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«Bravo Napoli». Il messaggio è di Sepp Blatter,
settantunenne ex colonnello dell’esercito svizzero, dal 1998
presidente della Fifa. Raggiunto a Toronto alla vigilia della finale
mondiale under 20 («Apriremo un’inchiesta su quanto è accaduto
l’altra sera dopo la partita del Cile», dice a proposito
dell’arresto dei ventuno calciatori cileni), parla del Napoli e del
calcio italiano. Con il vecchio Napoli vi furono problemi, perché
nell’estate 1992, quando era il segretario generale dell’ente
calcistico mondiale, Blatter spinse Maradona verso Siviglia. Con il
calcio italiano il rapporto è stato tormentato: Blatter adoperò
parole forti dopo lo scandalo della primavera 2006 («Certe cose non
si vedono neanche nei paesi africani») e poi non partecipò alla
premiazione dei campioni azzurri sul palco all’Olympiastadion di
Berlino. Passata la bufera, il presidente della Fifa commenta: «La
situazione del calcio italiano è sicuramente migliorata, anche a
proposito della violenza. Certo, gli episodi che avvengono negli
stadi di tutta Europa mi preoccupano e da parte nostra ci sarà
notevole attenzione». L’elezione di Abete alla presidenza della
Federcalcio rallegra Blatter. «Lo conosco benissimo. Se ha bisogno
di me, sono a sua completa disposizione. Ho molto rispetto verso il
nuovo governo federale e do molto credito al movimento calcistico
italiano». Non si sorprende per le domande sul Napoli, quarto club
in Italia secondo la classifica del tifo. «Bravo Napoli. Il ritorno
in serie A è importante e significativo per la città di Napoli e per
tutto il paese». Entrato nel calcio da poco meno di tre anni, il
presidente De Laurentiis ha grandi progetti: vorrebbe aderire al
G-14 e propone un torneo mondiale dei club. «Buona idea», dice
Blatter, tutt’altro che simpatizzante del G-14. «Ma bisogna fare
attenzione al calendario internazionale, sovraccarico di impegni». A
proposito di tornei: è entrata nel vivo l’operazione Mondiale 2010,
il primo nel continente africano. «Sono convinto che quella in Sud
Africa sarà la migliore edizione nella storia della coppa del mondo.
Sono soddisfatto perché i lavori procedono e, soprattutto,
l’entusiasmo in Sud Africa è fenomenale», nota Blatter. All’aspetto
sociale tiene molto il presidente della Fifa: «Avvertiamo più che
mai la necessità di rivolgerci al mondo intero attraverso il calcio,
vero simbolo di speranza e integrazione. Non siamo i difensori dello
sport più popolare del pianeta, abbiamo quindi una responsabilità
che va al di là dell’organizzazione dei Mondiali e di altre
competizioni. Il dovere della Fifa non è solo salvaguardare la
«Legge del calcio», ma sviluppare il calcio ai quattro angoli del
globo e portare dovunque la speranza. Dobbiamo assumere la
responsabilità sociale che ci spetta». |