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Tortuoso il mercato del Napoli tra colpi
realizzati e affari saltati. Presi Hamsik e Lavezzi, il presidente
De Laurentiis e il direttore generale Marino hanno frenato su
Bianchi, volato al Manchester City, e su Gargano, il centrocampista
uruguaiano poco utilizzato in Coppa America e diventato celebre
grazie alla trattativa avviata dal Napoli con il Danubio e il
procuratore Betancour. E c’è stato un rifiuto del club: no a
Matuzalem, il brasiliano che aveva indossato la maglia azzurra per
due stagioni, dal 1999 al 2001, ed era poi tornato alla casa madre
del Parma. Pupillo dell’allenatore Novellino, che lo pedinava nei
ristoranti di piazza Sannazzaro (troppa mozzarella) e nei pub di
piazza San Pasquale (troppa birra), fondamentale nella stagione
della promozione in A, il centrocampista ha raggiunto la piena
maturità professionale. A 27 anni, dopo aver giocato per tre
stagioni con lo Shakhtar Donetsk, vincendo due campionati in Ucraina
e partecipando alla Champions League, Matuzalem aveva deciso di
tornare nell’Europa che conta. I suoi procuratori Filippo Fusco e
Fulvio Marrucco avevano tentato di realizzare il sogno del loro
assistito, campione del mondo under 17 con la Seleçao e amico del
cuore di Ronaldinho: «Voglio tornare a Napoli». Il colloquio con
Marino, l’uomo mercato di De Laurentiis, c’è stato. Ma la trattativa
non è partita perché, al di là dell’elevato ingaggio di Matuzalem
(poco meno di due milioni di euro assicurati dallo Shakhtar: il
giocatore era disposto a una robusta riduzione dello stipendio per
giocare nuovamente al San Paolo), c’era un ostacolo insormontabile:
«Niente ex, non prendiamo giocatori che appartengono al passato del
Napoli». De Laurentiis vuole un taglio netto con l’altra società,
quella fallita il 2 agosto 2004, e infatti, quando si accordò con i
giudici a Castelcapuano, non avrebbe voluto rilevare i contratti dei
dipendenti in servizio al Centro Paradiso. Per quanto riguarda i
calciatori fatte solo tre eccezioni: Montervino e Montesanto, i
centrocampisti che Ventura trovò sul prato del campo di Paestum
quando cominciò l’avventura della Napoli soccer, e Paolo Cannavaro,
tornato un anno fa, alla scadenza del contratto che lo legava al
Parma. Tre rientri a costo zero. «Niente ex» e così Matuzalem ha
puntato lo sguardo verso la Spagna. Grazie alla norma Fifa che
consente ai calciatori che hanno compiuto 27 anni di rescindere
unilateralmente il contratto dopo due stagioni trascorse presso lo
stesso club, il brasiliano ha firmato per gli spagnoli del Real
Saragozza, che ha firmato altri colpi (sono arrivati dal Valencia il
difensore Ayala, l’argentino che giocò a Napoli dal 1995 al 1998, e
l’attaccante Oliveira, ceduto in comproprietà dal Milan) e punta a
vincere la Liga 2007-2008. Allo Shakhtar, che aveva proposto al
brasiliano un notevole ritocco sull’ingaggio per convincerlo a non
muoversi dall’Ucraina, andrà un indennizzo da stabilire, comunque
non inferiore ad otto milioni di euro. E Napoli? Un sogno che
Matuzalem conta di realizzare in futuro: «Sono stato a Napoli tre
settimane fa da turista, la città e la squadra restano nel mio
cuore. Spero di avere la possibilità di indossare la maglia azzurra
prima della fine della carriera». |