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Con
il suo procuratore era stato chiaro: o l’Italia o la Spagna. Per
nessun altro Paese e per nessun altro campionato Ezequiel Ivan
Lavezzi detto «el pocho», il fulmine, sarebbe andato via
dall’Argentina. E allora, soddisfatto? «E come potrebbe essere il
contrario: giocare nella città, nello stadio, con la stessa maglia
che fu di Maradona non sarà solo un piacere, sarà anche un onore».
Non sarà l’unico argentino. «Lo so, c’è Sosa El pampa. Un grande
pure lui. Il suo aiuto mi sarà prezioso». Un passo indietro. Quando
e come ha saputo che la trattativa con il Napoli era stata chiusa?
«Sapevo che i dirigenti del San Lorenzo e del Napoli ormai erano
vicinissimi all’accordo, ma sa come vanno queste cose: sino a quando
non c’è nero su bianco...» Poi? «Poi, giovedì sera mi ha chiamato il
mio procuratore: è fatta, sei del Napoli, mi ha detto. Ma è stata
una conferma. Dieci minuti prima, infatti, mi aveva chiamato un
amico e mi aveva detto del trasferimento». E il suo primo pensiero?
«Ho guardato indietro. Non fosse stato un club importante italiano o
spagnolo, infatti, mai avrei lasciato il San Lorenzo. Questo club lo
sento mio e un giorno tornerò a giocarci». Che fa, si sta pentendo?
«No. Non è così. Lasciare la propria terra e la propria squadra
mette un po’ di malinconia, questo è certo, ma sono un
professionista del pallone e l’Europa, l’Italia, il Napoli non
potranno che migliorarmi». In verità è il Napoli che ha ingaggiato
lei per migliorarsi. «Cresceremo insieme. Ne sono certo. Io ho una
gran voglia di affermarmi e il Napoli, lo so, ha grandi progetti.
Sì, è la scelta giusta. Il Napoli mi aiuterà a conquistare
definitivamente anche la Nazionale». A Napoli quando arriverà? «Il
Napoli mi avrebbe voluto subito per le visite mediche, poi il
direttore generale azzurro e il mio procuratore hanno trovato un
accordo: sarò a Napoli uno o due giorni prima del 14 luglio, giorno
del raduno». Che cosa sa del Napoli? «Che è stata la squadra di
Maradona. Che è una città che vive anche di calcio. Che ha una curva
fantastica. Il resto lo scoprirò un po’ alla volta». Lei gioca col
numero dieci... «Sì, lo stesso che aveva Lui. Ma non lo chiederò. Se
capiterà...» Non capiterà. Non sa che in onore di Maradona il Napoli
la «10» l’ha ritirata? «No, non lo sapevo. Giusto. Una bella cosa.
Prenderò il numero che mi capiterà». Tecnicamente Lavezzi come lo
presenterebbe? «Una seconda punta. Un uomo-assist. Non ho mai fatto
tanti tanti gol, però ne ho fatti fare tanti ai centravanti». Bene.
Benissimo. Calaiò le sarà grato. |