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Calaiò, filo diretto con i tifosi

Venerdì

15 Giugno 2007

L'attaccante per più di un'ora ha risposto nella redazione napoletana della Gazzetta alle centinaia di telefonate dei supporter. "Tra due anni punto a partecipare ai Mondiali". E quasi rimprovera quelli che lo paragonano a Maradona: "Non esageriamo" . Un'ora e più a rispondere alle chiamate dei tifosi. Altre decine di telefonate respinte perché arrivate fuori orario: un vero e proprio plebiscito per Emanuele Calaiò che, ieri mattina, ha partecipato al filo diretto coi tifosi organizzato nella sede della redazione napoletana.

Il primo squillo arriva da Napoli ed è Ettore Brianza che gli chiede: "Sei contento di aver scelto Napoli?". La risposta è sincera: "Tornassi indietro, rifarei mille volte la stessa scelta. Qui ho vinto 2 campionati senza contare, poi, che mia moglie è napoletana come mio figlio. E lo sarà anche la bambina che nascerà a settembre". L'interesse maggiore è sul futuro: "Resterai ancora qui per i prossimi anni?", gli domanda Giuseppe Pagliuca, che chiama da Arcore (Mi). "Ho un contratto fino al 2011 e se la società vuole sono pronto a firmare a vita per il Napoli", confida l’attaccante.

Da Castellammare di Stabia (Na), Roberto Fiorentino gli chiede del rigore sbagliato contro il Modena: "Che cos'hai provato?". Calaiò racconta quei momenti: "Che sarebbe stato un errore perdonabile dopo tutto quanto fatto quest’anno". Da Salerno, chiama Giovanni Mangone: "Emanuele, qual è la tua spalle ideale?». È un po' imbarazzato, l’attaccante: «Non lo so. In questi anni ho giocato con Sosa, Pià, De Zerbi, Bucchi, compagni coi quali mi sono trovato bene". Lorenzo Caputo, da Napoli, apre al calciomercato: "E se arrivasse Marco Borriello?". "Sarebbe il benvenuto. È un giocatore di buona qualità. Ci andrei d'accordo sicuramente", lo rasserena Calaiò.

Sull'attaccante del Milan si apre una discussione tra i nostri lettori e la punta napoletana: "Io ti vedrei bene in coppia con Borriello", gli dice Daniele Gervasio, da Grumo Nevano (Na). Ed Emanuele ribatte: "Si parla tanto di lui, ma molto dipenderà anche da come giocheremo l’anno prossimo". Gianni Marigliano, da Napoli, allora gli chiede: "Che modulo prediligi?". La risposta è immediata: "Il 4-4-2, ma ho dimostrato di sapermi adattare anche ad un tipo di atteggiamento diverso in questi anni. E devo dire grazie a Reja se oggi mi sento un attaccante completo".

C'è pure chi ha scommesso sul futuro di Calaiò. Si tratta di Antonio Romeri, da Bisaccia (Av): "Ho puntato sulla tua convocazione in nazionale tra due anni, per il mondiale. Vincerò?". L’attaccante ride divertito: "Farò di tutto per migliorarmi e cercare di farti vincere, va bene?". Qualche altro ha scommesso sui suoi gol: "Manuele sei grande, grazie. Avevo scommesso con un mio amico che avresti segnato più di 10 reti ed ho vinto", gli dice Francesco Grimaldi, da Napoli. "Sono contento di averti aiutato. Continua a scommettere, mi porti bene", ribatte il giocatore.

La battuta del momento è di Gaetano Aiardo, da Napoli, che gli chiede sul futuro e, poi, conclude: "Manue', dì a De Laurentiis e Marino che la pensione te la daremo noi se resterai fino ad allora". Calaiò lo incoraggia: "Fai bene, sono d’accordo, io ci sto". Francesco De Cesare, chiama da Salerno: "Che emozione ha provato, a Marassi?". L'argomento riporta il giocatore alla sfida promozione: "Ho pianto, perché la gioia è stata immensa. Io mi sento napoletano, sto qui da 7 anni, da quando conosco mia moglie". Si discute anche di fantacalcio: "Manuele, ti ho già scelto per il fantacalcio Gazzetta per il prossimo anno. Ho fatto bene?". "Sicuramente", lo tranquillizza l'interessato. Il pubblico femminile è presente con la telefonata di Alina Piscopo, di Arzano (Na): "Ti piace giocare con Pià?", gli chiede. L’attaccante conferma: "Certo, tecnicamente è molto bravo. In C1 abbiamo disputato una buona stagione giocando insieme".

Argomento nazionale. Lo introduce Fabio Amoroso, da Avellino: "Ci pensi mai alla maglia azzurra?". "Sì, tanto, ma per essere convocato devi dimostrare in serie A quanto vali. Col Napoli spero di riuscirci", dice Calaiò che accetta il consiglio di Dario Cardinale, da Napoli: "Per andare in nazionale devi imparare a giocare anche di destro, concordi?". L’attaccante gli dà ragione: "E' così, lavorerò molto quest'anno per migliorarmi".

Nella fantasia delle gente c'è di tutto, persino di cambiare volto alla piazza della stazione centrale. L'idea è di Vincenzo Fera, che telefona da Napoli. A Calaiò dice: "Manuele, resta con noi a vita. Se mi dici di sì, allora andremo a togliere la statua di Garibaldi e metteremo la tua". Da Udine arriva il sacrilegio: "Calaiò, tu sei l'erede di Maradona», gli dice Vincenzo Toma. L’attaccante, quasi quasi, lo rimprovera. "No, non puoi paragonarmi a Diego, commetti un peccato grave. Lui è stato unico, io sono uno dei tanti". Da Brescia, una gentile voce chiede a Calaiò notizie sulle contestazioni del San Paolo: "Non vi hanno dato fastidio?". Lui ribatte: "Fanno parte del gioco. La gente avrebbe voluto vedere tanti gol, un gioco spettacolare. Invece, si è dovuta accontentare di una squadra poco brillante, ma molto pratica. Ed alla fine ha capito benissimo, sostenendoci come non mai".

 Fonte: Gazzetta.it

 

                         

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