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La
gente che lo incontra per strada lo incita, gli dice che è
l'attaccante pi forte della rosa del Napoli, e che non tutti lo
hanno compreso. Poi gli regala pacche sulle spalle e sorrisi
convinti. Lui, Cristian Bucchi, spesso finisce per sfiorare la
commozione davanti a tanta fiducia e affetto. Ed allora giù a
lavorare ancor più duro durante gli allenamenti, a cercare di far
girare il vento, di cambiare il corso degli eventi e spezzare la
maledizione che si è abbattuta sull' annata in corso. In modo da
conquistare un posto da protagonista e ricambiare tanto entusiasmo.
L' ex bomber del Modena, insomma, si propone per questo decisivo
rush finale. Ma lo fa come gli impone la sua indole col sorriso
sulle labbra, senza creare problemi o puntare i piedi, senza far
polemiche, solo sgobbando come e più degli altri. Si propone facendo
leva sulla serietà e la professionalità, Cristian Bucchi,
capocannoniere uscente della B. Ha assistito senza fiatare al
rilancio di Pià, a quello di De Zerbi, all' esplosione del Pampa.
Ora si aspetta che tocchi a lui. E freme, scalpita. Ieri ha
scaricato voglia e rabbia nella partitina in famiglia due bei gol a
mo di messaggio, di segnale. Scalpita e freme, Cristian Bucchi,
fermo a quota 8 reti in campionato, a digiuno da una vita (82
giorni, ultima segnatura in casa con lo Spezia, 3 marzo, 14 giornate
fa), E' fuori dall' undici titolare dal 31 marzo scorso (col Bari al
San Paolo), in campo appena 40 minuti nelle ultime 10 partite. Sono
i numeri di una stagione maledetta, cominciata con enormi
aspettative, ed andata via via facendosi complicata, poi insipida,
fino a diventare quasi un inferno. Ma non molla, Cristian, perché sa
che potrebbe ancora dire tanto, soprattutto ora che arriva il
momento decisivo della stagione. Ieri Edy Reja lo ha provato accanto
a Calaiò, forse per simulare l'attacco del Verona, forse perché
sabato potrebbe toccare davvero a lui. Al bomber caricato a
pallettoni che vuole essere l'arma in più del Napoli che vuole la A. |