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E'
la dura vita del ‘numero 12’:
sacrifici, sudore e lavoro come gli altri per l’intera settimana.
Dopo però si resta a guardare dalla panchina, perché in porta c’è il
Fenomeno, quello che fa la differenza, adorato dalla gente e
incensato sui giornali. Poi, all’improvviso, il Fenomeno fa crack. E
tu, di punto in bianco, sei scaraventato nella mischia, sapendo di
non poter sbagliare, col fardello di dover sostituire l’Idolo, con
la necessità di toglierti di dosso in un attimo la polvere e la
ruggine dei mesi vissuti senza partita, di sgombrare la mente dalle
paure e trovare la giusta concentrazione. E pensare a parare.
E' la dura vita del ‘numero 12’. Che Matteo
Gianello conosce bene. Lui, il ragazzone di Bovolone, provincia di
Verona, 31 anni compiuti due settimane fa, tra Siena e Napoli ha
fatto tanta anticamera. Sa cosa significa. Sa quanto è dura ma anche
come si vincono paure ed incertezze e come si riesce a farsi trovare
sempre pronto. «Gianello è stimato da tutto il gruppo, è qui fin
dall’inizio del progetto, e quindi gode della fiducia di tutti. Noi
con lui tra i pali siamo tranquilli», ha detto l’altra sera Edy Reja.
Tutto vero. Il ragazzone è in azzurro dal 2004, cioè dall’anno ‘uno’
dell’era ‘zero’ del nuovo Napoli: 20 presenze, un pezzo di storia
anche lui del corso De Laurentiis. Da quando c’è Super-Iezzo, però,
è finito dietro le quinte: appena 2 presenze in campionato l’anno
scorso, 3 in quello in corso (per 272 minuti), 2 in coppa Italia,
inclusa la non felice trasferta di Parma che segnò la fine del
cammino partenopeo nella competizione tricolore. Spiccioli di
stagione, briciole. Ma il doloroso ko del Fenomeno lo riporta sul
proscenio. Tocca di nuovo a lui, è il momento di far valere
professionalità, ed anche il peso di ben 127 presenze in carriera
tra i cadetti. L’altro ieri i compagni lo hanno incoraggiato con
forza quando è entrato in campo a freddo e senza un attimo per
concentrarsi. Sanno che possono fidarsi. E poi in campionato quest’anno
c’è anche la cabala che fa sorridere: due volte Matteo Gianello
titolare, due vittorie per 3-1 (a Trieste e al San Paolo con lo
Spezia). Roba da metterci la firma per sabato. Quando il ragazzone
di Bovolone, ironia della sorte, tornerà a casa da avversario, da
titolare, con la rabbia in corpo per il pareggio-beffa col Modena, e
con un Napoli che vuole ancora giocarsi le proprie chances di
promozione diretta in serie A. Un Napoli che per un po' dovrà fare a
meno di Super-Iezzo, ma che di Matteo tra i plai si può fidare. |