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L'attaccante
per più di un'ora ha risposto nella redazione napoletana della
Gazzetta alle centinaia di telefonate dei supporter. "Tra due
anni punto a partecipare ai Mondiali". E quasi rimprovera quelli che
lo paragonano a Maradona: "Non esageriamo" . Un'ora e più a
rispondere alle chiamate dei tifosi. Altre decine di telefonate
respinte perché arrivate fuori orario: un vero e proprio plebiscito
per Emanuele Calaiò che, ieri mattina, ha partecipato al filo
diretto coi tifosi organizzato nella sede della redazione
napoletana.
Il primo squillo arriva da Napoli ed è Ettore Brianza che gli
chiede: "Sei contento di aver scelto Napoli?". La risposta è
sincera: "Tornassi indietro, rifarei mille volte la stessa scelta.
Qui ho vinto 2 campionati senza contare, poi, che mia moglie è
napoletana come mio figlio. E lo sarà anche la bambina che nascerà a
settembre". L'interesse maggiore è sul futuro: "Resterai ancora qui
per i prossimi anni?", gli domanda Giuseppe Pagliuca, che chiama da
Arcore (Mi). "Ho un contratto fino al 2011 e se la società
vuole sono pronto a firmare a vita per il Napoli", confida
l’attaccante.
Da Castellammare di Stabia (Na), Roberto Fiorentino gli chiede del
rigore sbagliato contro il Modena: "Che cos'hai provato?".
Calaiò racconta quei momenti: "Che sarebbe stato un errore
perdonabile dopo tutto quanto fatto quest’anno". Da Salerno, chiama
Giovanni Mangone: "Emanuele, qual è la tua spalle ideale?». È un po'
imbarazzato, l’attaccante: «Non lo so. In questi anni ho giocato con
Sosa, Pià, De Zerbi, Bucchi, compagni
coi quali mi sono trovato bene". Lorenzo Caputo, da Napoli, apre al
calciomercato: "E se arrivasse Marco Borriello?". "Sarebbe il
benvenuto. È un giocatore di buona qualità. Ci andrei d'accordo
sicuramente", lo rasserena Calaiò.
Sull'attaccante del Milan si apre una discussione tra i
nostri lettori e la punta napoletana: "Io ti vedrei bene in coppia
con Borriello", gli dice Daniele Gervasio, da Grumo Nevano (Na).
Ed Emanuele ribatte: "Si parla tanto di lui, ma molto dipenderà
anche da come giocheremo l’anno prossimo". Gianni Marigliano, da
Napoli, allora gli chiede: "Che modulo prediligi?". La risposta è
immediata: "Il 4-4-2, ma ho dimostrato di sapermi adattare
anche ad un tipo di atteggiamento diverso in questi anni. E devo
dire grazie a Reja se oggi mi sento un attaccante completo".
C'è pure chi ha scommesso sul futuro di Calaiò. Si tratta di
Antonio Romeri, da Bisaccia (Av): "Ho puntato sulla tua convocazione
in nazionale tra due anni, per il mondiale. Vincerò?". L’attaccante
ride divertito: "Farò di tutto per migliorarmi e cercare di farti
vincere, va bene?". Qualche altro ha scommesso sui suoi gol: "Manuele
sei grande, grazie. Avevo scommesso con un mio amico che avresti
segnato più di 10 reti ed ho vinto", gli dice Francesco Grimaldi, da
Napoli. "Sono contento di averti aiutato. Continua a scommettere, mi
porti bene", ribatte il giocatore.
La battuta del momento è di Gaetano Aiardo, da Napoli, che gli
chiede sul futuro e, poi, conclude: "Manue', dì a De Laurentiis
e Marino che la pensione te la daremo noi se resterai fino ad
allora". Calaiò lo incoraggia: "Fai bene, sono d’accordo, io ci
sto". Francesco De Cesare, chiama da Salerno: "Che emozione ha
provato, a Marassi?". L'argomento riporta il giocatore alla
sfida promozione: "Ho pianto, perché la gioia è stata immensa. Io mi
sento napoletano, sto qui da 7 anni, da quando conosco mia moglie".
Si discute anche di fantacalcio: "Manuele, ti ho già scelto per il
fantacalcio Gazzetta per il prossimo anno. Ho fatto bene?".
"Sicuramente", lo tranquillizza l'interessato. Il pubblico femminile
è presente con la telefonata di Alina Piscopo, di Arzano (Na): "Ti
piace giocare con Pià?", gli chiede. L’attaccante conferma: "Certo,
tecnicamente è molto bravo. In C1 abbiamo disputato una buona
stagione giocando insieme".
Argomento nazionale. Lo introduce Fabio Amoroso, da Avellino: "Ci
pensi mai alla maglia azzurra?". "Sì, tanto, ma per essere convocato
devi dimostrare in serie A quanto vali. Col Napoli spero di
riuscirci", dice Calaiò che accetta il consiglio di Dario Cardinale,
da Napoli: "Per andare in nazionale devi imparare a giocare anche di
destro, concordi?". L’attaccante gli dà ragione: "E' così, lavorerò
molto quest'anno per migliorarmi".
Nella fantasia delle gente c'è di tutto, persino di cambiare volto
alla piazza della stazione centrale. L'idea è di Vincenzo Fera, che
telefona da Napoli. A Calaiò dice: "Manuele, resta con noi a vita.
Se mi dici di sì, allora andremo a togliere la statua di
Garibaldi e metteremo la tua". Da Udine arriva il sacrilegio: "Calaiò,
tu sei l'erede di Maradona», gli dice Vincenzo Toma.
L’attaccante, quasi quasi, lo rimprovera. "No, non puoi paragonarmi
a Diego, commetti un peccato grave. Lui è stato unico, io sono uno
dei tanti". Da Brescia, una gentile voce chiede a Calaiò notizie
sulle contestazioni del San Paolo: "Non vi hanno dato fastidio?".
Lui ribatte: "Fanno parte del gioco. La gente avrebbe voluto vedere
tanti gol, un gioco spettacolare. Invece, si è dovuta accontentare
di una squadra poco brillante, ma molto pratica. Ed alla fine ha
capito benissimo, sostenendoci come non mai". |