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Napoli, scappa via

Sabato

19 Maggio 2007

Un po' inseguitrice, un po' lepre. Napoli sbircia la classifica, spulcia il calendario e si interroga: meglio fare la corsa sul Genoa o rintuzzare la rincorsa del Mantova quarto a dieci punti? Domanda difficile, risposta facile facile: vinciamole tutte e poi faremo i conti. Il pensiero alla Catalano trova tutti d'accordo. De Laurentiis, Marino, Reja, la squadra e soprattutto loro, i tifosi. Saranno quasi cinquantamila al San Paolo. Un muro di passione e cuori in tumulto. Un'iniezione di entusiasmo e coraggio. Napoli con il Napoli per una partita d'attacco. Napoli con il Napoli per battere il Modena, vincere ancora e dare un calcio ai play off. Napoli ci crede, e Edy Reja ancor di più. Oggi, contro un avversario in affanno, decimato da acciacchi e squalifiche, il goriziano osa, azzarda, se la gioca. E se pure qualche cattivo pensiero lo turba, si rifugia nelle statistiche e si sollazza pensando che col tridente in campo, gli azzurri hanno vinto dieci volte su undici. E allora,

che così sia. All'arrembaggio. Anche oggi, assetto a trazione anteriore. 3-4-1-2 per chi il calcio lo traduce in cifre. Tre centrali di difesa, quattro mastini a metà campo e un rifinitore a ridosso delle due punte, per tutti gli altri. I nomi? Apparentemente sarebbe un banale esercizio elencarli. Dall'uno all'undici. Pure ieri, infatti, a Castelvolturno tutto sembrava più che chiaro. Pettorine ai titolari e le riserve come avversario nella partitina a campo ridotto. E invece, i dubbi rimangono. L'esperienza insegna e forma. Reja di scherzetti ne ha già fatti tanti. Ti annuncia uno e ti fa giocare l'altro. Cautela d'obbligo, quindi, ma la formazione va data ed eccola qua. Tra i pali saracinesca Iezzo. Davanti a lui, il muro di gomma Maldonado (al rientro), Cannavaro e Domizzi. A centrocampo, certi gli esterni Grava e Savini, meno, molto meno, i due mediani. Nella rifinitura, i candidati forti erano Dalla Bona e Gatti: più freschi e pimpanti rispetto allo stanco Amodio e a Montervino con i muscoli affaticati. Il capitano però è uno che non molla. E perciò, che rimanga fuori, non è poi così scontato. Un po' come per il tridente d'attacco. Tutti gli indizi portano a De Zerbi trequartista a ridosso di Sosa e Calaiò. Sarà davvero così? Probabile, ma Pià scalpita e spera. Chi invece s'è messo l'anima in pace, e se la guarderà dalla panchina, è Cristian Bucchi. Il bomber, l'arrivo dell'ex amata, l'aspettava con ansia. La delusione è comprensibile.

Fonte: epolis

 

         

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