|
Balliamo sul mondo.
Pier Paolo Marino non ha la stessa chioma fluente di Luciano Ligabue,
ma quando c’è da girare il pianeta a caccia di qualche buon affare
non è secondo a nessuno. Tutti a chiedersi dove
abbia trascorso le
vacanze natalizie, incuriositi dal quel filo di abbronzatura che, ad
oggi, ancora resiste. Il d.g. partenopeo è da sempre un gran
fruitore del mercato dell’Est Europa: Makriev (Bulgaria), Necid (Rep.
Ceca) e Strestik (Slovacchia) le sue ultime tentazioni. Dal vecchio
continente al Sudamerica perché Argentina (Ahumada, ma anche Yacob
del Racing sul quale è arrivato pure Corvino) e Brasile (Nilmar)
rappresentano storicamente il meglio che c’è in giro. Se poi, come
nel caso del centravanti dell’International, le referenze arrivano
da Antonio Careca, allora meglio approfondire. Con tre milioni si
acquista il di Nilmar e Marino è pronto ad aprire il portafogli. Lo
intrigano, però, anche il peruviano Saravia ed l’uruguaiano
Hernandez. Si torna in Europa. Stavolta verso nord, fino a
raggiungere l’Islanda.
Forse, per , per
assicurarsi Hallfredsson sarà meglio scendere a Reggio Calabria. Da
lì, dritti in Africa perché la Nuova Guinea ha dato i natali a
Feindouno (Saint Etienne) che al general manager del Napoli piace da
matti mentre in Sierra Leone c’è Kallon che aspetta una chiamata.
Marino, altro che il "Liga". |