«Sono stati i napoletani a farmi affezionare al
Napoli. Oggi il Napoli fa parte della mia vita quotidiana: mi
informo, ne discuto, mi infervoro. Quando vedo le partite soffro,
gioisco, esulto. Sono nata in Svizzera, ma mi sento molto
napoletana». Jacqueline De Laurentiis, consorte del presidente e
suo vice nella società, parla di come è diventata tifosa degli
azzurri. Signora, inizialmente lei sconsigliò a suo marito di
acquistare il Napoli. «È verissimo». Perché cercò di opporsi? «Nel
2004 Aurelio era proteso a internazionalizzare il suo rapporto con
il cinema. Non capivo perché intestardirsi ad acquistare un club
di calcio. Ritenevo assurdo entrare in un mondo dove non conosceva
niente». Cosa accadde nella sera della firma? «Preferirei non
ricordare. Come vice presidente del Napoli, fui costretta ad
essere presente. Che paura durante la traversata Capri-Napoli. Il
mare era forza... cento. Dissi a mio marito: sei due volte pazzo,
entri in un mondo nuovo, investendo tanti soldi, e stai facendo
rischiare la vita a me e a nostra figlia Valentina». Dallo
scetticismo al tifo. Ora suo marito, affettuosamente, la definisce
«la mia ultrà». «Il calore dei napoletani trasmette gioia. Sono
rimasta coinvolta da questa gioia frequentando il San Paolo. Ora
quotidianamente seguo la vita del Napoli. E non solo perché mio
marito ne è il presidente». È vero che urla e impreca quando nota
qualcosa che non va bene durante le partite? «Certamente. Un
esempio? Urlo «embecille», in francese, ma la rabbia mi porta ad
adoperare una cadenza che va più verso il napoletano». Da quando
ha acquistato il Napoli, in che modo è cambiato suo marito? «È
sempre stato un uomo molto coraggioso. Lo sta dimostrando anche
nel calcio. Pardon, in un aspetto è cambiato: per il Napoli spesso
trascura il cinema». Signora, cosa farà il giorno della promozione
in A? Lo sa che potrebbe avvenire domenica prossima? «Della serie
A non parlo. Come Aurelio, anche io sono molto scaramantica». C’è
un calciatore che chiederà a suo marito per il prossimo
campionato? «Mi piacerebbe vedere i fratelli Cannavaro in difesa.
Calcisticamente sono rimasta affascinata dalle giocate di Kakà».
Domenica si vestirà di azzurro? «Porto sempre qualcosa di azzurro,
ma non cambio le mie abuitudini. Piuttosto mi piacerebbe che il
Napoli giocasse in rosso. In rosso vince sempre...». Un messaggio
ai napoletani. «Siate sempre fieri delle vostre radici».