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L’SSC
Napoli è la risposta positiva a una città che sta vivendo un periodo
difficile. Tentata di gettare via tutto in discarica. O quasi. La
passione per il football, ad esempio, è stata conservata con molta
cura dalla gente. Finchè, un bel giorno, la favola è ricominciata.
Merito del noto produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis,
che ha rilevato una società al capolinea e ha chiamato con sè una
dirigenza eccellente. Il direttore generale è Pierpaolo Marino, uno
dei veri “guru” del calcio italiano. Scopritore di talenti e grande
organizzatore, già capace di creare il modello Udinese, tre anni fa
ha accettato la sfida di riportare in alto la città del Vesuvio.
uefa.com: Dopo l’abbuffata “maradoniana” un lungo periodo
penitenziale. Quello attuale che periodo è per il Napoli?
Pierpaolo Marino: Siamo in una fase di ricostruzione. Siamo
ripartiti dopo un fallimento e una retrocessione in serie C. Con il
suo arrivo, il presidente De Laurentiis ha coraggiosamente investito
per ricreare le condizioni giuste per restituire al pubblico azzurro
e alla città una squadra capace di rioccupare il posto che merita.
La Serie A innanzi tutto.
uefa.com: Oggi purtroppo sui giornali si parla quasi solo di
un’altra Napoli, quella dell’emergenza rifiuti e del disagio. Questa
situazione è un danno per l’immagine del Napoli calcio?
Marino: Assolutamente sì. I problemi sociali che Napoli ha, e che
conoscono tutti, sono dovuti a colpe lontane, forse nemmeno
imputabili ai napoletani stessi. Anzi per rispondere correttamente a
questa domanda si dovrebbero aprire discorsi storici sull’allora
Regno delle Due Sicilie, sulla cosiddetta questione meridionale
seguita all’unificazione italiana e sulle vere responsabilità da
indicare come origine della situazione che ancora oggi viviamo…
uefa.com: Come vi ponete di fronte a questa emergenza?
Marino: Noi con la bandiera azzurra cerchiamo di restituire a Napoli
l’immagine che il 99% dei napoletani si merita e siamo convinti che
il calcio sia uno strumento utile e importante. L’amore e il
rispetto dei tifosi per la squadra ne sono una conferma costante.
uefa.com: Torniamo al calcio giocato. Buon campionato fin qui,
grazie anche alle nuove individualità. Chi è la vostra sorpresa?
Marino: La campagna acquisti nel suo complesso, con sei nuovi
arrivi, si è rivelata più che positiva. Dovendo proprio scegliere un
nome, per la forza dimostrata in virtù anche della sua giovane età,
citerei [Marek] Hamsik. Classe 1987, ha margini di miglioramento
molto ampi, ci darà grandi soddisfazioni.
uefa.com: Qual è stata la più bella giornata del vostro campionato
finora?
Marino: Sicuramente la partita vinta per 3-1 con la Juve. Tornare a
battere i bianconeri davanti ai 60 mila del San Paolo è stata una
soddisfazione enorme.
uefa.com: Anche se proprio quella partita, per l’episodio dei due
rigori molto discussi, ha aperto un mare di polemiche…
Marino: Bisogna ricordare che alla fine uno dei due rigori, quello
su [Marcelo] Zalayeta era giusto. E poi va detto, e lo hanno
riconosciuto subito pure i giocatori della Juventus, che
nell’economia della partita il Napoli aveva meritato la vittoria.
uefa.com: Nelle partite successive siete stati penalizzati da questo
episodio?
Marino: Più che altro, ad essere penalizzato è stato [Ezequiel]
Lavezzi, al quale non vengono fischiati tutti i falli che riceve.
Qui forse ci può essere un po’ di condizionamento. Ma in fondo
questo è un pregio del giocatore: è un elemento talmente veloce che
è sempre difficile valutare se una sua caduta dipende da un fallo o
da una normale azione di gioco.
uefa.com: Lavezzi, Gargano, Hamsik sono tra i protagonisti del nuovo
film del Napoli. Il presidente DeLaurentiis sta traducendo nel mondo
del pallone un’idea cinematografica del calcio?
Marino: Sicuramente sì, sta facendo del Napoli un film in progress,
con una movimentazione tipica dei film del brivido, delle proiezioni
con molto pathos e partecipazione. È molto bene accorto nella
costruzione degli ingranaggi che reggono la storia. Ma siamo, per
così dire, ancora al primo tempo, la stagione è ancora lunga. E poi
ci sono i prossimi campionati, film ancora tutti da scrivere…
uefa.com: Qual sarà il destino del Napoli: continuare a comprare
campioni in potenza o fuoriclasse di grido?
Marino: Noi siamo in una fase dove si riconosce il talento dei
giocatori giovani e si investe su quello. In futuro, quando avremo
raggiunto volumi di fatturato pari a quelli delle altre grandi
squadre che schierano i maggiori fuoriclasse, cercheremo di
inserirli anche noi. Fare il passo più lungo della gamba è un
rischio che non vogliamo correre. Ma progettare seriamente il futuro
per arrivare al… secondo tempo, questa è una certezza.
uefa.com: Come si organizza una rete di osservatori capaci di
scoprire i talenti in anticipo?
Marino: Con dei veri e propri agenti segreti mandati in giro per il
mondo a osservare e scovare i giocatori degni di nota, in tutti i
campionati più competitivi. Poi con l’aiuto dei moderni strumenti
tecnologici che aiutano a vedere anche quello che prima non si
poteva vedere.
uefa.com: Quando vedremo il Napoli in Europa?
Marino: Vorrei dire quest’anno, ma penso che ci saremo alla fine
della prossima stagione. Abbiamo in bacheca una Coppa UEFA che
chiede compagnia. Ultimamente questo trofeo viene da alcuni
considerato poco importante ma io sono sicuro che se ci approdasse
una squadra come il Napoli i 60 mila e oltre del San Paolo
risponderebbero subito con entusiasmo, rilanciando anche il suo
prestigio.
uefa.com: Quindi i tifosi del Napoli fanno bene a sperare…
Marino: Non solo sperare, ci devono credere. Il progetto del
presidente De Laurentiis è quello di costruire un grande Napoli. |