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Ci
hanno provato, del resto «tentar non nuoce»: vuoi vedere che il
Napoli davanti a una proposta concreta non pensi davvero di privarsi
di Bucchi, finora a disagio negli schemi di Reja? Così alla vigilia
di Capodanno, sono entrati in azione gli emissari della
capolista-Rimini. Pare che i romagnoli abbiano messo sul piatto
della bilancia una cifra importante (poco meno di tre milioni di
euro), cash, accollandosi anche il lauto ingaggio che percepisce
l’attaccante marchigiano. Bucchi in coppia con Jeda (già a otto
reti) e gli assist di Ricciuti, alla formazione di Acori il viatico
per la A sarebbe stato bello che spianato. Ma il Napoli, che ha
versato tre milioni e mezzo di euro al Modena per accaparrarsi l’ex
bomber della B, ha risposto picche:«Bucchi non si muove da qui,
tantomeno passerebbe a una diretta concorrente. Grazie per
l’interessamento, il giocatore è incedibile. Anzi, aspettiamo i suoi
gol per consolidare la posizione in classifica». A lui aveva
pensato anche il Siena.
INTOCCABILI Del Laurentiis e Marino, invece, non si sono
lasciati incantare dall’offerta, pur allettante. Bucchi era e resta
un giocatore sul quale puntare per risolvere i problemi in zona-gol
del Napoli. Fantasie di radio-mercato, l’ipotesi di una sua cessione
a gennaio per lo scarso appagamento del calciatore a causa della
panchina fatta di recente. Il Napoli confida nelle qualità
realizzative di Bucchi mentre l’attaccante non aspetta altro che
ripagare la fiducia.
INVESTIMENTO La se il Napoli ha blindato il suo maggiore
investimento estivo, figuriamoci con Emanuele Calaiò. Presidente e
direttore generale hanno alzato una cortina d’acciaio intorno al
bomber, autore peraltro di ben diciassette reti nel 2006 di cui
dieci in C1 e sette in B. il Torino ha tentato di riprendersi la
punta cresciuta e valorizzata nel vivaio granata proponendo soldi
più Abbruscato. Avrebbe così rimpiazzato Stellone, corteggiato dal
Palermo. Anche qui, niente da fare. Figuriamoci De Laurentiis che
stravede per l’arciere siciliano mentre Marino si vanta ancora di
averlo portato a Napoli (in C1) a gennaio del 2005. Calaiò non si
tocca, anche perché nel frattempo è diventato il beniamino numero
uno dei tifosi, come testimoniato dalle centinaia di magliette con
il suo nome vendute durante il periodo natalizio.
OFFERTE Eppure, il Palermo, provando a toccare anche le corde
del sentimento dell’attaccante (Calaiò è palermitano purosangue,
cresciuto nel Panormus) si è fatto avanti senza scrupoli con Marino:«Che
ne direste di cedere Calaiò? Possiamo agevolarvi nel rimpiazzarlo
opportunamente; potremmo accordarci sulla valutazione». Neanche
a parlarne. Intransigente il Napoli:«Emanuele non parte, neanche
per tutto l’oro del mondo. Lui è il nostro fiore all’occhiello. Tra
pochi giorni (l’8 gennaio, ndr) entrerà nei venticinque anni e deve
ancora sprigionare tutto il suo talento».
GIOIELLI Bucchi-Calaiò, il Napoli toglie dal mercato i suoi
pezzi pregiati. Semmai potrà prendere in considerazione l’ipotesi di
parcheggiare altrove Inacio Pià per dargli modo di maturre, oppure
di privarsi di Sosa ma sui due futuri gemelli del gol meglio stare
alla larga. Chi pensa che De Laurentiis e Marino si lascino
incantare dalle offerte in euro, oppure da scambi, si sbaglia di
grosso. Spetta a Reja creare le condizioni perché Bucchi e Calaiò
possano coesistere e facciano quello che sanno fare meglio e hanno
sempre fatto: i gol. E ora, tutte le energie concentrate nella
caccia all’esterno sinistro. |