Fino
a due mesi fa era deciso a tagliare la corda ed a trovarsi
un’altra sistemazione. Ce l’aveva con Reja che non lo schierò
nella partita che valse la promozione in A. Ruben Maldonado se
ne andò con il broncio in Paraguay per aggregarsi alla sua
nazionale che in Coppa America. tra l’altro. non ha ben figurato,
né si è avvalsa delle sue prestazioni.
Oggi è tutto cambiato. Ruben Maldonado, 28 anni, sarebbe
contento di restare nel Napoli. Fiuta aria di rinnovo del
contratto e ritrova il sorriso. Scherza con il compagno di camera,
Gianello. Scherza con i cameraman delle tv private napoletane:
prima li invita ad accivicinarsi con i microfoni e poi chiama Reja
per farli sgridare. Maldonado è ritornato di buonumore:
«Possibilità di restare a Napoli? Chiedetelo al direttore, io non
so nulla», dice abbozzando un sorriso malizioso.
E’ di questi giorni la notizia che Marino vorrebbe tenere nei
ranghi il grintoso difensore centrale di Asuncion. Maldonado, nei
due campionati in maglia azzurra, ha avuto un rendimento
piuttosto costante: trentatré presenze in C1 con un gol; trentadue
in B sempre impreziosite da un bersaglio. Qualche volta si è
lasciato prendere dall’istinto, come a Mantova, ma spesso è
risultato prezioso nel tamponare l’assenza di Cannavaro o
Domizzi. Sessantacinque presenze in due campionati non sono poche.
Ed in serie A, un elemento capace di farsi trovare sempre pronto è
indispensabile. Maldonado, il cui contratto scade nel 2008,
aspetta che il Napoli gli proponga il rinnovo. E’ sereno. Si sente
in una botte di ferro. Se pure la società non gli dovesse
allungare il contratto, la vetrina della massima serie gli
consentirebbe di accasarsi a parametro zero a giugno del 2008
quando arriverà allo svincolo.
Maldonado non dispiace a Reja che ha chiesto di poter contare su
due elementi per ogni ruolo: a destra ci sono Grava e Garics, a
sinistra, Rullo e Cupi, ed al centro Cannavaro, Domizzi, Savini e
Maldonado.
Il paraguaiano fiuta aria di riconferma ma non si fida più di
tanto. Sa che nel calcio tutto può cambiare da un momento
all’altro. «Dipende tutto dal Direttore» , ripete, come a dire: se
mi venisse formulata una proposta di rinnovo, la valuterò; se,
invece, mi si prospetta una sistemazione altrove, prenderò in
considerazione anche quella.
Intanto Maldonado si allena con grande intensità. Vuole farsi
trovare pronto per le prime uscite del Napoli. Ed anche
invogliare qualche estimatore a farsi avanti. C’è tempo fino al
trentuno agosto. «A chi non piacerebbe giocare da titolare? -
sottolinea mentre sale sulla navetta messa a disposizione dagli
organizzatori del ritiro - Se potrò farlo nel Napoli, tanto
meglio. Ormai mi sento legato a questa maglia e alla tifoseria.
In A ho giocato tempo fa, quando arrivai a Venezia ma penso di
poter far meglio ora che ho accumulato esperienza e capito che in
certe circostanze è meglio restare calmi e non cadere nelle
provocazioni».