Non
solo per l’orgoglio di riportare il Napoli nel giro che conta dopo
sei anni di inferno; e neanche per compiere l’impresa di un salto
doppio, dalla C1 alla massima serie. Per i partenopei che si
accingono a disputare le ultime tre partite di campionato, la
serie A vale una miniera d’oro per la società. Si passerebbe dai
quarantamilioni di euro circa dell’attuale fatturato, a settanta
milioni di euro se non addirittura di più. Un valore di produzione
raddoppiato. Inferiore solo ai club di prima fascia ma sicuramente
tra i primi cinque-sei della massima serie. Si moltiplicherebbe
tutto per due: diritti tv, proventi commerciali, incassi,
abbonamenti. Per non citare il merchandising mai così florido
come in questo periodo anche se l’ecommerce deve ancora
cominciare.
TAPPA FONDAMENTALE - Ecco perchè Verona rappresenta una
tappa di fondamentale importanza per il futuro del club. Ecco
perchè in tre partite, il Napoli rischia di fare bingo se dovesse
approdare nella massima serie dalla porta principale: sabato a
Verona, poi in casa con il Lecce, infine a Genova. Per la verità,
non cambia molto se l’obiettivo venisse centrato attraverso i
play off ma anticipare i tempi significa mettere in condizione De
Laurentiis e Marino di far scattare la fase-2, quella che prevede
la rinegoziazione di alcuni contratti importanti (main sponsor e
sponsor tecnico che vantano un’opzione in caso di A), il
potenziamento del sito ufficiale (già tempestato da 20mila
contatti al giorno) attraverso il varo dell’e-commerce,
l’allestimento di una tournee negli Stati Uniti e in Cina, la
ridefinizione di tutti i diritti televisivi (non solo Sky con cui
già esiste un’intesa di massima in caso di salto di categoria,
circa 20milioni di euro). Insomma, il Napoli si trasformerebbe in
un pozzo di San Patrizio, nonchè in un’isola incantata avendo
bruciato letteralmente le tappe: dalla disperazione di un
fallimento, alla gioia di un ritorno in A nel giro di appena tre
anni.
NUOVI ORIZZONTI - Per scaramanzia, a Napoli è vietato
parlare di promozione diretta in A. Tanto più che appena se n’è
parlato (alla vigilia della gara con il Modena), le cose non hanno
girato per il verso giusto. Ma che all’orizzonte si profilino tre
finali di straordinaria importanza per il futuro del Napoli, lo
sanno tutti, dai calciatori a De Laurentiis, a Marino che però
evitano di caricare di ulteriori pressioni lo spogliatoio. In
questo momento la squadra si carica da sola. Ed è pronta a
cancellare il mezzo passo falso interno con il Modena. Intanto
agli uffici di Castelvolturno già bussano sponsor di livello
mondiale: una nota casa automobilistica, una di scommesse, una
banca. Ma sia l’acqua Lete che la Diadora, main sponsor e sponsor
tecnico, già impegnate per milioni di euro per abbinare il loro
nome alla maglia azzurre, sono pronte a sostenere cifre adeguate
per la A.
DIRITTI
TV - De Laurentiis, poi, tiene in piedi un discorso con Sky
che per la B si è impegnata per circa dodici milioni di euro ma in
caso di salto di categoria quella cifra dovrà essere perlomeno
raddoppiata; e poi altri diritti tv, sul satellitare, sul
digitale terrestre e su banda larga dove il patron della Filmauro
intende coinvolgere i sei milioni di tifosi del Napoli sparsi per
il mondo. Da discutere poi la mutualità. Ed inoltre da considerare
gli incassi ai botteghini, quello degli abbonamenti, delle
percentuali intascate sui campi della A. Per non citare i diritti
di commercializzazione del marchio che potrebbero procurare
introiti impensabili. Per quello in duecentosettanta minuti, il
Napoli farà di tutto per anticipare i tempi: anche per far
decollare il progetto di De Laurentiis che entro quattro anni
vuole portare il marchio del Napoli in cima al mondo ed aumentare
il valore della produzione fino a 300milioni di euro. Mancano tre
finali per mettere le ali.