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Jaqueline De Laurentiis: Sono l'ultrà di famiglia

Lunedì

28 Maggio 2007

«Sono stati i napoletani a farmi affezionare al Napoli. Oggi il Napoli fa parte della mia vita quotidiana: mi informo, ne discuto, mi infervoro. Quando vedo le partite soffro, gioisco, esulto. Sono nata in Svizzera, ma mi sento molto napoletana». Jacqueline De Laurentiis, consorte del presidente e suo vice nella società, parla di come è diventata tifosa degli azzurri. Signora, inizialmente lei sconsigliò a suo marito di acquistare il Napoli. «È verissimo». Perché cercò di opporsi? «Nel 2004 Aurelio era proteso a internazionalizzare il suo rapporto con il cinema. Non capivo perché intestardirsi ad acquistare un club di calcio. Ritenevo assurdo entrare in un mondo dove non conosceva niente». Cosa accadde nella sera della firma? «Preferirei non ricordare. Come vice presidente del Napoli, fui costretta ad essere presente. Che paura durante la traversata Capri-Napoli. Il mare era forza... cento. Dissi a mio marito: sei due volte pazzo, entri in un mondo nuovo, investendo tanti soldi, e stai facendo rischiare la vita a me e a nostra figlia Valentina». Dallo scetticismo al tifo. Ora suo marito, affettuosamente, la definisce «la mia ultrà». «Il calore dei napoletani trasmette gioia. Sono rimasta coinvolta da questa gioia frequentando il San Paolo. Ora quotidianamente seguo la vita del Napoli. E non solo perché mio marito ne è il presidente». È vero che urla e impreca quando nota qualcosa che non va bene durante le partite? «Certamente. Un esempio? Urlo «embecille», in francese, ma la rabbia mi porta ad adoperare una cadenza che va più verso il napoletano». Da quando ha acquistato il Napoli, in che modo è cambiato suo marito? «È sempre stato un uomo molto coraggioso. Lo sta dimostrando anche nel calcio. Pardon, in un aspetto è cambiato: per il Napoli spesso trascura il cinema». Signora, cosa farà il giorno della promozione in A? Lo sa che potrebbe avvenire domenica prossima? «Della serie A non parlo. Come Aurelio, anche io sono molto scaramantica». C’è un calciatore che chiederà a suo marito per il prossimo campionato? «Mi piacerebbe vedere i fratelli Cannavaro in difesa. Calcisticamente sono rimasta affascinata dalle giocate di Kakà». Domenica si vestirà di azzurro? «Porto sempre qualcosa di azzurro, ma non cambio le mie abuitudini. Piuttosto mi piacerebbe che il Napoli giocasse in rosso. In rosso vince sempre...». Un messaggio ai napoletani. «Siate sempre fieri delle vostre radici».

 Fonte: Il Mattino

 

                

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