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Una A da 70 milioni

Mercoledì

23 Maggio 2007

Non solo per l’orgoglio di riportare il Napoli nel giro che conta dopo sei anni di inferno; e neanche per compiere l’impresa di un salto doppio, dalla C1 alla massima serie. Per i partenopei che si accingono a disputare le ultime tre partite di campionato, la serie A vale una miniera d’oro per la società. Si passerebbe dai quarantamilioni di euro circa dell’attuale fatturato, a settanta milioni di euro se non addirittura di più. Un valore di produzione raddoppiato. Inferiore solo ai club di prima fascia ma sicuramente tra i primi cinque-sei della massima serie. Si moltiplicherebbe tutto per due: diritti tv, proventi commerciali, incassi, abbonamenti. Per non citare il merchandising mai così flori­do come in questo periodo anche se l’e­commerce deve ancora cominciare.
TAPPA FONDAMENTALE - Ecco perchè Verona rappresenta una tappa di fondamentale importanza per il futuro del club. Ecco perchè in tre partite, il Napoli rischia di fare bingo se dovesse approdare nella massima serie dalla porta principale: sabato a Verona, poi in casa con il Lecce, infine a Genova. Per la verità, non cambia molto se l’obiettivo venisse centrato attra­verso i play off ma anticipare i tempi si­gnifica mettere in condizione De Lauren­tiis e Marino di far scattare la fase-2, quella che prevede la rinegoziazione di alcuni contratti importanti (main sponsor e spon­sor tecnico che vantano un’opzione in caso di A), il potenziamento del sito ufficiale (già tempestato da 20mi­la contatti al giorno) attraverso il varo dell’e-commerce, l’allestimento di una tournee negli Stati Uniti e in Cina, la ridefinizione di tutti i diritti televisivi (non solo Sky con cui già esiste un’intesa di massima in caso di salto di categoria, circa 20milioni di euro). In­somma, il Napoli si trasformerebbe in un pozzo di San Patrizio, nonchè in un’isola incantata avendo bruciato letteralmente le tappe: dalla disperazione di un fallimen­to, alla gioia di un ritorno in A nel giro di appena tre anni.
NUOVI ORIZZONTI - Per scaramanzia, a Napoli è vietato parlare di promozione diretta in A. Tanto più che appena se n’è parlato (alla vigilia della gara con il Modena), le cose non hanno girato per il verso giusto. Ma che all’orizzonte si profilino tre finali di straordinaria importanza per il futuro del Napoli, lo sanno tutti, dai calciatori a De Laurentiis, a Marino che però evitano di caricare di ulteriori pressioni lo spogliatoio. In questo momento la squadra si carica da sola. Ed è pronta a cancellare il mezzo passo falso interno con il Modena. Intanto agli uffici di Castelvolturno già bussano sponsor di livello mondiale: una nota casa automobilistica, una di scom­messe, una banca. Ma sia l’acqua Lete che la Diadora, main sponsor e sponsor tecni­co, già impegnate per milioni di euro per abbinare il loro nome alla maglia azzurre, sono pronte a sostenere cifre adeguate per la A.
DIRITTI TV - De Laurentiis, poi, tiene in piedi un discorso con Sky che per la B si è impegnata per circa dodici milioni di euro ma in caso di salto di categoria quella cifra dovrà essere perlomeno raddoppia­ta; e poi altri diritti tv, sul satellitare, sul digitale terrestre e su banda larga dove il patron della Filmauro intende coinvolgere i sei milioni di tifosi del Napoli sparsi per il mondo. Da discutere poi la mutualità. Ed inoltre da considerare gli incassi ai botteghini, quello degli abbonamenti, del­le percentuali intascate sui campi della A. Per non citare i diritti di commercializzazione del marchio che potrebbero procu­rare introiti impensabili. Per quello in duecentosettanta minuti, il Napoli farà di tutto per anticipare i tempi: anche per far decollare il progetto di De Laurentiis che entro quattro anni vuole portare il mar­chio del Napoli in cima al mondo ed aumentare il valore della produzione fino a 300milioni di euro. Mancano tre finali per mettere le ali.

Fonte: Corriere dello Sport

 

             

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