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Cupi: Napoli, sono pronto

Lunedì

16 Luglio 2007

Cupi, saremo banali: ma come si sente, oggi?
«Non esagero, ma mi pa­re di essere rinato. Un anno da ammalato, da lungo de­gente, non passa mai. Tu che corricchi a bordo cam­po e i tuoi compagni che preparano la partita; tu che vai a casa e loro che vivono le tensioni del ritiro. Si sta male dentro».
Un grazie a chi?
«Devo pretendere la possibilità di ringraziare due persone, che mi sono state vicine e mi hanno concesso una possibilità più unica che raro. Comincio da Marino, che ha ignorato le abitudini del calcio per casi simili: in genere, per un giocatore che sta fermo per un periodo così lungo, si chiede la rescissione. A me ha proposto il contratto. E poi grazie a Reja, che mi ha fatto sentire sempre protagonista, anche se non lo ero».
A se stesso deve qualcosa?
«Ci ho creduto sempre, non ho mai mollato, mi sono sempre allenato mettendoci tutto quello che avevo. Il Napoli mi ha premiato oltre i miei meriti, però sento di essere stato determinato».
Cosa pensa di poter dare a questo Napoli?
«La mia esperienza, perché un po’ ne ho accumulato e l’inattività non me l’ha fatta dimenticare. E poi la mia voglia di esserci. Io non vedo l’ora di essere al campo, di risentirmi un giocatore a tempo pieno».
Sa quel che l’attende?
«Tatticamente, sì. E anche fisicamente, psicologicamente. So che se giochiamo a tre potrei essere uno dei difensori centrali; so che se giochiamo a quattro potrei essere l’esterno sinistro. So che i primi giorni saranno difficili, ma mai come gli ultimi trecento e passa».
Un’estate al mare: a lavorare.
«Ma questi sono stati gli allenamenti più belli della mia carriera. Mi hanno restituito una serenità interiore che rischiavo di perdere. Il primo momento esaltante è stato l’offerta del contratto da parte del Napoli; il secondo, questi giorni d’avvicinamento al ritiro».
Come si presenterà in Austria?
«Tirato a lucido e in perfetta forma fisica. Mi sento benissimo, completamente recuperato. Mi sento motivato come nessun altro e non potrebbe essere diversamente. Mi sento gratificato da un’attenzione speciale, perché so bene che non capita a tutti un’opportunità simile. E allora: non mi resta che uscire dal campo sudato, sempre; anzi, stremato».
Cosa chiede al destino, ora?
«Di lasciarmi in pace, perché penso di aver dato. E poi di concedermi la possibilità di ripagare il Napoli: Reja può chiedermi quel che vuole, farò il matto per accontentarlo e per ricambiare la stima concessami tanto da lui, quanto da Marino. Il Napoli ha un jolly su cui contare. E, soprattutto, un uomo felice».

Fonte: Corriere dello Sport

 

                           

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