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In ben otto partite di questo campionato i tifosi
del Napoli hanno avuto problemi a seguire la propria squadra. In
una, la squadra ha giocato sul neutro di Perugia a spalti vuoti
contro il Mantova; in altre due, contro Piacenza e Arezzo, al San
Paolo senza pubblico; solo con gli abbonati contro Spezia e Vicenza;
in tre incontri fuori casa (Treviso, Brescia ed ora Verona), senza
che ai napoletani fosse permesso di seguire la squadra. «Se ai
napoletani si toglie lo sfizio di seguire il Napoli, è come se gli
si togliesse l’aria. La loro passione non ha simili. Non concordo
con la decisione di far giocare il Napoli senza i suoi tifosi, ma va
anche detto che spetta ai tifosi far sì che le Istituzioni possano
ridare il via libera per seguire il Napoli in trasferta. I tifosi
esportano l’immagine di Napoli e devono comportarsi bene». Luciano
Moggi ritiene che il Napoli sia stato penalizzato. «Troppe volte la
squadra non ha avuto la possibilità di avvalersi del sostegno dei
suoi fans. Sul neutro di Perugia, se ci fossero stati i tifosi, chi
può dimostrare che il Napoli non avrebbe vinto? Quando c’ero io al
Napoli, i tifosi sono stati esemplari. Nel ricordo di quel periodo
fantastico, tenendo presente che De Laurentiis è impegnato a ridare
prestigio al club, non bisogna creare turbative. Altrimenti saranno
penalizzati la società, la squadra e gli stessi tifosi». Anche
Salvatore Bagni è d’accordo. Anzi, il «guerriero» di tante battaglie
in maglia azzurra va oltre: «L’apporto dei tifosi è sempre stato
determinante per il Napoli. Arrivo a dire che se la squadra di Reja
avesse potuto contare sempre sull’incitamento della sua folla,
sarebbe davanti al Genoa. Due esempi? Le partite sul neutro di
Perugia con il Mantova e al San Paolo con l’Arezzo: due pareggi e
non due vittorie. Resto fiducioso sulla promozione diretta del
Napoli perché può vincere le ultime tre gare, anche a Genova, ma
attenti ai possibili play off. Avendo sprecato tante energie fisiche
e nervose in campionato, potrebbe rischiare qualcosa negli
spareggi». «Rappresenta un handicap per il Napoli non poter contare
sull’apporto dei propri tifosi - sottolinea Dino Zoff, indimenticato
ex-portiere del Napoli e della Juve, nonché cittì dell’Italia -. Va
a merito della squadra di Reja essere in lotta per la A nonostante
questo indiscutibile svantaggio. Purtroppo, so che anche a Verona
giocherà senza i suoi tifosi». Pasquale Marino, tecnico del Catania,
è «preparatissimo» sull’argomento: «Prima dei fatti di quella
tragica notte, il mio Catania aveva una media punti da Champions,
ora siamo in lotta per non retrocedere. Non avere tifosi sugli
spalti, per il Catania e per il Napoli soprattutto, è stato un grave
danno. I due club contano tanto sul loro incitamento. Senza
pubblico, si toglie ai calciatori l’incentivo più grande. Il tifo è
il sale del calcio». Josè Altafini, ex-attaccante ed attuale
opinionista di Sky, per certi aspetti è una voce al di fuori del
coro: «I tifosi contano soprattutto quando giochi in casa. Fuori
casa, tranne casi eccezionali (ad esempio, quando io e Sivori
giocavamo nel Napoli e a Bologna vennero diecimila napoletani e a
Roma ne avemmo al seguito trentamila), non fanno... testo i 300-500
tifosi. L’importante è averli a Fuorigrotta e il Napoli ha avuto un
vero danno solo quando non ha avuto la sua gente al San Paolo». |