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Gargano:
Approdato a Napoli, dopo una lunga ed estenuante trattativa, tra lo
scetticismo di alcuni addetti ai lavori e parte della tifoseria
partenopea, ha dimostrato soprattutto una grande professionalità.
Impiegato costantemente da Reja e convocato sistematicamente nella
sua Nazionale, non ha minimamente risentito del doppio impegno.
Grazie alla costante dedizione durante gli allenamenti e le partite
disputate, è diventato un “beniamino” dei tifosi napoletani.
Schierato davanti alla difesa, si è prodigato in primis
nell’interdizione, e successivamente nella regia, in un centrocampo
dove ha trovato validi compagni di reparto. Motorino instancabile,
non disdegna qualche “sortita” in avanti, ed alcune sue iniziative
di ottima fattura sono risultate determinanti ai fini di alcuni
risultati. Voto: 8
Zalayeta: Capocannoniere attuale del Napoli, ha dimostrato
che quando una Società gli concede fiducia, riesce a ripagarla nel
migliore dei modi. Il “Panteron” si è sacrificato in un utile ed
oscuro lavoro di ripiegamento per far salire la squadra, mettendosi
allo stesso tempo in mostra come un infallibile ed ottimo
realizzatore. Ha accusato qualche battuta a vuoto, ma rappresenta
comunque un costante punto di riferimento per i compagni di squadra.
Voto: 7
Lavezzi: Stesse considerazioni fatte per Gargano a proposito
dello scetticismo con cui è stato accolto. Il “Pocho”ha smentito
tutti i diffidenti dimostrando che nell’attuale Napoli costituisce
quel valore aggiunto che può determinare la differenza in campo. Pur
avendo una lieve flessione di rendimento nelle ultime partite con le
sue giocate, ha fatto sognare i tifosi napoletani che da molti anni
non vedevano esibirsi sul rettangolo di gioco del San Paolo
giocatori di talento. Veloce, rapido negli spazi stretti ed
imprevedibile, possiede doti di alta scuola calcistica e la sua
presenza in campo costringe gli allenatori delle squadre avversarie
a raddoppiare la marcatura o a mettere in atto una “gabbia” che
riesca a contenere l’inventiva del giocatore argentino. Voto: 8
Calaiò: Determinante con i suoi gol per la risalita del
Napoli in Serie A, è stato relegato in panchina da Reja. La poca
considerazione nei suoi riguardi trova una parziale giustificazione
nel modulo adottato dal tecnico friulano dall’inizio del campionato,
quel 5-3-2 che prevede lo schieramento di una punta centrale,
Zalayeta (più adatto a questo ruolo), e di un secondo attaccante,
Lavezzi (più imprevedibile ed estroso di Emanuele). L'Arciere,
comunque, anche quando è stato chiamato da Reja per sostituire
qualche suo compagno non ha fornito prestazioni in grado di
convincere l’allenatore a poterlo utilizzare con maggiore
continuità. Voto: 5
Hamsik: Il valore di “Marekiaro” era già noto per il
magnifico campionato di Serie B disputato con il Brescia, ma in
molti avevano posto in rilievo le differenze con la massima serie
italiana: in virtù di queste considerazioni, non credevano in un
immediato adattamento del giocatore. Ebbene, Hamsik, a dispetto
della sua giovane età, ha denotato una maturità non comune nei suoi
coetanei. Possiede una “marcia” in più ed il suo notevole talento
supportato da una visione del gioco e da una capacità di inserirsi e
proporsi in avanti al momento opportuno, ne fanno un “gioiellino” di
cui tutta Napoli va fiera. Qualche prova sottotono è dovuta alla
stanchezza accumulata per i ravvicinati impegni della sua Nazionale
e degli azzurri. Voto: 8
Blasi: Vero uomo squadra e leader del centrocampo, ha preso
il comando della truppa azzurra e con la sua notevole esperienza ha
saputo far fronte alle situazioni critiche tipiche della linea
mediana. Quando non ha potuto giocare per infortunio o per
squalifica, si è notata la sua assenza. Il suo temperamento lo
induce a commettere alcuni falli evitabili con maggiore calma, che
gli sono costati qualche squalifica di troppo. Voto: 7
Cannavaro e Domizzi: Una coppia di centrali difensivi di sicuro
affidamento. Paolo è già stato gratificato da Donadoni con una
convocazione in Nazionale, ma i supporter azzurri reclamano lo
stesso trattamento per il “Muro del pianto”. Due “colonne” della
difesa azzurra di valenza prospettica. Voto: 8
Maldonado: Pur essendo stato utilizzato molto poco, quando è
stato schierato in campo ha dimostrato di non possedere le
caratteristiche tecnico-tattiche necessarie a per disputare un
campionato di A in una formazione ambiziosa. Voto: 4.5
Marino: De Laurentiis, per costruire un grande Napoli, si è
affidato ad un serio professionista del settore, che già in passato
si era rivelato un profondo conoscitore del valore dei giovani
calciatori. Insieme al Presidente sta portando avanti una linea
societaria che non prevede l’acquisto di calciatori affermati e
(forse) paghi, ma di giovani talentuose “promesse”, desiderose di
emergere e con tanta “fame” di successi. Grazie al lavoro svolto
finora si trova in anticipo rispetto alla tabella di marcia
programmata dal cub. Voto: 9
Reja: Abituato a continue critiche, Edy va avanti per la sua
strada collezionando successi e portando pian pianino il Napoli
versoii traguardi programmati dal Presidente De Laurentiis, che
giorno dopo giorno gli rinnova la fiducia. Il “sergente” di ferro in
pochi mesi ha portato il Napoli dalla serie C al settimo posto in
classifica: un primato più forte delle critiche che gli rivolgono
coloro che vorrebbero un maggior ascolto riguardo ai suggerimenti su
modulo e giocatori da schierare. Voto: 8.5 |