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Bucchi: Con il Napoli per sempre

Lunedì

15 Gennaio 2007

Aveva perso la fiducia. No, non la sua. Quella della gente. E pure quella dell’allenatore, che dopo averlo provato e riprovato in un impossibile tridente gli aveva riservato la panchina. «Bucchi? È un centrale. Proprio come Calaiò. E al momento debbo fare scelte anche dolorose», aveva detto Reja. Parole forti. Pesanti come bastonate per il giovanotto prima stella del mercato. Lui, il re del gol della serie B, messo da parte. Mortificato. Fatto fuori, insomma. No, Bucchi non l’aveva proprio immaginata così quest’avventura azzurra. «Però non penso di andar via», confida nei momenti bui. Vero o falso? Boh. Di sicuro vive male l’esperienza. Palpabili e mai sfuggiti al club le sue preoccupazioni, i suoi timori, fors’anche la sua voglia di scappare. «Ma non se ne va. Resta con noi, la sua piazza è Napoli. A lui e al suo procuratore ho spiegato le cose come stanno. Debbono star tranquilli», spiega De Laurentiis. E se tocca al presidente restituire certezze all’attaccante, ridargli la serenità perduta assieme al gol, è addirittura Calaiò che pensa a ridargli il posto in squadra. Cesena-Napoli: cartellino rosso e due giornate. È così che Calaiò reinfila Bucchi in squadra. E Bucchi non perde l’occasione. Così così col Mantova, bene benissimo col Brescia. E segna pure. Morale: contro Modena e Verona la coppia si riforma. E Bucchi? Così così col Modena, bene benino col Verona. Ma a trasformare in felice passerella la sua ultima partita ci pensa un’altra volta lui: Calaiò. Nuovo cartellino rosso e Bucchi padrone solitario dell’attacco. E del dischetto quando gli tocca tirare quel rigore che vale tre punti e il primo posto. Ebbene, Bucchi nel momento decisivo recupera il cinismo, la freddezza, la mira di chi dagli undici metri è buon maestro: destro secco e palla alta, angolata, imprendibile. Liberatori l’urlo, la corsa verso quei tifosi che prima ancora di segnare aveva invitato ad incitare la squadra in sofferenza ma mai doma. E al gol di Bucchi, seminascosto sulle scale che salgono al campo, Calaiò salta di gioia. In fondo chi più di lui ha fatto per l’amico ora partner e ora concorrente? E allora, bomber ritrovato? Beh, questo è da dimostrare. Certo, però, se come racconta chi gli è amico «Bucchi va a mille solo quando si sente benvoluto ed importante», ebbene, questo gol pesante e da primato può far molto. Fondamentali, forse, le prossime due gare. Se giocherà partite convincenti, se magari metterà in porta un altro bel pallone, allora sì che lui e il Napoli potranno dichiararsi più uniti e più ottimisti. Appuntamento a Lecce, dunque. Anche perché Bucchi ha sicuramente fatto una scommessa con se stesso: segnare un gol pure fuori casa. Curioso eppure vero, infatti, il centrattacco azzurro i suoi otto gol (cinque in campionato e tre nella coppa Italia) li ha segnati tutti a Fuorigrotta. E, restando sul curioso, tutti di piede, tutti con il destro. Fatto insolito per uno forte di testa com’è lui. Oppure no? Oppure è solo colpa della rarità e della qualità dei cross serviti agli attaccanti? Sì, pure questo c’entra, ma questa è un’altra storia. Quella di copertina racconta invece di un bomber intanto uscito dalla solitudine di chi si sente escluso. Di un attaccante che abituato a fare tanti gol non riusciva più a spedire un pallone nella porta. Bene, quel Bucchi felice e sorridente è la prima pagina del nuovo calendario azzurro. Dedicato a lui il mese di gennaio. A lui e al Napoli che ha rimesso in riga tutti quanti.

Fonte: Il Mattino

 

                     

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