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Aveva
perso la fiducia. No, non la sua. Quella della gente. E pure quella
dell’allenatore, che dopo averlo provato e riprovato in un
impossibile tridente gli aveva riservato la panchina. «Bucchi? È un
centrale. Proprio come Calaiò. E al momento debbo fare scelte anche
dolorose», aveva detto Reja. Parole forti. Pesanti come bastonate
per il giovanotto prima stella del mercato. Lui, il re del gol della
serie B, messo da parte. Mortificato. Fatto fuori, insomma. No,
Bucchi non l’aveva proprio immaginata così quest’avventura azzurra.
«Però non penso di andar via», confida nei momenti bui. Vero o
falso? Boh. Di sicuro vive male l’esperienza. Palpabili e mai
sfuggiti al club le sue preoccupazioni, i suoi timori, fors’anche la
sua voglia di scappare. «Ma non se ne va. Resta con noi, la sua
piazza è Napoli. A lui e al suo procuratore ho spiegato le cose come
stanno. Debbono star tranquilli», spiega De Laurentiis. E se tocca
al presidente restituire certezze all’attaccante, ridargli la
serenità perduta assieme al gol, è addirittura Calaiò che pensa a
ridargli il posto in squadra. Cesena-Napoli: cartellino rosso e due
giornate. È così che Calaiò reinfila Bucchi in squadra. E Bucchi non
perde l’occasione. Così così col Mantova, bene benissimo col
Brescia. E segna pure. Morale: contro Modena e Verona la coppia si
riforma. E Bucchi? Così così col Modena, bene benino col Verona. Ma
a trasformare in felice passerella la sua ultima partita ci pensa
un’altra volta lui: Calaiò. Nuovo cartellino rosso e Bucchi padrone
solitario dell’attacco. E del dischetto quando gli tocca tirare quel
rigore che vale tre punti e il primo posto. Ebbene, Bucchi nel
momento decisivo recupera il cinismo, la freddezza, la mira di chi
dagli undici metri è buon maestro: destro secco e palla alta,
angolata, imprendibile. Liberatori l’urlo, la corsa verso quei
tifosi che prima ancora di segnare aveva invitato ad incitare la
squadra in sofferenza ma mai doma. E al gol di Bucchi, seminascosto
sulle scale che salgono al campo, Calaiò salta di gioia. In fondo
chi più di lui ha fatto per l’amico ora partner e ora concorrente? E
allora, bomber ritrovato? Beh, questo è da dimostrare. Certo, però,
se come racconta chi gli è amico «Bucchi va a mille solo quando si
sente benvoluto ed importante», ebbene, questo gol pesante e da
primato può far molto. Fondamentali, forse, le prossime due gare. Se
giocherà partite convincenti, se magari metterà in porta un altro
bel pallone, allora sì che lui e il Napoli potranno dichiararsi più
uniti e più ottimisti. Appuntamento a Lecce, dunque. Anche perché
Bucchi ha sicuramente fatto una scommessa con se stesso: segnare un
gol pure fuori casa. Curioso eppure vero, infatti, il centrattacco
azzurro i suoi otto gol (cinque in campionato e tre nella coppa
Italia) li ha segnati tutti a Fuorigrotta. E, restando sul curioso,
tutti di piede, tutti con il destro. Fatto insolito per uno forte di
testa com’è lui. Oppure no? Oppure è solo colpa della rarità e della
qualità dei cross serviti agli attaccanti? Sì, pure questo c’entra,
ma questa è un’altra storia. Quella di copertina racconta invece di
un bomber intanto uscito dalla solitudine di chi si sente escluso.
Di un attaccante che abituato a fare tanti gol non riusciva più a
spedire un pallone nella porta. Bene, quel Bucchi felice e
sorridente è la prima pagina del nuovo calendario azzurro. Dedicato
a lui il mese di gennaio. A lui e al Napoli che ha rimesso in riga
tutti quanti. |