Capelli
rasati a zero, chiome tinte d’azzurro, giro del quartiere in mutande
o completamente nudi: per raggiungere la serie A, il popolo del tifo
azzurro farebbe qualunque cosa. Anzi, il tifoso vero farebbe più di
quanto vi aspettate: in venti sono pronti a presentarsi in chiesa
per il matrimonio (già fissato in estate), con la maglia del Napoli,
nonostante le minacce delle future spose; in quaranta sono pronti a
sfidare tifoserie avverse scendendo in strada a festeggiare nella
terra che li ospita, Milano, Torino, Rimini, Udine ma anche la
Svizzera, la Germania. Un solo coraggioso sarebbe pronto a baciare
sulla bocca la suocera. Per adesso sono duemila i messaggi raccolti
dal sito internet del Napoli dove il main sponsor, la società Acqua
Lete, ha aperto un «quaderno virtuale», sul quale lasciare una
promessa da mantenere in caso di promozione. Gettonatissima la
promessa di mettersi a dieta (almeno trecento tifosi promettono che
lo faranno) seguita da quella di dire addio alle sigarette (che
contribuirebbe anche alla salute dei tifosi). Poi, naturalmente, c’è
il festival della follia calcistica. Un tifoso che vive a Pisa
promette «Salgo sulla torre vestito da Pulcinella e mi metto a
ballare la tarantella», un altro che non indica la città di
provenienza giura che, in caso di serie A, «ballerò in piazza fino a
mezzanotte con il tutù di mia figlia». Omettiamo nomi e provenienze
degli sposi pronti a presentarsi in chiesa con la maglia azzurra,
vogliamo evitare crisi prematrimoniali (sono sul sito, se siete
curiosi). Rinunciamo anche alla lunghissima lista di tifosi che
giurano un matrimonio immediato in caso di salto di categoria. E, a
proposito di promesse coniugali, segnaliamo Silvio che annuncia «se
andiamo in serie A cucinerò io per tutta la vita, per la gioia di
mia moglie». Alessandro, invece, ha una curiosa promessa, si
travestirà da mulo (chissà perché...) e farà dieci giri del paese.
Pasquale rischia l’arresto ma giura che correrà per Mergellina
«tutto nudo, con il corpo dipinto d’azzurro e con una parrucca
riccia nera in testa». Antonio non si spoglierà ma si vestirà da
majorette e sfilerà sugli spalti del San Paolo. Un altro Alessandro
si farà «dipingere tutto di azzurro, come un puffo», e almeno altri
trenta tifosi annunciano una simile forma di festeggiamento.
Innumerevoli le promesse «mistiche»: se le parole saranno mantenute,
all’indomani della promozione si creerà una comitiva di almeno
cinquanta tifosi, che raggiungerà a piedi il santuario di Pompei,
affiancata da un’altra che andrà a rendere omaggio a Padre Pio,
mentre un gruppetto più modesto andrà a ringraziare San Gerardo
Maiella. Molti gli studenti che promettono maggiore serietà
annunciando che pur di vedere il Napoli in A conquisteranno voti da
cervelloni; tanti maturandi giurano che affronteranno l’esame in
maglia del Napoli. Uno l’universitario che promette: «Se il Napoli
va in A vado dalla professoressa di anatomia e mi dichiaro...». Un
giovane medico puteolano che lavora a Bologna, Luca, annuncia che
andrà in ospedale con maglia azzurra e sfogliatelle per il primario;
Fabio promette che girerà per Udine in slip azzurri e bandiera del
Napoli; Giuseppe si presenterà al Colosseo vestito da calciatore del
Napoli «con il megafono a strillare forza Napoli»; Giando pure si
metterà in mutande e farà il giro di Torino con la bandiera del
Napoli. Sono solo promesse, per ora. Ma per la squadra del cuore, si
sa, le promesse si mantengono