De
Laurentiis vuole un'altra promozione. «Nella stagione 2006-2007
possiamo raggiungere l'equilibrio economico», scrive il presidente
nella relazione allegata al bilancio 2005-2006 della Società
sportiva calcio Napoli. L'anno della promozione in B è stato
chiuso in rosso: a 9.088.780 euro è ammontata la perdita di
esercizio, due milioni in più rispetto al torneo 2004-2005. Il
bilancio segnala l'indebitamento verso il sistema bancario (Unicredit,
il gruppo che ha finanziato nel 2004 l'acquisto del titolo
sportivo della fallita Ssc Napoli) per 27.241.075 euro, cinque in
meno rispetto al precedente esercizio. La partenza è stata
sofferta sotto l'aspetto economico, com'era prevedibile perché De
Laurentiis è partito da zero e da unico azionista ha dovuto tirare
fuori molti assegni. Adesso il patron è fiducioso, a cominciare
dall'esposizione verso l'istituto Unicredit. «Le previsioni attese
di crescita di fatturato inducono a ritenere che la società sarà
in grado di generare risorse finanziarie da destinare al rimborso
di tale posizione. Lo sbilancio economico-finanziario rientra
nelle attese, ma contrariamente alle aspettative maturate nel
precedente esercizio si ritiene di poter raggiungere l'equilibrio
economico già dalla stagione 2006-2007, con un anno di anticipo
rispetto a quanto inizialmente programmato», scrive il patron
nella relazione di dieci pagine, sottoscritta anche dalla moglie
Jacqueline Marie Baudit, vice presidente del Napoli, e dalla
figlia Valentina, terza componente del consiglio
d'amministrazione. La promozione in B ha fatto aumentare le uscite
(lievitati gli stipendi della squadra: ci sono giocatori come
Bucchi con ingaggio annuo da 750.000 euro netti) e fortemente
incrementato le entrate. Va bene il merchandising, grazie al
lavoro di Massimo Carpino e Alessandro Formisano e alla rete
commerciale dello sponsor tecnico Diadora. De Laurentiis punta a
lanciare dvd legati al calcio e al Napoli. «Sono settori capaci di
generare proventi e non adeguatamente sfruttati dalla società»,
puntualizza il presidente. Massima attenzione anche per il settore
giovanile, ritenuto «strategico ai fini della crescita del
patrimonio aziendale». Per il vivaio, come per la prima squadra,
si annunciano «investimenti in grado di dare frutti nel tempo».
Dalle cifre del bilancio 2005-2006 emergono alcune curiosità.
Nella stagione della promozione in B gli incassi al San Paolo sono
stati inferiori rispetto al primo anno di C1, chiuso con la
sconfitta nella finale play off ad Avellino: 4.108.247 euro contro
5.578.872. La spiegazione di De Laurentiis è legata «soprattutto
alle complicazioni per l'accesso agli stadi introdotte dal decreto
Pisanu». Comunque, nella scorsa stagione i ricavi sono
complessivamente cresciuti di due milioni di euro, con punte
massime per il settore radiotelevisivo (+63 per cento) e per la
pubblicità (+668 per cento). A differenza del torneo 2004-2005,
questi ricavi hanno consentito di pagare integralmente gli
stipendi e di coprire quasi del tutto le spese generali.