|
Tifano ognuno per l’altro spudoratamente,
l’hanno sempre fatto. Perché sono nati nella stessa terra che è il
Friuli Venezia Giulia. Perchè sono stati compagni e fratelli di
pallone nella Spal. Perché sono stati coinquilini a Ferrara,
dividevano la stessa casetta a cinquemila lire a testa. Perché sono
diventati amici e lo sono tuttora. Perché sono confidenti. Perché
sono due furbacchioni, facevano pure tante marachelle a Grado, in
riva al mare. Perché sono della stessa pasta e della stessa scorza
dura come le pietre di montagna. Edy Reja (da Lucinico, Gorizia)
disse di Fabio Capello (da Pieris): «Noi? Ci capiamo al volo...» .
AMICI - Capello non lo disse perché è di poche parole su
certe storie ma lo fece capire che Reja è da sempre uno dei pochi
amici che ha nel calcio. E oggi è un suo “alleato” nella corsa alla
serie A. Uno dei personaggi che ruota attorno al suo mondo, che
credono in lui, lo incitano e stanno aspettando di vederlo
trionfare. Noi, nel mondo di Reja, ci siamo voluti entrare.
L’abbiamo fatto un pochino di nascosto, per vedere e capire chi lo
abita, chi ne è parte integrante. Dietro un allenatore che è ad un
passo dall’ennesimo successo di vita e di calcio, chi c’è?
CAPELLO - Madrid-Napoli, Napoli-Madrid, filo-diretto. Si
sentono al telefono, si capiscono al volo. Si chiamano, si
confrontano, si consigliano, si confessano, si scambiano le idee,
scrutano le classifiche, parlano di questo, di quello e di loro
stessi. E a tre giornate dal termine della B (“stagione regolare”,
s’intende) don Fabio spinge Reja all’impresa col Napoli, vuole che
l’amico riconquisti la “A” e si prenda una bella e sonora rivincita.
La domenica, o il lunedì, dipende dagli impegni di entrambi, è
difficile che non squilli il cellulare:
«Pronto, Fabio?»;
«Pronto, Edy, come va?». E via con i racconti, le storie, le
tattiche, gli sfottò, gli appuntamenti da segnare perché se non
sarà la prossima settimana magari nell’altra si troveranno a casa,
magari attorno a un tavolo e ad un bel bicchiere di vino. Proprio
come in passato quando, finito l’allenamento, a tarda sera, si
ritrovavano in trattoria.
LA MOGLIE - Si chiama Livia, stanno insieme da una vita, è
un’altra figura principale nella Reja-story. Gliela presentò
Capello, era la sua migliore amica. Reja si innamorò di lei ed
oggi, a 40 anni di distanza, quell’amore è ancora intatto. Lady Reja
l’ha seguito sempre, l’ha convinto a diventare allenatore: a 34
anni Edy aveva smesso di giocare, voleva dedicarsi al commercio, fu
la signora Livia a convincerlo ad accettare il Molinella, la prima
panchina: «Il calcio lo conosci, fai quello che sai fare» gli
disse. Gli sta accanto nelle gioie e nei dolori calcistici. Mister
Napoli quando può scappa via da lei che è rimasta nella casa che
sorge vicino a Gorizia, lì si rigenera, stacca il telefono, si gode
il suo giardino, la sua terra, le querce, torna alle origini e si
ricarica per la ripresa degli allenamenti. E’ così che riparte il
furlan.
MARINO - Quando invece non può muoversi dall’eremo di
Castelvolturno, suo habitat naturale nell’avventura napoletana, è
Pierpaolo Marino che gli fa da spalla. Dirigente e amico.
Confidente pure lui e consigliere nel senso buono del termine, senza
intromissioni ficcanaso. Tra Reja e il suo direttore generale c’è
un rapporto di stima che va oltre, c’è fiducia illimitata, c’è
difesa reciproca, c’è sintonia di idee, c’è complicità, tanta,
tantissima complicità. Parlano, pranzano insieme, si concedono
qualche “gita” fuoriporta, magari ad Avellino dalla mamma del diggì
per gustare un primo con i fiocchi. Anche così si vince nel
calcio...
IL SUO VICE - Un posto di riguardo gli spetta di diritto. E’
Fabio Viviani detto “Vivi”, il suo vice. Reja l’ha voluto con sé a
Napoli l’anno scorso. Ex calciatore, è stato alle dipendenze del
celebre Edy per tanti anni e se potesse lo farebbe giocare ancora
oggi! Appena Viviani ha detto basta col calcio Reja gli ha dato la
possibilità di mettersi all’opera, ne aveva intravisto le stimmate.
“Vivi” lo segue passo dopo passo. Gli fa da osservatore, da
organizzatore, da figlioccio, da incassatore di sfoghi, da guida
in campo quando è il caso. Viviani è il fido scudiero di Reja. E
tutti insieme fanno la sua corte dei miracoli. |