Regolari
come orologi. A prescindere dalle scelte presenti, passate e
future di Reja, e soprattutto dalle volte in cui sono stati
impiegati, c’è un dato obiettivo da non sottovalutare quando si
parla di Nicolas Amodio e Ivano Trotta: tanto il mediano
uruguaiano, quanto il pendolino romano sono sempre stati bravi a
capitalizzare le occasioni concesse loro dal tecnico. È una storia
acclarata, un canovaccio che si ripete e si conferma sin
dall’inizio del campionato.
DOPO BOGLIACINO Quella di Amodio è forse la storia più
sorprendente (in positivo) di questo Napoli d’inizio stagione: le
previsioni del calcio estivo gli concedevano davvero poche chance
di giocare, e invece gradualmente questo mastino sudamericano
dalle fattezze un po’ tedesche ha conquistato la fiducia
dell’allenatore fino a diventare il secondo centrocampista più
impiegato della rosa. Dopo Bogliacino, che comanda con 16
presenze, 3 gol in 1424 minuti disputati in 18 giornate – tutte
vissute da titolare tra l’altro -, c’è proprio il conterraneo
Amodio: 14 gettoni, 12 dall’inizio, e 1132 minuti accumulati.
Partite che il centrocampista di Montevideo ha sempre giocato con
grinta e cattiveria, sinonimo di agonismo: le sue armi doc, a
fronte di piedi certamente non vellutati. Un catalizzatore di
palloni, un generoso scudiero al servizio dei pensatori della
squadra. Fondamentale è aver capito con il tempo cosa aspettarsi
da uno con le sue caratteristiche.
MISTER X Un po’ quello che è accaduto e sta accadendo a
Trotta, in proporzione ancor più bravo del compagno a sfruttare le
poche occasioni piovute dalle sue parti. Davanti a lui c’è uno
come Grava, che in questo modulo e in questo Napoli è davvero sul
podio stagionale, ma ogni volta che Reja ha deciso di affidarsi al
riccioluto ragazzo cresciuto nella Juventus non ne ha mai ricavato
una delusione. In totale, in campionato Trotta ha racimolato
finora 11 presenze e 517 minuti. Soltanto 3, però, le volte in cui
ha giocato titolare: la prima con la Juventus, poi con il Cesena e
il Mantova. Tre pareggi: una costante. Anzi, per dirla tutta, è
stato per ben tre volte uno dei personaggi chiave dei pareggi: con
i bianconeri ha confezionato l’assist dell’1-1 siglato da
Bogliacino: un’operazione ripetuta anche con il Frosinone, con
rete dell’1-1 griffata ancora una volta dall’uruguaiano; e con il
Cesena, cambiando però il partner di turno (Calaiò). Mica male.
CROSS Tra l’altro, nel periodo di maggiore crisi di Bucchi
era stato tra i più reclamati: servono, anzi urgono cross per
l’ariete, perché non rispolverare Trotta e Capparella? E’ stato
uno dei tormentoni d’inizio inverno, poi affievoliti con l’andar
del tempo come tutti i drammi tecno-tattici. Per la cronaca, sono
state due le occasioni per vederli insieme all’opera in campionato
sin dal primo minuto: Napoli-Juventus e Mantova-Napoli. Due flop.
Domani con il Verona il terzo atto della coppia acclamata a furor
di popolo.