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Zoff: Sicurezza necessaria ma svantaggio evidente

Mercoledì

23 Maggio 2007

In ben otto partite di questo campionato i tifosi del Napoli hanno avuto problemi a seguire la propria squadra. In una, la squadra ha giocato sul neutro di Perugia a spalti vuoti contro il Mantova; in altre due, contro Piacenza e Arezzo, al San Paolo senza pubblico; solo con gli abbonati contro Spezia e Vicenza; in tre incontri fuori casa (Treviso, Brescia ed ora Verona), senza che ai napoletani fosse permesso di seguire la squadra. «Se ai napoletani si toglie lo sfizio di seguire il Napoli, è come se gli si togliesse l’aria. La loro passione non ha simili. Non concordo con la decisione di far giocare il Napoli senza i suoi tifosi, ma va anche detto che spetta ai tifosi far sì che le Istituzioni possano ridare il via libera per seguire il Napoli in trasferta. I tifosi esportano l’immagine di Napoli e devono comportarsi bene». Luciano Moggi ritiene che il Napoli sia stato penalizzato. «Troppe volte la squadra non ha avuto la possibilità di avvalersi del sostegno dei suoi fans. Sul neutro di Perugia, se ci fossero stati i tifosi, chi può dimostrare che il Napoli non avrebbe vinto? Quando c’ero io al Napoli, i tifosi sono stati esemplari. Nel ricordo di quel periodo fantastico, tenendo presente che De Laurentiis è impegnato a ridare prestigio al club, non bisogna creare turbative. Altrimenti saranno penalizzati la società, la squadra e gli stessi tifosi». Anche Salvatore Bagni è d’accordo. Anzi, il «guerriero» di tante battaglie in maglia azzurra va oltre: «L’apporto dei tifosi è sempre stato determinante per il Napoli. Arrivo a dire che se la squadra di Reja avesse potuto contare sempre sull’incitamento della sua folla, sarebbe davanti al Genoa. Due esempi? Le partite sul neutro di Perugia con il Mantova e al San Paolo con l’Arezzo: due pareggi e non due vittorie. Resto fiducioso sulla promozione diretta del Napoli perché può vincere le ultime tre gare, anche a Genova, ma attenti ai possibili play off. Avendo sprecato tante energie fisiche e nervose in campionato, potrebbe rischiare qualcosa negli spareggi». «Rappresenta un handicap per il Napoli non poter contare sull’apporto dei propri tifosi - sottolinea Dino Zoff, indimenticato ex-portiere del Napoli e della Juve, nonché cittì dell’Italia -. Va a merito della squadra di Reja essere in lotta per la A nonostante questo indiscutibile svantaggio. Purtroppo, so che anche a Verona giocherà senza i suoi tifosi». Pasquale Marino, tecnico del Catania, è «preparatissimo» sull’argomento: «Prima dei fatti di quella tragica notte, il mio Catania aveva una media punti da Champions, ora siamo in lotta per non retrocedere. Non avere tifosi sugli spalti, per il Catania e per il Napoli soprattutto, è stato un grave danno. I due club contano tanto sul loro incitamento. Senza pubblico, si toglie ai calciatori l’incentivo più grande. Il tifo è il sale del calcio». Josè Altafini, ex-attaccante ed attuale opinionista di Sky, per certi aspetti è una voce al di fuori del coro: «I tifosi contano soprattutto quando giochi in casa. Fuori casa, tranne casi eccezionali (ad esempio, quando io e Sivori giocavamo nel Napoli e a Bologna vennero diecimila napoletani e a Roma ne avemmo al seguito trentamila), non fanno... testo i 300-500 tifosi. L’importante è averli a Fuorigrotta e il Napoli ha avuto un vero danno solo quando non ha avuto la sua gente al San Paolo».

Fonte: Il Mattino

 

             

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