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Argini rotti e nessun freno per
l'Alfredo Cazzola furioso, dopo l'arbitraggio ritenuto scandaloso
nella sconfitta casalinga contro il Brescia e il clamoroso gesto,
poi rientrato per l'intervento della polizia, di ritirare la squadra
dal campo.
"Sono sceso in panchina per invitare la mia squadra ad abbandonare
il campo come segno di protesta contro una terna arbitrale che stava
penalizzando la città, il club e i tifosi - dice il presidente del
Bologna alla Gazzetta dello Sport - Già all'intervallo, dopo il
rigore negato per il mani di Zoboli, ero sceso negli spogliatoi per
manifestare sdegno e rabbia all'arbitro e ai suoi assistenti. Nel
finale, dopo l'ennesimo episodio non sanzionato e combinato con la
notizia via radio che al Napoli avevano assegnato un rigore
inesistente, non sono riuscito a trattenermi dal fare quello che ho
fatto e che non ho potuto vedere realizzato. Non per mia volontà ma
perchè una cortina di persone ha fatto blocco, tra queste anche il
vicequestore, ho sentito che avrei potuto fomentare violenza ma a
quel punto non ci pensavo. I miei giocatori mi hanno disubbidito,
forse aveva ragione il vicequestore, ma non escludo che ci riproverò
nelle prossime partite".
"Calciopoli non è finita ma si è trasferita in B - è l'accusa
pesantissima dell'inarrestabile Cazzola - dove governa un sistema
uguale a quello descritto dalla Procura di Napoli che spero possa
riaprire l'inchiesta e inserire molte partite degli ultimi due anni
nel filone dell'associazione a delinquere magari sbattendo
finalmente qualcuno in galera. Chissà che qualche commissione non
abbia voglia di indagare sui risultati delle squadre che puntano ai
playoff, noi non abbiamo prove ma neanche dubbi. Stiamo montando un
lungo filmato nel quale raccogliamo le immagini di rigori ed episodi
strani nei confronti di alcune squadre piuttosto che altre. Ne
uscirà un documento imbarazzante. Non c'entrano Lega, da cui oggi mi
dimetto come consigliere, e Federazione, c'entrano invece altri
soggetti economici, come il Calcioscommesse, che con la protezione
dei media sta martellando sulla promozione diretta di Juve, Napoli e
Genoa. Questo sistema non vuole i playoff. Il Bologna oggi è fuori.
Qui il calcio non ha più speranze. Non credo che alla nostra città
interessi questo pallone, ne possiamo fare a meno e dedicarci ad
altri sport o passatempi. Per quanto mi riguarda, non ho più voglia
nè tempo per fare questo mestiere, non mi va di rimanere dentro un
sistema alterato, in B non esiste il nuovo che avanza ma continua a
proliferare il vecchio intrigo. Non sono Cappuccetto Rosso che va
nel bosco a farsi sbranare, farò valutazioni coi miei soci, non
esistono le condizioni oggettive perché io rimanga in questo
ambiente. E vi raccomando il designatore Gussoni: dopo lo scippo di
Torino aveva detto che aveva sbagliato a mandare per Juve-Bologna un
arbitro fuori forma, invece stavolta ce ne ha mandati tre davvero
bravi e preparati". |