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«Il
Napoli non farà tanti acquisti. Prenderà un esterno sinistro che
possa fare la differenza anche nel prossimo campionato. Spero di A.
Ho grande fiducia in Reja e nell’attuale organico. Adesso che
l’allenatore ha finito il periodo degli esperimenti, dopo aver
provato vari moduli, adesso che la squadra ha una sua identità, il
Napoli potrà recitare la sua parte». Aurelio De Laurentiis non vede
l’ora di rituffarsi nel campionato. Felicissimo per l’ennesimo
trionfo nel mondo del cinema con «Natale a New York» («Non vivo per
vincere, ma è bello ogni anno essere primo, secondo o terzo in
Italia tra 500 film che escono nei cinema, considerando che da 30
anni con i miei film faccio sorridere o ridere gli italiani»,
osserva), De Laurentiis si augura che anche il Napoli possa dargli
tante soddisfazioni. «Nel calcio è più complicato, quindi è anche
più bello, ma bisogna aver pazienza. Non ci fosse stata la Juve in
B, avrei puntato alla promozione, ma c’è, quindi, occorre essere
cauti. Noi, comunque, non lasceremo nulla di intentato per centrare
il traguardo». Il presidente non si sbilancia sul nome dell’esterno
sinistro. «Sta facendo tutto Marino. Ha carta bianca». Quando gli
diciamo che molti tifosi pensano anche ad un regista, ribatte
scherzando: «Un regista? Per il prossimo film? Il Napoli può far
bene con gli attuali centrocampisti: Gatti, Dalla Bona, Amòdio,
Bogliacino... Sono davvero curioso di vedere come il Napoli
riprenderà la marcia. Spero che Savini non chieda di essere ceduto:
lo stimo come uomo e come professionista. È una pedina importante.
Proprio come Cupi che è guarito: sarà utile su entrambe le fasce».
Mercato significa investimenti. Fare investimenti significa sborsare
fior di milioni. Si parla di cento milioni dell’Inter per Messi.
«Non sono entrato in una gabbia di matti. A patto che si
massimizzino le entrate e la fatturabilità che ne deriverebbe. Il
calcio è uno sport, ma è e deve essere anche un business. A volte mi
sembra di vivere in un mondo di narcotizzati: guardano solo nel loro
orticello e non pensano al futuro. Un esempio? Si parla degli
Europei del 2012 per Nazionali. Ma perché non preparare il
campionato d’Europa per club? Siamo gli Stati Uniti d’Europa e si
pensa in piccolo: al campionato nazionale, alla coppa Uefa...
Possibile che nessuno rifletta su come vivranno gli italiani tra
cinque anni, su cosa vorranno?». Il Napoli cosa sta facendo per
essere pronto al grande salto verso il futuro? «Quanto ci è
consentito di fare al momento. Abbiamo un progetto che stiamo
portando avanti con la prima squadra ed anche con le giovanili...».
Facciamo notare a De Laurentiis che Donadoni gli ha «rubato» l’idea:
lui vorrebbe un Napoli fatto di napoletani, intanto il ct sta
varando l’Italia con i napoletani: Palladino, Quagliarella, Nocerino.
«Napoli e Palermo saranno regine del calcio nel futuro. Calaiò è di
Palermo. Sono certo che in futuro saranno sempre meno i napoletani
che emergeranno nel calcio lontano da Napoli. Stiamo lavorando in
tal senso. Complimenti a Donadoni e grazie a Malesani. Ho letto su
Il Mattino che si è complimentato con me e con Marino per come
facciamo lavorare con serenità Reja». Il futuro. «Il futuro lo
stiamo costruendo anche grazie al portale. Se ne sta occupando mio
figlio Luigi. Faremo un archivio mondiale dei nostri tifosi: tutti
potranno iscriversi. Il portale nascerà avendo tre fasi: notizie sul
Napoli in tempo reale; acquisti in negozi virtuali; operazione di
lancio di radio e televisione del Napoli». Nel futuro ci saranno
anche calciatori come Lupoli. «Certamente. Crediamo molto nei
talenti. Ora in quelli già ingaggiati: non cederei per nessuna cifra
Calaiò, Pià, Cannavaro, gli altri. Punto su di loro. Oggi, telefono
a Calaiò per fargli gli auguri per il suo compleanno. Cosa gli dirò?
”Perché non ti fai un regalo? Il gol della vittoria contro il
Verona!”. Dovesse segnare farebbe un regalo anche a me». Non sarà
d’accordo Ventura. «Sarà un piacere rivederlo. Gli stringerò la
mano: è stato il primo allenatore del mio Napoli». Nel ritorno, il
Napoli affronterà fuori casa tutte le grandi. Sorride, De
Laurentiis: «Anche del Bari si diceva che era una grande quando
andammo a Bari... Vincemmo». Il sogno per il 2007. «Vedere negli
stadi tanti bambini dai 6 ai 12 anni e una Lega calcio più forte in
grado di determinare una metamorfosi del calcio, di svincolarlo
dagli errori del passato, anche recente». |