Solo
Iezzo davanti a lui. Con trentasei presenze Paolo Cannavaro è il
secondo calciatore del Napoli per partite disputate. Il numero uno
stabiese ne ha totalizzata solo una in più, segno che il fratello
minore di Fabio è davvero un pilastro di questa squadra. Si sono
voluti fortemente già prima che la scorsa stagione calcistica
volgesse al termine e tutte le promesse sono confluite nella firma
che ha messo sotto il contratto mostratogli da Pier Paolo Marino.
Cannavaro voleva il Napoli, il Napoli voleva Cannavaro. Un nome
pesante, quello di Paolo, soprattutto al termine di un Mondiale,
quello di Germania, che aveva visto suo fratello farla da padrone.
Ma Paolo, a dirla tutta, non ha mai avvertito grosse pressioni.
Anzi, a onor del vero si è subito reso gran protagonista
dell'avvio di stagione, segnando un gol in rovesciata, alla Juve,
nei minuti di recupero. Per giunta, in un San Paolo stracolmo.
Cose dell'altro mondo. Edy Reja non l'ha mai smosso dalla difesa:
che dovesse giocare a destra o al centro, non ha mai fatto
differenza. Paolo si è sempre proposto con la massima umiltà,
perché ha raggiunto il suo scopo: giocare nella sua squadra del
cuore. Anzi, un altro piccolo desiderio lo avrebbe ancora, ma
quello non dipende solo da lui: prima o poi, la maglia azzurra
riavvicinerà i
fratelli Cannavaro.
Possibile? Chissà. Intanto,
lunedì tutti al San Paolo a guardare Fabio, impegnato nella
Partita del Cuore. Magari si potrebbe già iniziare a sognare.
Intanto, però, Paolo non si nasconde e, sulle orme del fratello,
proverà a candidarsi come capitano del Napoli dell'anno venturo.
Ecco, diventare il primo capitano dell'era De Laurentiis col
Napoli in serie A, quello si che potrebbe essere un sogno
realizzabile in tempi brevi. L'importante è fare al meglio il
proprio lavoro: fermare gli avversari. Se poi, come con la Juve e
con lo Spezia, arrivasse un gol determinante, allora il cerchio si
chiuderebbe.