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Il
Napoli non conosce sosta. Archiviata la pratica Juve, non senza
qualche rimpianto, è già tempo di preparare il match con il Parma in
programma giovedì sera al S.Paolo, valevole per gli ottavi di finale
di Coppa Italia. Tanti appunti, tante correzioni sul taccuino di
Reja, ma poche, pochissime certezze dalle quali ripartire. E
intanto, c´è da studiare l´undici da mandare in campo con gli
emiliani, c´è da recuperare il timone di una nave che fatica a
salpare in lidi sicuri. C´è in particolare da metter mano ad uno
schieramento, quello proposto contro i bianconeri lunedì sera, a cui
trovare un capo ed una coda era davvero difficile.
L´occasione però è ghiotta; è infatti comune abitudine in Italia
ormai utilizzare nei confronti di Coppa le seconde linee. Con ogni
probabilità, il tecnico friulano si adeguerà alla tendenza, mettendo
in formazione tutti quei calciatori che fino ad ora hanno avuto meno
chances in questi primi dieci turni di campionato. Riguardo al
modulo da adottare, Reja sembra essere stato chiaro: senza Savini,
l´unico vero terzino sinistro in organico, in mancanza anche dell´infortunato
di lunga data Cupi, si va avanti con il 3-4-3. Mancano tuttavia
anche Grava, reinventato (che idea!) pendolino di fascia sinistra
dal tecnico azzurro, e Montervino, che tatticamente bene avrebbe
potuto occupare quella zona di campo.
Tenuto conto delle assenze pesanti sulle corsie esterne di Savini,
Grava e Montervino, Reja potrebbe essere tentato di riproporre anche
per questo l´ambizioso 4-3-1-2 riposto in soffitta da qualche
giornata in soffitta, ma stando ai mormorii filtrati dalle mura del
centro di Castelvolturno, il canovaccio dovrebbe essere comunque
deciso; ci sono però ancora alcune riserve da sciogliere sugli
interpreti. Il campo in tal senso ha offerto un´indicazione
importante: Sosa scalpita, freme dalla voglia di impugnare lo scudo
e scendere in battaglia, ed è in gran forma. |