Entusiasmo
e delusioni, affari chiusi, accordi saltati, situazioni ancora da
decifrare: da Bianchi a Nocerino passando per Esposito, l’estate
del mercato azzurro è un cocktail di emozioni e di sussulti.
L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda Walter Gargano.
L’uruguaiano pareva già azzurro e parlava da napoletano («Vengo
perché è un club importante. Perché ha progetti ambiziosi e voglio
farne parte. Sono convinto che in pochi anni il Napoli tornerà nel
calcio internazionale») ma non aveva fatto i conti con le sirene
del mercato tricolore che sono insistenti e tenaci: nell’affare
s’è inserita l’Udinese che ha alzato l’offerta di ingaggio
(300mila euro, contro i 170mila del Napoli). Così il ragazzo ha
smesso di sentirsi napoletano e s’è messo alla finestra, per
assistere all’asta. Andrà da chi gli offre più denari. Nel
frattempo la sua società, il Danubio di Montevideo, aspetta. E
resta in attesa pure il Valencia che vorrebbe provare a portarlo
in Spagna: così l’affare già fatto è diventata una trattativa più
complessa del previsto. Questo atteggiamento ha fatto raffreddare
il Napoli. Pierpaolo Marino potrebbe anche tentare di far valere
un accordo già preso con la società uruguaiana, ma la politica del
club non prevede di portare in maglia azzurra chi non ha voglia di
venirci o chi mercanteggia sull’ingaggio: chi sposa il progetto
deve farlo perché ci crede, non (solo) perché guadagna fior di
quattrini. Il concetto è stato ribadito ieri dal presidente De
Laurentiis ai microfoni di Sky: «Tutti coloro che dicono andrei di
corsa al Napoli e poi complicano la trattativa, non sono poi così
desiderosi di arrivare», ha spiegato, parlando dei contatti
falliti con Rolando Bianchi e con il napoletano Antonio Nocerino.
In riferimento ai giocatori napoletani, il presidente ha chiarito:
«C’è una grande difficoltà nel far venire i napoletani, forse
perchè il pubblico gli chiederebbe di più proprio perché sono
della città». E, a proposito di pressione, il presidente ha voluto
sollevare Lavezzi da una grande responsabiità: «Sento dire che
viene ritenuto l’erede di Maradona ma io non caricherei i
giocatori che devono venire a Napoli di troppe responsabilità,
Maradona è stato il più grande di tutti, ma ce ne è stato uno
soltanto». A De Laurentiis che l’aveva paragonato a un divo per le
pretese economiche, ieri ha risposto Rolando Bianchi dopo aver
ufficializzato il suo passaggio al Manchester: «Ci sono rimasto
molto male per ciò che ha detto De Laurentiis: lo considero un
uomo colto e non mi aspettavo giudicasse una persona senza mai
averla conosciuta». Intanto, ieri Nocerino ha raggiunto la Juve in
ritiro a Pinzolo. Il suo club voleva girarlo all’Udinese per avere
un’opzione futura su Quagliarella, lui non vuole andarci e resterà
alla corte di Ranieri.