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Lavezzi: Il Napoli mi porterà in Nazionale

Sabato

07 Luglio 2007

Con il suo procuratore era stato chiaro: o l’Italia o la Spagna. Per nessun altro Paese e per nessun altro campionato Ezequiel Ivan Lavezzi detto «el pocho», il fulmine, sarebbe andato via dall’Argentina. E allora, soddisfatto? «E come potrebbe essere il contrario: giocare nella città, nello stadio, con la stessa maglia che fu di Maradona non sarà solo un piacere, sarà anche un onore». Non sarà l’unico argentino. «Lo so, c’è Sosa El pampa. Un grande pure lui. Il suo aiuto mi sarà prezioso». Un passo indietro. Quando e come ha saputo che la trattativa con il Napoli era stata chiusa? «Sapevo che i dirigenti del San Lorenzo e del Napoli ormai erano vicinissimi all’accordo, ma sa come vanno queste cose: sino a quando non c’è nero su bianco...» Poi? «Poi, giovedì sera mi ha chiamato il mio procuratore: è fatta, sei del Napoli, mi ha detto. Ma è stata una conferma. Dieci minuti prima, infatti, mi aveva chiamato un amico e mi aveva detto del trasferimento». E il suo primo pensiero? «Ho guardato indietro. Non fosse stato un club importante italiano o spagnolo, infatti, mai avrei lasciato il San Lorenzo. Questo club lo sento mio e un giorno tornerò a giocarci». Che fa, si sta pentendo? «No. Non è così. Lasciare la propria terra e la propria squadra mette un po’ di malinconia, questo è certo, ma sono un professionista del pallone e l’Europa, l’Italia, il Napoli non potranno che migliorarmi». In verità è il Napoli che ha ingaggiato lei per migliorarsi. «Cresceremo insieme. Ne sono certo. Io ho una gran voglia di affermarmi e il Napoli, lo so, ha grandi progetti. Sì, è la scelta giusta. Il Napoli mi aiuterà a conquistare definitivamente anche la Nazionale». A Napoli quando arriverà? «Il Napoli mi avrebbe voluto subito per le visite mediche, poi il direttore generale azzurro e il mio procuratore hanno trovato un accordo: sarò a Napoli uno o due giorni prima del 14 luglio, giorno del raduno». Che cosa sa del Napoli? «Che è stata la squadra di Maradona. Che è una città che vive anche di calcio. Che ha una curva fantastica. Il resto lo scoprirò un po’ alla volta». Lei gioca col numero dieci... «Sì, lo stesso che aveva Lui. Ma non lo chiederò. Se capiterà...» Non capiterà. Non sa che in onore di Maradona il Napoli la «10» l’ha ritirata? «No, non lo sapevo. Giusto. Una bella cosa. Prenderò il numero che mi capiterà». Tecnicamente Lavezzi come lo presenterebbe? «Una seconda punta. Un uomo-assist. Non ho mai fatto tanti tanti gol, però ne ho fatti fare tanti ai centravanti». Bene. Benissimo. Calaiò le sarà grato.

 Fonte: Il Mattino

 

                           

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