere immediatamente
licenziato. Sarebbe assurdo. E questo vale anche per i giocatori.
Allora quando abbiamo giocato a La Spezia, io ho telefonato
dicendo loro di divertirsi e di non pensare a chissà che cosa
perchè a La Spezia abbiamo pareggiato due volte. E loro ci hanno
strappato il supertorneo dell'altro anno poiché mi sembra che
hanno segnato fuori casa il che valeva di più. Lì, in campionato,
hanno giocato bene. Oggi hanno dato la stessa dimostrazione.
Quindi secondo me noi dobbiamo tranquillizzarli. Noi dobbiamo
essere il loro massaggio costante psicologico: 'Tranquillizzatevi
ragazzi, divertitevi, rilassatevi...'"
"Il ruolo del calcio a Napoli per la rinascita di questa città? La
rinascita di questa città a guida di tutto il sud deve passare per
Roma. Cioè, o a Roma si mettono in testa che la rinascita del
paese passa per il sud, come una volta è passata per il nord-est
del paese, parliamo del triVeneto che è diventato da zona
depressissima alla più ricca d'Europa, impoverendo anche la media
borghesia italiana. Ora è il momento di dire: 'ma questa unità
d'Italia che da 144 anni ci barattiamo per noi, dove sta? Qual'è?'
Noi stiamo ancora a parlare della Lega, di questo, di quell'altro,
del Regno delle due Sicilie, dello stretto di Messina, il ponte...
Ragazzi, andiamo avanti. Facciamo sistema, stringiamoci tutti
insieme se vogliamo sopravvivere."
"I media hanno un ruolo importantissimo. Ma non per
destabilizzare. Il silenzio stampa? Alla squadra bisogna dare
tranquillità. E poichè alla squadra, per una serie di motivi
esterni, non c'era, allora ad un certo punto siamo andati in
ritiro, come capita in tutte le parti. Poi, ripeto, io il ritiro
non lo vedo come un fatto punitivo. Lo vedo come un fatto
professionale. Quando io devo pensare ad un film, che è una cosa
seria, io mi ritiro. Ho bisogno di 5 giorni per stare da solo, a
pensare che film devo fare. Mi ritiro io, non si può ritirare la
squadra? Questa è una fregnaccia, quando uno dice: 'il ritiro è
punitivo' Ma di che? I calciatori fanno un lavoro bellissimo, si
divertono, sono pagati profumatamente, stanno in ritiro in un
bellissimo albergo..."