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Calaiò: Sono io la prima punta

Martedì

31 Luglio 2007

«Puntiamo ad una partenza sprint. Sarebbe bello che il calendario ci destinasse un avversario non impossbile, come Milan o Inter, sarebbe bello prendere subito tre punti. Servirebbe per il morale nostro e della gente. Il morale, a Napoli più che altrove, conta tanto».
Quattro gol in tre amichevoli, Calaiò vuole essere un protagonista della prossima stagione. Solo un leggero mal di schiena l'ha un po' infastidito, ma ci ha pensato il dottor Enrico D'Andrea a rimetterlo in sesto.
«Speriamo che l'avvio in campionato non sia troppo difficoltoso».
E se ci fosse subito l'Inter?
«Andremmo a giocarcela: l'Inter avrebbe il favore del pronostico, noi la forza dei nervi distesi. Non avremmo niente da perdere».
E se invece fosse il Palermo?
«La squadra della mia città mi andrebbe bene, ma preferirei incontrarla a ottobre o novembre. Mi auguro di trovare subito Samp, Udinese o Empoli».
Quattro gol in tre partite amichevoli.
«Spero di segnarne una decina in campionato. Nel 2005 ho accettato il Napoli in C1 rinunciando alle offerte di Siena, Palermo e Atalanta in A. Non sono pentito. Sono in A con il Napoli».
Quali sono le sue aspirazioni?
«Finire in doppia cifra nella classifica dei cannonieri, fare i punti salvezza in tempi brevi per poter puntare a qualcosa di più bello e infine cercare di convincere Donadoni».
Un giudizio sul nuovo Napoli.
«Io sono al 60% della condizione. Mi sono piaciuti molto Hamsik e Gargano. Il primo ha personalità, velocizza e verticalizza, serve gli attaccanti negli spazi. Il secondo va a 200 all'ora: lo trovi ovunque, ha una grinta incredibile».
E Lavezzi?
«È bravo, ma parla poco l'italiano. Ha numeri da campione. Deve capire che qui l'erba non è alta come sui campi argentini, non c'è bisogno di dare il pallone al compagno con violenza».
Si dice: l'attacco del Napoli è leggerino.
«Bisognerà vedere come vorrà giocare Reja. Preferisco fare la prima punta. Se mettiamo la palla a terra, come stiamo facendo, se velocizziamo l'azione, non c'è bisogno di uno alto tre metri. In A c'è gente come Materazzi che non ti fa vedere la palla sui cross. Un altro attaccante? Ben venga, se serve alla causa del Napoli».
C'è Bucchi che chiede strada.
«Sarà una sfida leale. Mi chiamò tre giorni prima di arrivare al Napoli per annunciarmi il suo arrivo. Abbiamo carattere simili. Cristian è una persona corretta».

 Fonte: Il Mattino

 

                   

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