Eccoli
qua, si ricomincia da loro. Da Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik.
Presente e futuro. Il Napoli muove i primi passi in serie A. E lo fa
con le gambe giovani e virtuose di due talenti. Scovati, voluti,
attesi, finalmente li conosciamo. Napoli, curiosa, li aspetta. De
Laurentiis, invece, va oltre e li psicanalizzerà: «Voglio guardarli
negli occhi, capire se sono da Napoli». Oggi comincia l'avventura.
Sei anni dopo l'ultima comparsata in A, siamo di nuovo tra le
grandi. Là, dove la città pretende d'essere,
là, dove la società s'era data appuntamento col
calcio che conta in una calda estate tra i faldoni di un Tribunale.
Si parte, allora. Essì, perchè se pure il raduno è soltanto domani a
Roma per tutti o quasi, la A è già oggi. E' nelle facce di due
sbarbatelli con i piedi che fanno carezze e la testa matura che
hanno quei ragazzini che hanno lasciato casa per rincorrere un
pallone. Uno, lo slovacco, di Napoli saprà già tutto. I vent'anni
della carta d'identità sono da elevare al quadrato. A Brescia s'è
fatto le ossa. E quelle gambe graciline e la faccia scavata, non
ingannino. A metà campo sa farsi rispettare.
Governa. L'altro, l'argentino, è invece tutto da
scoprire. Di lui dicono faccia dribbling, piroette e giocate da
sballo a ritmo di tango. Lo chiamano "El Pocho", il fulmine, qualche
altro "El loco", il matto. Che sia uno oppure l'altro lo capiremo
presto, intanto gli stringiamo la mano e gli diamo il benvenuto.
Napoli sarà casa sua. Sosa lo ha rassicurato. «E' come Buonos Aires,
e poi qui c'è stato Diego», la musa ispiratrice. a un paio di giorni
viaggia per l'Italia. Milano, Roma, oggi Napoli, ma
tante cose già le sa. Prima Diaz, poi il Pampa, e
ancora tutti quelli che lo hanno riconosciuto e fermato per strada,
gli hanno chiesto o raccontato. Lavezzi è l'uomo dei sogni. Il
funambolo che tiene buoni pure quelli che s'aspettavano un mercato
pirotecnico. E invece, tante trattative ma nessuna somiglia a quel
"colpo" che e Laurentiis ha promesso. Oggi, Marino farà il punto.
Qualcuno
profetizza pure un annuncio a sorpresa, chissà.
Di certo, è un mercato complicato. Brighi da ieri è in ritiro con la
Roma. Ha un accordo col Napoli ma è prigioniero del caso Chivu: se
il rumeno resta, lui va via sicuro per fare cassa eppure non è
nemmeno escluso un prestito con "lite" sicura sul diritto di
riscatto. Un casino, insomma. Più o meno come per gli altri. Su
Blasi c'è concorrenza, ma la Juve lo
da e la trattativa va avanti. Gobbi invece è un
pallino di Reja, e il no della Fiorentina non deve spaventare:
l'operazione si può fare. Così come calde sono le pisteper l'esterno
Walter Lopez, per il bomber Pellè (offerto Bucchi in prestito e 3,5
milioni per la metà), per Cacia e Semioli. Discorso diverso il caso
Gargano. L'accordo col Danubio c'è (3,3 milioni), col giocatore
pure: accordo quinquennale, 280 mila euro il primo anno, 400 il
secondo se giocherà almeno 30 partite, poi a scalare. Oggi atteso il
suo sì via fax. Mercoledì sarà a Roma: stretta di mano con Pier
Paolo Marino e corsa in ambasciata per il rilascio del passaporto
comunitario. La storia sembra all'ultima puntata. Non se ne poteva
più.