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Blatter: Un bene per tutta l'Italia gli azzurri in A

Domenica

22 Luglio 2007

«Bravo Napoli». Il messaggio è di Sepp Blatter, settantunenne ex colonnello dell’esercito svizzero, dal 1998 presidente della Fifa. Raggiunto a Toronto alla vigilia della finale mondiale under 20 («Apriremo un’inchiesta su quanto è accaduto l’altra sera dopo la partita del Cile», dice a proposito dell’arresto dei ventuno calciatori cileni), parla del Napoli e del calcio italiano. Con il vecchio Napoli vi furono problemi, perché nell’estate 1992, quando era il segretario generale dell’ente calcistico mondiale, Blatter spinse Maradona verso Siviglia. Con il calcio italiano il rapporto è stato tormentato: Blatter adoperò parole forti dopo lo scandalo della primavera 2006 («Certe cose non si vedono neanche nei paesi africani») e poi non partecipò alla premiazione dei campioni azzurri sul palco all’Olympiastadion di Berlino. Passata la bufera, il presidente della Fifa commenta: «La situazione del calcio italiano è sicuramente migliorata, anche a proposito della violenza. Certo, gli episodi che avvengono negli stadi di tutta Europa mi preoccupano e da parte nostra ci sarà notevole attenzione». L’elezione di Abete alla presidenza della Federcalcio rallegra Blatter. «Lo conosco benissimo. Se ha bisogno di me, sono a sua completa disposizione. Ho molto rispetto verso il nuovo governo federale e do molto credito al movimento calcistico italiano». Non si sorprende per le domande sul Napoli, quarto club in Italia secondo la classifica del tifo. «Bravo Napoli. Il ritorno in serie A è importante e significativo per la città di Napoli e per tutto il paese». Entrato nel calcio da poco meno di tre anni, il presidente De Laurentiis ha grandi progetti: vorrebbe aderire al G-14 e propone un torneo mondiale dei club. «Buona idea», dice Blatter, tutt’altro che simpatizzante del G-14. «Ma bisogna fare attenzione al calendario internazionale, sovraccarico di impegni». A proposito di tornei: è entrata nel vivo l’operazione Mondiale 2010, il primo nel continente africano. «Sono convinto che quella in Sud Africa sarà la migliore edizione nella storia della coppa del mondo. Sono soddisfatto perché i lavori procedono e, soprattutto, l’entusiasmo in Sud Africa è fenomenale», nota Blatter. All’aspetto sociale tiene molto il presidente della Fifa: «Avvertiamo più che mai la necessità di rivolgerci al mondo intero attraverso il calcio, vero simbolo di speranza e integrazione. Non siamo i difensori dello sport più popolare del pianeta, abbiamo quindi una responsabilità che va al di là dell’organizzazione dei Mondiali e di altre competizioni. Il dovere della Fifa non è solo salvaguardare la «Legge del calcio», ma sviluppare il calcio ai quattro angoli del globo e portare dovunque la speranza. Dobbiamo assumere la responsabilità sociale che ci spetta».

 Fonte: Gazzetta dello Sport

 

                 

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