Panchina
lunga, la parolina magica del Napoli. A casa Reja non esiste la
disoccupazione, c’è un posto al sole per tutti. Anzi, a volte,
non c’è posto per tanti e si finisce in tribuna. «Il nostro
parco giocatori è molto ampio e appena si ambienteranno i nuovi
vedrete... », con queste parole Aurelio De Laurentiis lunedì
s’è fatto bello della sua cricca. I cast dei film lui è abituato a
comporli ricchi, ricchissimi, praticamente in surplus. Quello del
Napoli non è da meno.
DUE NAPOLI - Se non fosse per il vuoto ancestrale che regna
sovrano sulla fascia sinistra, il suo clan-calcistico potrebbe
disporre di un doppione per ogni ruolo. In pratica, Reja, volendo,
è in grado di schierare due formazioni a sabato (indisposizioni
permettendo...). La rosa azzurra ha tanti petali (e qualche
spina...), comprende ventidue giocatori più Cupi che è stato
reintegrato dopo la riabilitazione. I famosi ventidue (meno
Gianello...) sono stati impiegati in toto da settembre ad oggi:
chi più e chi meno (ovvio) ma ognuno ha avuto il suo momento di
celebrità in campionato. La panchina lunga (tra le più utilizzate
di tutta la B) e il turn-over hanno permesso a Reja di ovviare
alle assenze e di variare in corsa il modulo per tutte quelle
volte che l’ha fatto. Se non avesse potuto attingere da quel
bendiddio non avrebbe mai potuto montare e smontare il
giocattolone.
LE PRESENZE - Tutti in campo nelle prime 19 giornate di
questa grande B. E’ così. Iezzo è l’uomo che non deve chiedere
mai di essere sostituito (19 presenze), è il top dei top. Seguono
gli altri, nel dettaglio srotoliamo le loro presenze. Nell’ordine:
Grava (18), Cannavaro, Calaiò e Bogliacino (17), Domizzi e Bucchi
(16), De Zerbi (15). Poi c’è un trittico che è formato da Dalla
Bona, Amodio e Maldonado (14 presenze). A scendere s’incontra la
coppia Montervino-Savini (13), Trotta (a 12), il duo Pià-Sosa
(11), Giubilato (9), Capparella (7) e Gatti (con 6). Chiudono il
listone i poco utilizzati Garics (3 presenze) e Vitale (1 sola),
Gianello e Cupi immobili a quota zero, ma pronti a cogliere
l’occasione: verranno utili.
I RITORNI - Per un Calaiò che esce ci sono un Cannavaro e
un Grava che rientreranno a Lecce dopo aver scontato la
squalifica che gli era caduta tra capo e collo. Loro erano
appiedati e ci hanno pensato Giubilato e Trotta a farne le veci
senza che la classifica del Napoli ne risentisse. Così è avvenuto
in passato con altre staffette (Amodio-Dalla Bona e viceversa) e
avverà sabato prossimo in terra pugliese: l’arciere-Emanuele deve
scontare il suo nuovo stop, Reja ha il materiale adatto per far
fronte alla ristrettezza.
I NUOVI - «E quando si ambienteranno i nuovi vedrete!».Quella
del boss De Laurentiis non è stata una minaccia sportiva ma poco
ci è mancato che lo fosse (che i nuovi però si sbrighino...).