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La
pausa natalizia suggerisce analisi controcorrente dei protagonisti
del campionato, normalmente giudicati secondo “pagelle soggettive”,
determinate dai criteri personali degli “opinion leader”. Qui vi
propongo, invece, le “pagelle oggettive”, che sono basate su
parametri quantitativi e qualitativi reali, e che dunque, una volta
tanto, non sono discutibili. Aspettatevi sorprese.
Fra i 18 parametri, come detto, ci sono requisiti quantitativi:
numero di passaggi, cross, rinvii, tiri e intercetti. Si sa che sono
avvenuti, da parte di quel giocatore, ma non si sa se sono andati a
buon fine: indicano, comunque, una “presenza” effettiva nel gioco.
Ma ci sono anche i requisiti qualitativi: gol, assist, contrasti
vinti e falli subiti. Questi denotano, in ogni caso, una
indiscutibile “capacità”.
Ebbene, leggete un po’ cosa ne scaturisce, partendo dall’inizio del
torneo, secondo un ipotetico 4-4-2: Julio Cesar; Ferri (J. Zanetti),
Nesta, Stovini, Cannavaro; Foggia, Gargano, Pizarro,
Leon (in alternativa Foggia, Kakà, De Rossi, Simplicio); Trezeguet,
Mutu. Gli unici “big” presenti sono Julio Cesar, J. Zanetti, Nesta,
Foggia, Pizarro, Kakà, De Rossi, Trezeguet e Mutu. Vi aspettavate
gli altri 6?
Occhio, dunque, anche in chiave di mercato, a Stovini, Cannavaro,
Gargano, Leon e Simplicio. Michele Ferri (Cagliari, 26 anni, ex
Palermo, scuola Milan) è il miglior giocatore in assoluto in quanto
a contrasti effettuati, in generale, e contrasti vinti. Gioca
difensore esterno destro nella squadra che ha incassato più gol
(33), ma, evidentemente, bisogna saper scindere le responsabilità.
Fra i difensori, Stovini è il primatista dei rinvii, e Cannavaro
degli intercetti. Fra i centrocampisti, Gargano dei contrasti
vinti, Leon dei tiri, e Simplicio degli intercetti. Nelle posizioni
di rincalzo, attenzione anche ad altri nomi non gettonatissimi:
Domizzi, Maggio, Vargas, Reginaldo, Konko e Kolarov. Fidarsi del
proprio occhio, è bene, ma non fidarsi troppo, e ricorrere ai
numeri, spesso è meglio.
Carlo Nesti |