L'attuale tecnico della Sampdoria, Walter
Alfredo Novellino, fu anche l'ultimo allenatore del Napoli che
chiuse la Serie B al secondo posto, spiccando il salto in Serie A.
In un'intervista al quotidiano il Mattino spiega le somiglianze
tra il suo gruppo e quello di Reja.
«La forza sta nel gruppo. Il mio Napoli era solido, aveva
temperamento, ed anche questo non mi sembra che scherzi. Certo, i
giocatori erano diversi, diverse le caratteristiche, diverso il
disegno tattico. Ma il bello del calcio è che si può essere bravi
ed aver successo giocando in un modo o magari all'incontrario.»
Nella stagione 2000/01, con la B a 20 squadre, il Napoli
fu promosso secondo in classifica con 63 punti in 38 gare. Oggi,
con la B a 22 squadre, e 71 punti in 38 gare, ancora non ce l'ha
fatta.
«Quello fu un campionato più equilibrato. Oggi Juventus, Genoa e
Napoli sono assai più forti delle inseguitrici. Allora non c'erano
i playoff, e capisco la voglia del Napoli di evitare di
parteciparvi ed inseguire la promozione diretta. E' una formula
benedetta per chi arriva 6° o 5°, ma non per chi, come il Napoli,
vi si trova invischiato dopo aver dominato tutta la stagione e poi
rischiarla in quattro gare dirette.»
Alla 38° giornata, che era anche l'ultima, il Napoli di
Novellino aveva segnato 55 reti e ne aveva subita 44. L'attuale ne
ha segnati 47, ma ne ha presi anche 27.
«Sì, la difesa di questo Napoli è davvero forte. Seconda solo a
quella della Juventus, e questo dice tutto.»
Ed il pacchetto offensivo?
«Apprezzo molto Calaiò, Bucchi, Pià e Sosa. Io quell'anno avevo
Schwoch, che segnò 22 reti e chiuse terzo nella classifica dei
cannonieri, dietro a Francioso del Genoa ed a Di Michele della
Salernitana. E potevo contare anche su Stellone e Bellucci. Calaiò
e Bucchi assieme hanno fatto venti gol, è vero, ma visti i punti
in classifica, direi che i loro sono stati molto più pesanti. Ed
hanno altri quattro turni per aumentare il bottino. Saranno
utilissimi per mantenere i 10 punti di vantaggio sulla quarta.»
Tornando a parlare della sua promozione:
«Ricordo bene la gioia della gente, la loro passione, il
coinvolgimento dell'intera città. E la mia personale soddisfazione
di aver vinto a Napoli, dove ogni vittoria vale doppio. Quest'anno
l'emozione sarebbe diversa, tre anni fa il Napoli era fallito e si
trovò in Serie C. La serie A avrebbe un sapore diverso, di
progetto ben riuscito. Sarebbe un successo per la squadra, ma
anche per Reja, per i dirigenti, e per il presidente. I progetti
nel calcio si realizzano con competenza, passione e buoni
investimenti.»