Un
po' inseguitrice, un po' lepre. Napoli sbircia la classifica,
spulcia il calendario e si interroga: meglio fare la corsa sul Genoa
o rintuzzare la rincorsa del Mantova quarto a dieci punti? Domanda
difficile, risposta facile facile: vinciamole tutte e poi faremo i
conti. Il pensiero alla Catalano trova tutti d'accordo. De
Laurentiis, Marino, Reja, la squadra e soprattutto loro, i tifosi.
Saranno quasi cinquantamila al San Paolo. Un muro di passione e
cuori in tumulto. Un'iniezione di entusiasmo e coraggio. Napoli con
il Napoli per una partita d'attacco. Napoli con il Napoli per
battere il Modena, vincere ancora e dare un calcio ai play off.
Napoli ci crede, e Edy Reja ancor di più. Oggi, contro un avversario
in affanno, decimato da acciacchi e squalifiche, il goriziano osa,
azzarda, se la gioca. E se pure qualche cattivo pensiero lo turba,
si rifugia nelle statistiche e si sollazza pensando che col tridente
in campo, gli azzurri hanno vinto dieci volte su undici. E allora,
che così sia. All'arrembaggio. Anche oggi,
assetto a trazione anteriore. 3-4-1-2 per chi il calcio lo traduce
in cifre. Tre centrali di difesa, quattro mastini a metà campo e un
rifinitore a ridosso delle due punte, per tutti gli altri. I nomi?
Apparentemente sarebbe un banale esercizio elencarli. Dall'uno
all'undici. Pure ieri, infatti, a Castelvolturno tutto sembrava più
che chiaro. Pettorine ai titolari e le riserve come avversario nella
partitina a campo ridotto. E invece, i dubbi rimangono. L'esperienza
insegna e forma. Reja di scherzetti ne ha già fatti tanti. Ti
annuncia uno e ti fa giocare l'altro. Cautela d'obbligo, quindi, ma
la formazione va data ed eccola qua. Tra i pali saracinesca Iezzo.
Davanti a lui, il muro di gomma Maldonado (al rientro), Cannavaro e
Domizzi. A centrocampo, certi gli esterni Grava e Savini, meno,
molto meno, i due mediani. Nella rifinitura, i candidati forti erano
Dalla Bona e Gatti: più freschi e pimpanti rispetto allo stanco
Amodio e a Montervino con i muscoli affaticati. Il capitano però è
uno che non molla. E perciò, che rimanga fuori, non è poi così
scontato. Un po' come per il tridente d'attacco. Tutti gli indizi
portano a De Zerbi trequartista a ridosso di Sosa e Calaiò. Sarà
davvero così? Probabile, ma Pià scalpita e spera. Chi invece s'è
messo l'anima in pace, e se la guarderà dalla panchina, è Cristian
Bucchi. Il bomber, l'arrivo dell'ex amata, l'aspettava con ansia. La
delusione è comprensibile.